Cammini d'Italia: nuove regole per qualità, sicurezza e accessibilità

11 Luglio 2026 - 17:15
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lentepubblica.it

L’Italia punta con decisione sul turismo lento e rafforza il sistema di governance dedicato ai Cammini d’Italia, coinvolgendo direttamente le Regioni nella Cabina di regia nazionale.


Si tratta di un passaggio destinato ad avere effetti concreti sulla valorizzazione di una rete di percorsi che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante sia tra i viaggiatori italiani sia tra quelli provenienti dall’estero.

L’obiettivo è costruire un modello di sviluppo più coordinato, capace di garantire standard omogenei lungo gli itinerari e di trasformare i cammini in uno strumento di promozione turistica, culturale e ambientale. La partecipazione delle amministrazioni regionali permetterà infatti di condividere le scelte strategiche riguardanti la qualità dei percorsi, la sicurezza, la segnaletica, l’accessibilità e la pianificazione degli investimenti futuri.

Un patrimonio che attraversa tutta l’Italia

Dalla Via Francigena al Cammino dei Briganti, passando per i percorsi del Salento, dell’Appennino e delle aree alpine, l’Italia dispone di centinaia di itinerari escursionistici che attraversano borghi storici, parchi naturali, siti archeologici e paesaggi di grande valore.

Negli ultimi anni questi percorsi sono diventati molto più di semplici sentieri dedicati agli escursionisti. Rappresentano infatti un modello di turismo sostenibile capace di distribuire i flussi turistici lungo tutto l’anno, valorizzando territori spesso lontani dai tradizionali circuiti di massa.

Il crescente interesse verso il cosiddetto slow tourism ha spinto le istituzioni ad avviare un percorso normativo finalizzato a rendere l’intero sistema più organizzato e riconoscibile, con criteri comuni validi sull’intero territorio nazionale.

Le Regioni protagoniste della governance nazionale

Una delle principali novità riguarda proprio il coinvolgimento delle Regioni nella Cabina di regia nazionale per lo sviluppo e la promozione dei Cammini d’Italia.

L’ingresso delle amministrazioni regionali consentirà di mettere a sistema le numerose esperienze maturate negli ultimi anni sui singoli territori, favorendo una programmazione condivisa tra Stato, enti locali e soggetti coinvolti nella gestione degli itinerari.

Il coordinamento centrale avrà il compito di individuare le priorità strategiche, evitando interventi frammentati e promuovendo una crescita equilibrata dell’intera rete nazionale.

La scelta riconosce inoltre il ruolo che le Regioni svolgono nella promozione turistica e nella gestione del patrimonio paesaggistico, culturale e naturalistico, elementi che costituiscono il cuore dei Cammini d’Italia.

Standard comuni per qualità, sicurezza e accessibilità

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la definizione di criteri condivisi che dovranno caratterizzare tutti i cammini riconosciuti a livello nazionale.

Tra gli elementi sui quali si concentrerà il lavoro della Cabina di regia figurano:

  • qualità dei percorsi;
  • sicurezza degli itinerari;
  • uniformità della segnaletica;
  • accessibilità per un numero sempre maggiore di utenti;
  • servizi destinati ai camminatori.

L’obiettivo è fare in modo che chi percorre un itinerario possa trovare livelli di affidabilità omogenei indipendentemente dalla Regione attraversata.

Una maggiore standardizzazione contribuirà anche a rafforzare l’immagine internazionale dei Cammini d’Italia, favorendo la promozione del Paese come destinazione privilegiata per il turismo esperienziale.

Arriva il Programma nazionale triennale

Tra gli strumenti previsti rientra anche il Programma nazionale triennale per lo sviluppo dei percorsi pedonali, ciclabili e fluviali.

Il documento rappresenterà la principale guida per programmare gli interventi futuri, individuando priorità, investimenti e iniziative di promozione.

L’idea è quella di superare una gestione limitata ai singoli progetti locali, costruendo invece una visione unitaria capace di valorizzare l’intera rete dei cammini italiani.

Una pianificazione pluriennale consentirà inoltre di coordinare meglio le risorse disponibili e di monitorare nel tempo gli effetti delle politiche adottate.

Una banca dati nazionale per valorizzare i percorsi

Tra le novità introdotte dalla normativa figura anche la realizzazione e il costante aggiornamento della Banca dati nazionale dei Cammini d’Italia.

Questo archivio raccoglierà le informazioni relative ai percorsi riconosciuti, permettendo di disporre di un quadro completo e aggiornato del patrimonio escursionistico italiano.

Secondo quanto previsto dalla legge dedicata alla promozione e valorizzazione dei Cammini d’Italia, l’inserimento nella banca dati sarà subordinato al rispetto di specifici requisiti qualitativi, definiti attraverso apposite linee guida nazionali.

La banca dati costituirà anche uno strumento utile per i turisti, gli operatori del settore e le amministrazioni pubbliche, facilitando la consultazione delle informazioni e la promozione degli itinerari.

Opportunità per territori, borghi ed economie locali

La valorizzazione dei cammini non riguarda soltanto il turismo.

Lungo questi percorsi operano infatti migliaia di piccole imprese, strutture ricettive, agriturismi, ristoranti, guide ambientali, produttori locali e associazioni che contribuiscono a mantenere vivo il tessuto economico delle aree interne.

Ogni camminatore rappresenta una risorsa per le comunità attraversate, generando ricadute economiche diffuse senza gli impatti tipici del turismo di massa.

Per molti piccoli Comuni, soprattutto nelle zone montane o nei territori meno conosciuti, i cammini costituiscono ormai una concreta occasione di rilancio, favorendo nuove attività imprenditoriali e contrastando il progressivo spopolamento.

Turismo lento sempre più strategico

Il turismo esperienziale continua a registrare un interesse crescente.

Sempre più persone scelgono di dedicare alcuni giorni alla scoperta del territorio camminando, privilegiando esperienze autentiche, contatto con la natura, cultura locale ed enogastronomia.

Questo cambiamento nelle abitudini di viaggio rende strategico investire su percorsi ben organizzati, sicuri e facilmente fruibili.

La presenza di standard condivisi e di una governance nazionale potrà contribuire ad aumentare ulteriormente l’attrattività internazionale dell’offerta italiana, favorendo anche una migliore promozione coordinata.

Un sistema nazionale sempre più integrato

La nascita di una Cabina di regia con la partecipazione delle Regioni rappresenta un tassello importante nel processo di costruzione di un vero Sistema nazionale dei Cammini d’Italia.

L’intento è quello di mettere in rete esperienze già consolidate, migliorare il coordinamento tra istituzioni e garantire ai viaggiatori un’offerta sempre più qualificata.

La legge dedicata ai Cammini d’Italia prevede infatti un insieme articolato di strumenti, dalla banca dati nazionale alle campagne di promozione, passando per studi, monitoraggi e programmi di sviluppo, con l’obiettivo di fare dei cammini uno degli elementi distintivi dell’offerta turistica italiana dei prossimi anni.

 

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