Spiagge libere a Bacoli: gli insulti al sindaco e il caso dei "pezzenti"

11 Luglio 2026 - 17:15
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lentepubblica.it

Le spiagge libere di Bacoli tornano al centro del dibattito nazionale dopo un duro botta e risposta che riaccende il confronto sulla gestione del demanio marittimo, sul diritto di accesso al mare e sul delicato equilibrio tra concessioni balneari e interesse pubblico.


A far discutere sono le dichiarazioni attribuite a un ex concessionario di uno stabilimento balneare, che avrebbe definito “pezzenti” coloro che scelgono di trascorrere la giornata sulle spiagge gratuite. Parole che hanno provocato una durissima replica del sindaco Josi Gerardo Della Ragione, deciso a rivendicare una diversa idea di gestione del litorale.

Il primo cittadino non si è limitato a respingere quelle affermazioni, ma ha rilanciato un progetto che punta ad ampliare sensibilmente gli spazi destinati alla libera fruizione del mare. Una presa di posizione che si inserisce in un percorso già avviato dall’amministrazione comunale e che riguarda il futuro delle coste flegree, sempre più al centro dell’attenzione per il valore ambientale, turistico e sociale.

La frase che ha acceso la polemica

Secondo quanto raccontato dallo stesso sindaco attraverso i propri canali social, il titolare di uno degli stabilimenti balneari avrebbe pronunciato una frase destinata a far discutere: il sindaco, a suo dire, vorrebbe aumentare le spiagge libere perché “ama i pezzenti”, identificando con questo termine le persone che preferiscono o sono costrette a utilizzare gli arenili gratuiti anziché gli stabilimenti privati.

Un’espressione che ha immediatamente alimentato indignazione, soprattutto perché tocca un tema molto sentito in Italia: quello dell’accessibilità alle spiagge e del diritto di ogni cittadino di usufruire del mare senza dover necessariamente sostenere costi elevati.

Della Ragione ha scelto di rispondere pubblicamente, ribaltando completamente il significato dell’offesa e trasformandola in un messaggio politico.

Il progetto del Comune: oltre l’80% tra spiagge libere e spiagge attrezzate gratuite

Nella sua replica il sindaco ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di incrementare ulteriormente gli spazi destinati all’uso pubblico.

L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad avere oltre l’80% del litorale composto da spiagge libere e spiagge libere attrezzate, lasciando comunque spazio alle attività economiche attraverso nuove concessioni assegnate con procedure pubbliche.

L’idea non è quella di eliminare completamente gli stabilimenti balneari, bensì di ridisegnare il rapporto tra iniziativa privata e interesse collettivo, prevedendo:

  • maggiore disponibilità di arenili gratuiti;
  • nuove concessioni assegnate tramite bandi pubblici;
  • regole uniformi per operatori e utenti;
  • maggiori garanzie per i lavoratori stagionali;
  • una gestione più trasparente del patrimonio demaniale.

Secondo il sindaco, il modello futuro dovrà essere fondato sulla concorrenza, sulla legalità e sull’accessibilità, evitando privilegi consolidati nel tempo.

Le accuse contro alcune pratiche del passato

Nel lungo messaggio pubblicato sui social, il primo cittadino ha rivolto accuse molto pesanti nei confronti di quella che definisce una gestione ormai superata delle spiagge cittadine.

Tra gli episodi richiamati figurano presunti controlli sulle borse dei clienti per impedire l’ingresso di cibo e bevande, richieste economiche considerate eccessive per servizi essenziali, limitazioni all’accesso agli arenili e comportamenti che avrebbero trasformato beni pubblici in spazi percepiti come esclusivi.

Il sindaco ha inoltre parlato di:

  • lavoratori sottopagati o impiegati irregolarmente;
  • parcheggi abusivi;
  • prezzi elevati per ombrelloni e lettini;
  • ostacoli all’accesso al mare attraverso varchi ritenuti impropriamente “privati”.

Si tratta di contestazioni formulate nel contesto di un intervento politico e che rappresentano la posizione dell’amministrazione comunale. Eventuali responsabilità individuali restano naturalmente affidate agli accertamenti delle autorità competenti.

Il tema nazionale delle concessioni balneari

La vicenda di Bacoli si inserisce in un dibattito molto più ampio che da anni coinvolge tutta Italia.

Il sistema delle concessioni balneari è infatti al centro di un lungo confronto tra Governo, enti locali, operatori economici e istituzioni europee. Da una parte vi sono le imprese che chiedono stabilità e tutela degli investimenti realizzati nel tempo; dall’altra cresce la richiesta di garantire una maggiore concorrenza e un accesso più ampio alle coste.

Negli ultimi anni numerosi Comuni hanno avviato una revisione della distribuzione degli spazi tra stabilimenti e spiagge libere, cercando di assicurare un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto collettivo alla fruizione del mare.

In questo scenario Bacoli rappresenta uno dei casi più significativi, anche per la forte esposizione mediatica assunta dalla vicenda.

Il diritto al mare come bene pubblico

Al centro della posizione espressa dal sindaco c’è un concetto molto chiaro: il mare rappresenta un patrimonio collettivo.

Per questo motivo Della Ragione sostiene che nessuno possa considerare le spiagge come un bene esclusivo o limitare arbitrariamente l’accesso ai cittadini.

Il messaggio conclusivo del suo intervento è netto: “Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro”, una frase che sintetizza la volontà dell’amministrazione di riaffermare la natura pubblica del demanio marittimo.

Secondo il sindaco, il percorso già intrapreso dovrebbe consentire di restituire progressivamente ai cittadini ampie porzioni di costa, attraverso una gestione basata su regole trasparenti e criteri di imparzialità.

Tra consenso e critiche, il confronto resta aperto

Le dichiarazioni hanno inevitabilmente diviso l’opinione pubblica.

Da un lato molti cittadini hanno espresso sostegno alla prospettiva di ampliare gli spazi gratuiti e garantire un accesso più semplice al mare, soprattutto in un periodo in cui il costo di una giornata in stabilimento rappresenta una spesa sempre meno sostenibile per numerose famiglie.

Dall’altro, gli operatori del settore ricordano il ruolo economico svolto dalle imprese balneari, che garantiscono occupazione, servizi, sicurezza e attrattività turistica. Per questo motivo chiedono che ogni eventuale riforma tenga conto degli investimenti effettuati e della necessità di assicurare certezze agli imprenditori.

Il confronto, quindi, non riguarda soltanto Bacoli ma interessa molte località costiere italiane chiamate nei prossimi anni a ridefinire il rapporto tra concessioni, concorrenza e interesse pubblico.

Una vicenda destinata a far discutere

Lo scontro nato attorno alla parola “pezzenti” va ben oltre la semplice polemica politica. Tocca infatti temi che riguardano il modello di turismo, la gestione del demanio, i diritti dei cittadini e il futuro delle coste italiane.

L’annuncio dell’amministrazione di voler portare oltre l’80% del litorale tra spiagge libere e spiagge libere attrezzate rappresenta una scelta destinata ad avere conseguenze importanti sulla gestione del territorio e sul rapporto tra pubblico e privato.

Nei prossimi mesi saranno i bandi, gli eventuali nuovi affidamenti e le decisioni amministrative a chiarire come questo progetto prenderà concretamente forma. Nel frattempo, la vicenda di Bacoli continua ad alimentare un confronto che coinvolge non soltanto una città della provincia di Napoli, ma un tema di interesse nazionale: chi deve poter usufruire del mare e con quali regole.

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