Servono 20 GW di rinnovabili: il perché viene spiegato nella nuova puntata del podcast di Greenreport

Servono 20 GW di rinnovabili. Perché? Basta ascoltare la nuova puntata del podcast “La Settimana di Greenreport” per scoprirlo. «Abbassare il costo dell’energia è anche oggi il primo tema che affrontiamo», spiega Maurizio Izzo che come ogni settimana cura la segnalazione delle principali notizie pubblicate nel corso degli ultimi giorni. Della questione ne abbiamo parlato con Annasila Corrado, europarlamentare e responsabile Conversione ecologica per il Pd. Per abbassare davvero il costo dell’energia servono più rinnovabili e meno dipendenza dall’estero, dice Corrado, soprattutto in un tempo in cui Trump gira per il mondo con il carrello armato della spesa facendo guerre per il petrolio e le materie prime.
Facendo riferimento a un precedente intervento sempre su Greenreport di Agostino Re Rebaudengo, Annalisa Corrado ricorda come il problema non sia quello della mancanza di operatori pronti a investire, ma la mancanza di un quadro regolatorio certo e stabile che permettano di farlo. Così Mentre i Paesi europei accanto a noi corrono sulla transizione energetica l’Italia continua a installare capacità rinnovabile ben al di sotto degli obiettivi necessari. Il governo resta ancorato a modelli del passato ed è anonimo, quando non dannoso, sulle politiche energetiche. Così rischiamo di perdere una sfida decisiva, per il futuro economico e strategico del Paese è la conclusione di Annalisa Corrado.
La segnalazione successiva di Izzo riguarda il settore mobilità: «Scettici di tutto il mondo rassegnatevi, l’auto elettrica è già il nostro presente». La notizia a cui fa riferimento il direttore responsabile del nostro giornale è che circa il 30% delle auto vendute a livello globale quest’anno sarà elettrico. Si tratta di un dato di per sé significativo, trattandosi di 23 milioni di nuovi veicoli elettrici che circolano sulle strade, ma anche interessante se paragonato a quello, già positivo, del 2025: secondo le stime dell’International energy agency (Iea) infatti, da un anno all’altro ci sarà un aumento consistente di immatricolazioni elettriche (dal 25% del 2025 al 30%) e ce n’è già stato uno del 30% su scala europea, il che segna una crescita straordinaria che sta trasformando radicalmente l’industria automobilistica molto più velocemente del previsto.
«E anche per le nostre case il futuro è elettrico e comunque staccato dal gas e dai combustibili fossili», sottolinea Izzo passando alla notizia successiva. Secondo uno studio danese, la sostituzione di 65 milioni di caldaie a gas ridurrebbe della metà la dipendenza totale dell’Ue dalle importazioni di gas. La sostituzione di metà delle auto con motore a combustione sulle strade europee ridurrebbe le importazioni di petrolio del 20%. Una minore domanda di combustibili fossili consente all’Unione di fare affidamento su un numero inferiore di fornitori di energia, riduce la nostra vulnerabilità all’uso dei combustibili fossili europei come arma e aumenta la stabilità dei prezzi. Inoltre, riduce i danni ambientali e sanitari causati dalla combustione di combustibili fossili.
Per la buona notizia della settimana bisogna andare all’assemblea delle Nazioni Unite, spiega Izzo, che ha votato con 141 voti a favore, 8 contrari e 28 astenuti l’adozione di una risoluzione che sostiene il parere della Corte internazionale di giustizia secondo cui i paesi hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha affermato che il voto ha evidenziato che i governi sono responsabili della protezione dei cittadini dalla «crisi climatica in continua escalation». Per il Wwf «questo voto segna una svolta storica per l’azione climatica, riconoscendo il dovere di prevenire danni ambientali significativi come condiviso, tangibile e radicato nella legge».
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