Sostenibilità e qualità dell'aria nelle scuole: cosa cambia per la PA con la UNI 12016
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A VisionePA la UNI 12016 spiegata da Fantini Cosmi: qualità dell’aria, VMC e sostenibilità nelle scuole. Cosa cambia per Comuni ed enti locali.
La sostenibilità degli edifici scolastici non può più essere valutata esclusivamente in termini di consumi energetici. Il benessere delle persone che ogni giorno vivono gli ambienti della scuola, dalla qualità dell’aria alla temperatura interna, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche di riqualificazione del patrimonio pubblico. È questo il tema della nuova puntata di VisionePA, la rubrica di Lentepubblica dedicata ai protagonisti dell’innovazione nella Pubblica amministrazione.
Ospiti dell’intervista sono Claudio Franceschini, direttore Commerciale e Marketing di Fantini Cosmi, e Gianluca Orlante, responsabile della Formazione della Fantini Cosmi Academy, che analizzano le ricadute della nuova UNI 12016 sulla PA. SI tratta della prima norma tecnica italiana dedicata alla qualità dell’aria negli edifici scolastici e alla ventilazione meccanica controllata. Un tema che interessa direttamente Comuni, Province e Città metropolitane, chiamati a programmare gli interventi sugli edifici scolastici in un contesto segnato da estati sempre più calde, dalla necessità di migliorare l’efficienza energetica e dall’esigenza di garantire ambienti più salubri per studenti e personale scolastico.
Trovi il video con l’intervista integrale qui e in fondo all’articolo.
La UNI 12016 segna un cambio di paradigma per gli edifici scolastici
Nel corso dell’intervista emerge con chiarezza come la UNI 12016 rappresenti un punto di svolta. Per la prima volta una norma italiana affronta in maniera organica il tema della qualità dell’aria nelle scuole. Questo dopo aver recepito anni di studi, sperimentazioni e verifiche sul campo che hanno dimostrato quanto il ricambio dell’aria incida non solo sulla salute, ma anche sul comfort e sull’efficacia dell’attività didattica.
Secondo Franceschini, la ventilazione meccanica controllata non può più essere considerata un elemento accessorio degli edifici. La norma la riconosce infatti come una componente fondamentale per assicurare ambienti più sani, grazie a un ricambio costante dell’aria e al monitoraggio di parametri come qualità dell’aria e concentrazione di CO₂. L’obiettivo non è soltanto ridurre il rischio di diffusione di virus e agenti inquinanti, ma creare condizioni che favoriscano il benessere di studenti, insegnanti e personale scolastico. Una migliore qualità dell’aria, sottolinea l’intervista, significa anche migliori condizioni di apprendimento e di lavoro. Il suo suggerimento:
L’estate è il momento ideale per intervenire sugli edifici scolastici: adeguarsi oggi alla UNI 12016 significa riaprire le scuole a settembre con ambienti più salubri, confortevoli ed efficienti.
Qualità dell’aria ed efficienza energetica non sono più temi separati
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il confronto riguarda il concetto stesso di sostenibilità. Per anni gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici si sono concentrati prevalentemente sulla sostituzione degli impianti di riscaldamento o sull’isolamento dell’involucro edilizio. Oggi questo approccio non è più sufficiente.
Come spiega Gianluca Orlante, la nuova normativa europea sull’efficienza energetica degli edifici e la stessa UNI 12016 spingono verso una gestione integrata degli ambienti. Temperatura, umidità, qualità dell’aria, ventilazione e rendimento energetico devono essere considerati parti dello stesso sistema. Tecnologie intelligenti e sistemi di monitoraggio consentono infatti di regolare automaticamente questi parametri, migliorando contemporaneamente il comfort interno e riducendo i consumi energetici.
Per gli enti locali questo significa progettare interventi che non puntino soltanto al contenimento delle bollette, ma alla realizzazione di edifici scolastici più efficienti sotto ogni punto di vista: energetico, ambientale e sanitario.
Ventilazione meccanica controllata: una tecnologia già disponibile anche per le scuole esistenti
Uno dei temi affrontati nell’intervista riguarda la Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), una tecnologia ormai consolidata ma ancora poco diffusa nel patrimonio scolastico italiano. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, spiegano gli ospiti di VisionePA, non si tratta di una soluzione riservata ai nuovi edifici: oggi esistono sistemi decentralizzati che possono essere installati anche nelle scuole già esistenti, spesso con interventi limitati e tempi di realizzazione e costi contenuti.
