Stellantis, Uliano (Fim Cisl) a “Nova”: Verificare le prospettive del piano in tutti i siti italiani

29 Maggio 2026 - 13:22
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Su Stellantis “riteniamo indispensabile fare un approfondimento sito per sito in tutti gli stabilimenti italiani al fine di verificare le assegnazioni e, di conseguenza, i volumi produttivi e il grado di utilizzo”. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano, a seguito della presentazione del piano strategico da parte dell’azienda guidata dall’Amministratore delegato Antonio Filosa, avvenuta lo scorso 21 maggio a Detroit, in Michigan. Stellantis prevede, in particolare, 190 miliardi di ricavi al 2030, investimenti per 60 miliardi e tagli di costi di 6 miliardi. “Rispetto agli annunci, ci aspettiamo di vedere nel concreto come si realizzerà il piano. Per noi è fondamentale il mantenimento dei livelli occupazionali, anzi crediamo che questi debbano crescere a seguito di un maggiore utilizzo degli impianti e non l’esatto contrario”, ha sottolineato Uliano, che ha aggiunto: “Per questo motivo abbiamo chiesto uno specifico incontro al responsabile Stellantis Europa, Emanuele Cappellano, incontro che ci auguriamo venga fatto a stretto giro nei prossimi giorni”.

In merito alle partnership con le aziende cinesi, da Leapmotor a Dongfeng, “Stellantis sostiene che siano utili a compensare la riduzione delle 800 mila unità che mancano alla produzione italiana, attraverso le nuove produzioni che ne conseguono. È chiaro che anche questo è un elemento di cui bisognerà verificare poi nel concreto quanto risponda alla realtà”, ha osservato il segretario generale Fim Cisl, precisando che “noi stiamo analizzando la questione in un’ottica di sviluppo all’interno degli stabilimenti italiani, per capire se si tratta di recuperare il gap in termini di tecnologia, in particolare sulle motorizzazioni elettriche. La partnership cinese in questo senso permetterebbe di recuperare il gap tecnologico in tempi più veloci e, al contempo, di poter avere dei prodotti competitivi e maggiormente appetibili per i consumatori. Dall’altra parte, vorremmo avere però delle rassicurazioni rispetto al fatto che questa tipologia di produzione abbia delle ricadute positive non solo per gli stabilimenti italiani, ma per tutta la filiera dell’indotto, che per noi resta altrettanto importante”. Per quanto riguarda i singoli stabilimenti italiani, Uliano ha evidenziato che “abbiamo dato un giudizio positivo rispetto al progetto di sviluppo delle E-Cars per lo stabilimento di Pomigliano, perché grazie alla produzione di piccoli veicoli elettrici, che andrebbe ad aggiungersi alle produzioni attuali, c’è la possibilità di saturare l’impianto, garantendo lavoro e occupazione”.

“Quella che ci preoccupa di più – ha avvertito – è la situazione del plant di Cassino. Negli ultimi cinque mesi si è lavorato solo 19 giorni. Dal nuovo piano ci aspettavamo un’assegnazione di nuove produzioni e delle tempistiche precise. Nonostante sia stato ribadito il fatto che lo stabilimento non verrà chiuso, rimane un’incertezza sul futuro che ci preoccupa. C’è però da dire che le notizie su una partnership anche per il sito di Cassino in qualche modo ci danno una prospettiva, anche se per quanto ci riguarda l’eventuale partnership deve andare in parallelo al rilancio dei futuri modelli di Stelvio e di Giulia, con l’obiettivo di rafforzare il marchio Alfa Romeo. Parallelamente bisogna rafforzare anche il marchio Maserati con prodotti che potrebbero essere costruiti in questo stabilimento. Ma il tempo non è un elemento secondario. Il lancio delle nuove Alfa Romeo o Maserati ha tempi che traguardano almeno il 2028. Per questo abbiamo ribadito la necessità di portare nuove produzioni anche di altri modelli nel breve periodo. Per noi è fondamentale perché consentirebbe di rispondere in tempi brevi all’emergenza occupazionale”. Sullo stabilimento di Melfi, invece, “c’è una situazione di maggior tranquillità: oltre ai modelli già assegnati – ha spiegato il leader della Fim Cisl – è stata annunciata l’assegnazione anche del modello C-Suv dell’Alfa Romeo, che si aggiunge agli altri modelli già presenti nello stabilimento. Questo dovrebbe permettere la saturazione dell’impianto, che ci auguriamo metta in sicurezza tutta la forza occupazionale”.

C’è poi la situazione dello stabilimento di Termoli in Molise: “Il sito oggi – ha affermato – sta viaggiando in una situazione di utilizzo di ammortizzatori sociali per effetto dello stop al progetto Gigafactory Acc per la produzione di batterie. Oggi nel sito si producono motori ed è stata assegnata anche la produzione di cambi eDct a partire dalla prima metà del 2026. Come Fim abbiamo comunque richiesto di aumentare il livello di produzione nell’assegnazione di motorizzazioni e abbiamo ribadito al gruppo la necessità di mantenere l’impegno di allocare in questo stabilimento una produzione di batterie che riguarderà il nostro Paese”. Per quanto riguarda Mirafiori, “è l’unico stabilimento che di fatto viaggia su un unico modello in due versioni (la Cinquecento ibrida ed elettrica), per questo riteniamo necessaria l’assegnazione di un nuovo modello”, ha puntualizzato Uliano, che ha concluso: “Per tutte queste ragioni, abbiamo evidenziato la necessità di un approfondimento per tutti gli stabilimenti, punto per punto, al fine di verificare effettivamente le prospettive rispetto al nuovo piano. C’è poi anche il tema della ricerca e sviluppo e della progettazione dei nuovi modelli che guardano al futuro, che riteniamo debba avere in Italia il suo cuore pulsante”.

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