Toni: "Sarebbe bello vedere Guardiola al Milan o alla Juve. CT dell'Italia? Non fa per lui"
L'ex centravanti e l'ormai ex-allenatore del Manchester City sono amici da tempo e il suggerimento di approdare in Italia, non quest'anno ma in quello successivo, è un'indicazione che vale doppio.
Luca Toni e Pep Guardiola si conoscono da una vita, fin da quando giocavano insieme nel Brescia di Carletto Mazzone nelle stagioni 2001-2002 e 2002-2003. Sono rimasti amici fuori dal campo anche dopo e, non a caso, spopolano sui social i siparietti degli aperitivi e delle cene fuori in cui, in perfetto italiano, i due si ritrovano insieme a gruppi di amici.
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport l'ex-Campione del Mondo 2006 con l'Italia ha dato un'indicazione chiara di quello che sarà il futuro dell'allenatore catalano fresco di addio al Manchester City e per cui l'ex-bomber sogna un approdo in Serie A.
ANNO SABBATICO
"Penso che la prossima stagione ci faremo più aperitivi con Pep, Robi e il mitico Piovani. Non gli ho ancora scritto, adesso avrà il telefono in tilt. Agli amici, e Pep è un amico, preferisco far sentire la vicinanza nei momenti duri. La notizia dell’addio al City era nell’aria. A Manchester ha vinto tutto e più volte, battendo ogni tipo di record. Guardiola ha trasformato il City. Per lui sarà un anno... sabbatico: così potremmo vederci di più. Sarebbe bello organizzare un viaggio, ma con Pep e Robi non basterebbe nemmeno la Nuova Zelanda per stare tranquilli ed evitare di essere marcati a uomo per selfie e autografi. Tutti insieme potremmo andare soltanto alle Maldive: sei bungalow e via!".
SAREBBE BELLO VENISSE AL MILAN O ALLA JUVE
"Gli dissi: "Pep, vieni in Italia se vuoi smetterla di vincere facile e vuoi beccarti anche qualche critica"? Sì, Pep è legato al suo passato e all’Italia. Tra i suoi sogni c’è anche quello di allenare il Brescia. Ma con tutto il bene che noi tutti vogliamo al club, non penso che i tempi siano ancora maturi. Se lo vedrei bene in Serie A? Perché no? È affezionato ai club in cui ha giocato, ma la Roma ha appena avviato un ciclo con Gasperini. Sarebbe affascinante vederlo al Milan, alla Juve o all’Inter. Prendere Pep, però, significa aver voglia di investire e vincere".
NON LO VEDO CT DELL'ITALIA
"Guardiola ct dell'Italia? Non ce lo vedo, almeno ora. Pep è un vincente e giustamente vuole guidare squadre in cui può alzare dei trofei. Amiamo tutti la Nazionale. Io ho anche provato l’emozione più grande, alzare la Coppa del Mondo. Ma non è quello il punto. Guardiola è un fenomeno, mentre l’Italia per la terza Coppa del Mondo di fila starà a guardare. Se Pep diventasse ct, probabilmente riporterebbe l’Italia al Mondiale. Alzare la Coppa, però, è un altro discorso, lo sappiamo tutti. E lui vuole trionfare. Pep è il migliore, non un mago. A parte Donnarumma e Tonali, non abbiamo tanti campioni. Quello del ct penso che sia l’ultimo dei problemi del nostro calcio. Abbiamo avuto molti allenatori bravi in Nazionale negli ultimi anni, eppure... Se qualcuno della federazione mi chiedesse un parere su Pep, risponderei schiettamente: “Guardiola? Partiamo facendo giocare gli italiani nei vivai e ricominciamo a insegnare nei settori giovanili come si marca e ci si smarca...”. Queste sono le priorità, non i ct".
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