Trump ha definito inaccettabili le condizioni dell’Iran per la pace

Maggio 11, 2026 - 08:23
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Trump ha definito inaccettabili le condizioni dell’Iran per la pace

Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran all’ultima proposta americana per fermare la guerra, definendola «totalmente inaccettabile». La decisione ha aggravato lo stallo diplomatico e ha fatto salire i prezzi del petrolio, mentre il traffico nello Stretto di Hormuz resta quasi paralizzato. La risposta iraniana era stata trasmessa a Washington attraverso il Pakistan, che sta facendo da mediatore nei colloqui. 

Teheran ha chiesto la fine immediata delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano, la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, garanzie contro nuovi attacchi, la cancellazione delle sanzioni e la fine delle restrizioni americane alla vendita del petrolio iraniano. La proposta includerebbe anche una richiesta di risarcimento per i danni di guerra e un richiamo alla sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Trump ha accusato l’Iran di avere «preso in giro gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni», aggiungendo che Teheran «non riderà più».

La proposta statunitense, presentata nei giorni scorsi, puntava a fermare i combattimenti prima di affrontare i temi più controversi, in particolare il programma nucleare iraniano. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, il testo americano prevedeva una sospensione dell’arricchimento dell’uranio, il trasferimento all’estero di parte delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un quadro per ulteriori negoziati. In cambio, Washington avrebbe previsto una graduale revoca delle sanzioni e lo sblocco di beni iraniani congelati.

La reazione dei mercati è stata immediata. Il prezzo del petrolio è aumentato di oltre quattro dollari al barile dopo il rifiuto di Trump. La tensione nello stretto sta avendo conseguenze anche sui prezzi della benzina negli Stati Uniti, dove il tema è diventato politicamente sensibile in vista delle elezioni di metà mandato. Il segretario all’Energia Chris Wright ha detto che l’amministrazione sarebbe favorevole a misure per ridurre il costo, compresa una possibile sospensione della tassa federale sulla benzina.

Negli ultimi giorni il cessate il fuoco ha mostrato nuove crepe. Gli Emirati Arabi Uniti hanno detto di avere intercettato due droni provenienti dall’Iran. Il Qatar ha denunciato un attacco con drone contro una nave cargo arrivata da Abu Dhabi nelle sue acque territoriali, definendolo una grave escalation. Il Kuwait ha comunicato che le sue difese aeree hanno affrontato droni ostili entrati nel proprio spazio aereo. Nel frattempo, nel sud del Libano sono proseguiti gli scontri tra Israele e Hezbollah, il gruppo armato sostenuto dall’Iran, nonostante un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti annunciato il 16 aprile.

Anche Israele ha respinto l’idea che la guerra sia finita. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto alla trasmissione statunitense “60 Minutes” che il conflitto «non è finito» perché resta «ancora del lavoro da fare». Secondo Netanyahu, l’uranio arricchito deve essere rimosso dall’Iran, gli impianti di arricchimento devono essere smantellati e devono essere affrontate anche le capacità missilistiche iraniane e il sostegno di Teheran ai gruppi alleati nella regione. Alla domanda su come rimuovere il materiale nucleare, Netanyahu ha risposto: «Si entra e lo si prende», aggiungendo che la via migliore sarebbe farlo attraverso un accordo.

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