Tra vicoli di tufo e silenzi millenari, Caiazzo è un borgo immerso nell’abbraccio delle colline casertane
Su un costone collinare a circa 200 metri d’altitudine, il borgo di Caiazzo occupa una posizione che per secoli ha garantito il controllo sul territorio circostante. Siamo ai piedi del Monte Grande, e da lì lo sguardo corre verso filari di vite, uliveti e rilievi dei Trebulani, una catena calcarea che accompagna il paesaggio dell’entroterra campano con profili boscosi.
La sua è una storia ricca e antichissima: prima gli Osci, poi i Sanniti e infine i Romani. Tra vicoli stretti e archi medievali affiorano palazzi nobiliari, chiese stratificate nei secoli e resti di mura antiche, un luogo dove la vita quotidiana continua accanto alla storia. Caiazzo appartiene all’associazione Città dell’Olio e custodisce una cultivar autoctona molto apprezzata, l’Oliva Caiazzana, dalla quale nasce un extravergine intenso e profumato.
Frantoi storici, cantine e tavole curate hanno trasformato il paese in una meta gastronomica ormai celebre anche fuori dall’Italia. Eppure l’atmosfera conserva misura e semplicità, con anziani seduti davanti agli usci, botteghe raccolte dentro locali di pietra tufacea e piazzette silenziose nel primo pomeriggio.
Cosa vedere a Caiazzo
Vicoli lineari e diramazioni ortogonali narrano ancora l’impianto medievale del centro storico. Osservando balconi, stemmi scolpiti e cornici decorate, ci si accorge di una sorprendente ricchezza architettonica nascosta dietro un’apparenza discreta. Caiazzo regala dettagli continui, piccoli frammenti in grado di trasformare una semplice passeggiata in un viaggio dentro secoli differenti.
Castello Longobardo
Punto dominante dell’intero borgo, il Castello Longobardo occupa la parte più alta dell’antica Arce romana. La struttura originaria venne fortificata durante il dominio longobardo, probabilmente per volontà di Landone Matico, conte di Capua. Secoli di ampliamenti hanno modificato l’aspetto iniziale, creando un insieme articolato fatto di residenza nobiliare, cappella, ambienti di servizio e torre.
Federico II soggiornò fra queste mura insieme a Pier della Vigna, figura ricordata anche da Dante nell’Inferno. Ancora oggi il castello domina la vallata con una certa dose di imponenza, come fosse una vedetta rimasta ferma nel tempo.
Basilica Minore di Santa Maria Assunta
Tre navate, facciata barocca e stratificazioni architettoniche raccontano la lunga storia religiosa della città. Secondo alcuni studiosi, la Basilica Minore di Santa Maria Assunta sorse sui resti di un tempio pagano dedicato a Giove oppure a Marte. L’edificio attuale presenta interventi successivi al crollo del 1199, evento che impose una ricostruzione quasi completa.
All’interno vale la pena ammirare il coro ligneo settecentesco in noce, dipinti del XVIII secolo e le reliquie di San Pantaleone. Il 27 luglio la comunità attende la liquefazione del sangue del santo, rito molto sentito che richiama fedeli e curiosi.
Palazzo Savastano
Il Palazzo Savastano si distingue per una facciata tardobarocca, finestre ornate e busti allegorici dedicati ai giorni della settimana. Particolari che lo rendono uno degli edifici civili più sorprendenti del borgo. Costruito nel XVII secolo dalla famiglia Fortebraccio, passò poi ai Mordente, ai De Simone, ai De Pertis e infine ai Savastano.
Un grande portale d’ingresso e un cortile scenografico introducono agli ambienti nobiliari decorati con stemmi araldici e affreschi. Scale monumentali, giochi prospettici e dettagli ornamentali restituiscono il gusto raffinato dell’aristocrazia campana d’età barocca.
Palazzo Mazziotti e Museo Kere
Nel cuore del centro antico svetta il Palazzo Mazziotti, edificio quattrocentesco legato prima ai Frangipane e successivamente ai Sanseverino. Oggi ospita il Museo Kere, nome ispirato a Cerere, dea romana dell’agricoltura.
Qui si può passeggiare tra sale dedicate alla civiltà contadina che sorvegliano utensili agricoli, oggetti domestici, strumenti artigianali e testimonianze della vita rurale caiatina.
Sentiero degli Ulivi
Colline morbide e panorami aperti accompagnano questo percorso naturalistico fra uliveti secolari e antichi fondi agricoli. Selvanova, Monte Grande e Spinosa appartenevano alle tenute frequentate dai Borbone durante le battute di caccia.
Tronchi enormi, terra rossa e silenzio rurale raccontano l’anima agricola di Caiazzo meglio di qualunque museo. Durante le giornate limpide il panorama raggiunge persino Caserta.
Cosa fare a Caiazzo
Il borgo di Caiazzo vive lentamente durante il giorno e cambia volto la sera, quando tavolini all’aperto, luci calde e profumo di pizza animano le stradine del centro. Gastronomia, feste popolari e percorsi nella natura costruiscono un’esperienza molto varia pur dentro un borgo di dimensioni raccolte. Ecco le migliori attività da fare:
- Assaggiare l’olio extravergine ottenuto dall’Oliva Caiazzana: dal gusto deciso e profumi erbacei molto riconoscibili;
- Scoprire il vino Pallagrello: antico vitigno apprezzato già dai Borbone e prodotto ancora oggi nelle campagne circostanti;
- Partecipare a Medievocando: manifestazione storica con figuranti, sbandieratori, giullari e artisti di strada distribuiti fra vicoli e piazze;
- Visitare il Parco del Volturno: area naturalistica con fenicotteri rosa, cicogne, zebre, laghetti e specie vegetali provenienti da vari continenti;
- Fermarsi nei piccoli locali del centro storico: per assaggiare salumi, latticini e piatti della tradizione contadina casertana;
- Pernottare in antiche dimore ricavate dentro edifici storici: fra travi in legno, cortili interni e vecchi frantoi restaurati.
Dove si trova e come arrivare
Caiazzo appartiene alla provincia di Caserta e dista più o meno 50 chilometri da Napoli. Si sviluppa nella media Valle del Volturno, fra colline coltivate e rilievi dei monti Trebulani. In auto basta percorrere l’autostrada Napoli-Roma con uscita a Capua, proseguendo poi lungo la SS 264. Poco prima del centro storico si trova un parcheggio collegato direttamente all’ingresso della zona antica.
Chi preferisce spostarsi con i mezzi pubblici può optare per la linea ferroviaria ex Alifana che prevede collegamenti verso l’area casertana e napoletana, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Napoli-Capodichino.

Se si sceglie di visitare Caiazzo bisogna essere consapevoli che qui non ci sono effetti speciali. In cambio, però, si trovano ulivi giganteschi, pietra consumata dal tempo, profumo di mosto e panorami larghi che bastano a costruire un luogo dal carattere raro. Una Campania interna ancora genuina, lontana dalle rotte più battute e proprio per questo emozionante.
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