Serie C, il presidente del Perugia Alessandro Gaucci si sfoga contro l'arbitro: "Scandaloso, era in malafede. Mi dessero anche 100 giornate di squalifica"

13 Ottobre 2026 - 12:35
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Gli umbri hanno perso 2-0 in casa contro il Vado, ma contestano fortemente l'arbitraggio

Alessandro Gaucci è da pochi giorni il nuovo presidente del Perugia, riportando dopo vent'anni alla guida del club umbro una famiglia a cui sono legate alcune delle pagine più importanti della sua storia, dalla Serie A alla vittoria della Coppa Intertoto contro il Wolfsburg nel 2003. Oggi la realtà è un'altra, il girone B di Serie C, e la sconfitta casalinga nel fine settimana per 2-0 contro il neopromosso Vado ha lasciato tracce. Il Perugia è ottavo in classifica, in zona play-off, ma l'arbitraggio del signor Alessio Vincenzi (e l'operato del quarto uomo Mario Picardi) non è andato giù al numero uno del club umbro.

CONTRO L'ARBITRO

I toni utilizzati nella conferenza stampa del post-partita sono stati infatti piuttosto accesi e i contenuti ancora di più: “Evidentemente il nome della mia famiglia dà ancora fastidio a qualcuno. Quello che si è visto mi fa pensare che l'arbitro fosse in malafede. O è scarso, uno che non dovrebbe più arbitrare nemmeno i pulcini nel pollaio, oppure devo pensare che è in malafede. Non ci ha dato un rigore incredibile nemmeno dopo essere andato a rivedere l'episodio al monitor. E poi il quarto uomo, un arrogante, una brutta persona. Io vado in panchina e cerco di stare tranquilli, ma abbiamo sempre quattro persone addosso che ci controllano, come coi carabinieri. Ma abbiamo ammazzato qualcuno?”.

IL NOME DEI GAUCCI DA' FASTIDIO

Lo sfogo di Alessandro Gaucci prosegue: “Come si permettono? Devono portarci rispetto come noi ne abbiamo nei loro confronti. Ci ammazziamo ventiquattro ore al giorno per ricostruire qualcosa di importante qui a Perugia, poi vediamo cose scandalose come questa, con lo scemo di turno che rovina tutto. Adesso basta! Mi dessero anche 100 giornate di squalifica, non me ne frega nulla”. I motivi della rabbia del presidente del Perugia sono legate all'espulsione ad inizio partita del difensore Pazonov e al mancato calcio di rigore per un intervento su Van Amersfoort". L'affondo si conclude così: "Devo pensare che il nome della mia famiglia crea ancora problemi e genera fastidio e allora forse è il caso che mi faccia nuovamente da parte".

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