SOLEdarietà, due anni di energia pulita e sostenibile

23 Settembre 2026 - 09:00
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SOLEdarietà, due anni di energia pulita e sostenibile

Si fa presto a dire contrasto alla povertà. E si fa presto a dire comunità. Le cose, in realtà, quando ci si addentra nei meandri dei mercati dell’energia (soprattutto di questi tempi), sono assai complesse. E diventano spinose per tante persone e famiglie, che sempre più spesso si trovano ad affrontare costi insostenibili per le loro ridotte possibilità economiche. Il terreno, insomma, è infido e insidioso. Ma non impossibile da arare. Con ottimi risultati anche sociali e culturali, oltre che ambientali (aspetto particolarmente rilevante, quest’ultimo, per una Chiesa sempre più attenta all’“ecologia integrale”, capitolo della dottrina sociale al centro del Tempo del Creato, in coro fino al 4 ottobre).

Gli impianti

La Comunità energetica rinnovabile e solidale (Cers) SOLEdarietà è stata istituita esattamente due anni fa, a metà settembre 2024, da Caritas Ambrosiana e dalle due parrocchie (San Martino e Santa Maria Goretti) della Comunità pastorale Giovanni Paolo II, nel quartiere Greco di Milano, con il supporto (tecnico ed economico) di Banco dell’Energia e di Edison. La Cers ha il suo cuore produttivo nei due impianti fotovoltaici installati sopra il Refettorio Ambrosiano (14,4 kilowatt potenziali, operativo sin dalla fine del 2024) e sopra la chiesa di Santa Maria Goretti (84,15 kilowatt potenziali, operativo da maggio 2025): queste due strutture producono e autoconsumano energia pulita, mentre le eccedenze vengono consumate dalle altre realtà (chiesa e parrocchia di Greco, Rifugio Ambrosiano e centro diurno La Piazzetta, ovvero servizi per persone senza dimora condotti da Caritas) che completano la compagine della Cers.

Numeri destinati a crescere

I pannelli spalmati sui due tetti di Greco lavorano ormai a pieno regime e hanno cominciato a dare frutti, anzitutto di carattere ambientale: nel 2025 hanno evitato che fossero immesse in atmosfera 34,52 tonnellate equivalenti di anidride carbonica, causa dell’effetto serra, e hanno incoraggiato i soci (soprattutto il Rifugio, struttura energivora) a razionalizzare i propri consumi. Ma i benefici sono anche di natura economica: sempre nel 2025 i nuovi impianti fotovoltaici hanno consentito ai soci quasi 8 mila euro di risparmi sulle bollette, cui vanno aggiunti 2.200 euro derivanti dalla vendita alla rete elettrica dell’energia non autoconsumata e 1.415 euro di incentivi ottenuti dal Gse, il Gestore nazionale dei servizi elettrici, per la condivisione delle eccedenze tra soci. Questi valori, già tutt’altro che disprezzabili, sono stati resi possibili da una Cers ancora non al culmine delle sue potenzialità (l’impianto di Goretti, come detto, è entrato in funzione solo a maggio e gli incentivi Gse, per ragioni burocratiche, hanno potuto essere incamerati solo da ottobre): il 2026 sarà il primo anno di funzionamento a pieno regime, ed è immaginabile, anzi è certo, che gli esiti saranno ancora più incoraggianti.

Con i primi proventi, a ogni modo, oltre a coprire le spese di avvio della Comunità, si è cominciato a mettere a disposizione dei soci alcune risorse economiche, con finalità caritativa e sociale: l’assemblea della Cers ha stabilito che gli incentivi statali (ventennali) verranno ripartiti attribuendo il 20% di essi al Rifugio, il 20% alla Piazzetta, il 20% alla parrocchia San Martino e il 40% ai Centri d’ascolto della Comunità pastorale.

I progetti collegati

L’avvio della Cers, però, ha innescato anche progetti paralleli, sostenuti anche da donatori privati. L’azienda A&B, tramite Banco dell’Energia, ha per esempio finanziato con 50 mila euro il progetto “Tutti in bolletta”, sviluppatosi per 18 mesi nei Decanati di Carate, Desio, Lissone, Seveso-Seregno e Trezzo d’Adda. Il percorso ha consentito il pagamento di 258 bollette a 50 famiglie (cioè 185 persone) in povertà energetica, ma soprattutto ha coinvolto questi nuclei, e i volontari delle Caritas locali che se ne occupano, in un interessante percorso di formazione a sviluppare corretti comportamenti di consumo, oltre che all’analisi delle bollette e dei contratti di fornitura dell’energia elettrica.

L’iniziativa, peraltro, non rimarrà limitata ai 5 Decanati coinvolti: ne è nata una “Guida tecnica per orientarsi nel mercato dell’energia”, che sarà messa a disposizione – anche tradotta in sei lingue: inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo – di individui e famiglie, dei volontari dei Centri d’ascolto e degli operatori del sistema Caritas nell’intera Diocesi.

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