“Apriamo le finestre perché l’aria è viziata” si diceva fino a ieri, provocando dispersione del calore, dunque spreco di energia, e con risultati discutibili. Dopo la UNI 12016 non servirà più, prevedono gli esperti di Fantini Cosmi. Il principio di funzionamento del VMC è semplice: le unità di ventilazione garantiscono un ricambio continuo dell’aria senza dover ricorrere all’apertura delle finestre, evitando così una delle principali cause di dispersione energetica negli edifici. Attraverso sistemi di recupero del calore, inoltre, l’aria immessa negli ambienti viene già temperata, migliorando il comfort interno e contribuendo contemporaneamente al contenimento dei consumi.
Secondo Claudio Franceschini, il vero salto di qualità si ottiene quando la ventilazione viene integrata con sistemi evoluti di termoregolazione, capaci di adattare automaticamente temperatura e ricambio dell’aria alle diverse esigenze delle singole aule durante la giornata. In questo modo qualità dell’aria, comfort e sostenibilità non vengono più affrontati come obiettivi separati, ma come elementi di un’unica strategia di gestione intelligente dell’edificio scolastico.
Dalla sanificazione all’intelligenza artificiale: la scuola evolve insieme agli edifici
L’intervista evidenzia anche come le più recenti soluzioni tecnologiche abbiano reso questi sistemi molto più semplici da installare e da gestire rispetto al passato. Se fino a pochi anni fa la ventilazione meccanica controllata era percepita come un impianto complesso e costoso, oggi i nuovi sistemi decentralizzati consentono interventi rapidi, manutenzione ridotta e un controllo continuo della qualità dell’aria attraverso sensori che monitorano parametri come CO₂, umidità e presenza di polveri sottili.
A queste funzionalità si affiancano sistemi di sanificazione e algoritmi di gestione intelligente che regolano automaticamente il funzionamento degli impianti in base all’effettivo utilizzo degli ambienti. L’intelligenza artificiale, spiegano gli esperti, è già presente nelle soluzioni più evolute e permette di ottimizzare consumi, comfort e qualità dell’aria senza richiedere interventi continui da parte del personale scolastico.
Si tratta di un’evoluzione che si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione degli edifici pubblici e che accompagnerà anche l’applicazione delle future direttive europee sull’efficienza energetica e sulla gestione intelligente degli immobili.
Per gli enti locali l’estate è il momento giusto per programmare gli interventi
Tra i messaggi più concreti emersi dalla puntata di VisionePA ce n’è uno che riguarda direttamente le amministrazioni proprietarie degli edifici scolastici. La pausa estiva rappresenta infatti la finestra temporale ideale per pianificare e realizzare gli interventi di miglioramento degli impianti, evitando interferenze con l’attività didattica e arrivando alla riapertura delle scuole con ambienti già adeguati ai nuovi standard.
Agire in queste settimane significa non soltanto prepararsi all’applicazione della UNI 12016, ma offrire fin dal primo giorno del nuovo anno scolastico aule caratterizzate da aria più pulita, sistemi di ventilazione e sanificazione efficienti, migliore termoregolazione e consumi energetici più contenuti. Benefici che si traducono in una maggiore qualità degli ambienti di apprendimento, nella tutela della salute di studenti e personale e in una gestione più sostenibile del patrimonio edilizio pubblico.
Secondo gli ospiti della rubrica, il percorso è già iniziato e molte amministrazioni hanno maturato negli ultimi anni competenze ed esperienze significative. La nuova norma tecnica offre oggi un quadro di riferimento chiaro che può facilitare la programmazione degli interventi e accompagnare gli enti locali verso un modello di scuola più moderno, resiliente ed efficiente.
VisionePA: guarda l’intervista integrale
La nuova puntata di VisionePA approfondisce tutti gli aspetti tecnici e applicativi della UNI 12016 attraverso il confronto con Claudio Franceschini, direttore Commerciale e Marketing di Fantini Cosmi, e Gianluca Orlante, responsabile della Formazione della Fantini Cosmi Academy.
Nella intervista video integrale vengono analizzate le opportunità offerte dalla ventilazione meccanica controllata, le prospettive di evoluzione degli edifici scolastici e le soluzioni oggi disponibili per supportare Comuni ed enti locali nella riqualificazione del patrimonio scolastico:
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