Trump voleva annettere il Canada, e invece lo ha spinto tra le braccia dell’Europa

Donald Trump voleva portare il Canada sempre più dentro l’orbita americana, fino ad arrivare a parlare di annessione come cinquantunesimo Stato. A metà del suo secondo mandato, però, il risultato sembra essere quasi l’opposto: Ottawa sta cercando di ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti e di rafforzare i rapporti con l’Europa. Il passaggio più evidente è arrivato ieri, quando Ursula von der Leyen ha proposto al primo ministro canadese Mark Carney di fare del Canada il primo «membro associato» dell’Unione europea. Una formula ancora nell’aria, che non esiste su carta, ma che racconta il nuovo rapporto politico tra le due sponde dell’Atlantico. «Vorrei lavorare con voi per aprire la porta al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Ue», ha detto von der Leyen rivolgendosi direttamente a Carney durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione.
L’invito arriva dopo mesi di tensione tra Ottawa e Washington, segnati dai dazi statunitensi e dalle ripetute minacce di Trump contro il Canada. La presidente della Commissione ha parlato della necessità di passare dagli attuali rapporti commerciali a una vera alleanza per il futuro: «Lavoreremo sulla manifattura intelligente. Creeremo un’alleanza tecnologica. Integreremo le nostre basi industriali della difesa. Faremo dell’Artico un progetto comune di punta». E poi energia, materie prime critiche, batterie, intelligenza artificiale, cybersicurezza e sicurezza economica. «Questa non è un’alleanza contro nessun altro, ma per la nostra forza comune», ha aggiunto.
Il messaggio politico di Bruxelles è l’intenzione di fare del Canada non più soltanto un partner commerciale, ma un alleato con cui l’Europa vuole condividere una parte crescente delle proprie strategie su economia, tecnologia e difesa. Unione europea e Canada hanno già un accordo commerciale, il Ceta, e negli ultimi anni hanno consolidato la cooperazione in diversi settori. Ma il deterioramento dei rapporti tra Ottawa e Washington ha accelerato la ricerca di nuove sponde. L’invito europeo, scrive il New York Times, è «un segno degli effetti a catena della diplomazia di Trump», che spesso ha finito per mettere sotto pressione proprio gli alleati tradizionali degli Stati Uniti.
Carney ha trasformato questa esigenza di diversificazione in una linea politica. Al World Economic Forum di Davos aveva chiesto un nuovo ordine internazionale nel quale gli Stati medi e alleati tradizionali degli Stati Uniti non dovessero più dare per scontata la protezione di Washington. «Le medie potenze devono agire insieme perché, se non siamo al tavolo, siamo nel menu», aveva detto. E il Canada ha già cominciato a tradurre quella posizione in scelte concrete.
Mercoledì Ottawa ha formalizzato la richiesta di entrare nella Joint Expeditionary Force, la coalizione militare guidata dal Regno Unito e composta da dieci Paesi della Nato dell’Europa del Nord. È un altro segnale del tentativo canadese di allargare i propri legami di sicurezza oltre gli Stati Uniti. Carney ha inoltre incontrato il primo ministro britannico Andy Burnham per discutere di cooperazione nella difesa e delle opportunità e dei rischi legati all’intelligenza artificiale. L’agenzia Reuters riporta che entrambi hanno insistito sulla necessità di rafforzare i rapporti con i partner europei, soprattutto sul commercio e sulla difesa.
La reazione di Trump alla proposta europea rende ancora più evidente il paradosso. Il presidente americano ha definito «ridicolo» il possibile ingresso del Canada come membro associato e ha minacciato l’Europa di nuovi dazi. «Se penso che sia in qualche modo un atto ostile, imporrò dazi molto seri o smetterò di commerciare con l’Europa su molte cose», ha detto. E ha aggiunto: «Se è una buona intenzione, va bene. Se è una cattiva intenzione, imporremo dazi molto pesanti all’Europa».
Sono proprio i dazi ad aver contribuito a trasformare il rapporto tra Canada e Stati Uniti. Trump ha imposto provvedimenti che hanno colpito alcuni dei settori più importanti dell’economia canadese, dall’automobile all’acciaio, dall’alluminio al legname. La guerra commerciale, scrive ancora il New York Times, è arrivata insieme agli attacchi personali contro i leader canadesi e alle minacce di modificare unilateralmente gli accordi che regolano da oltre un secolo i rapporti tra i due Paesi.
Il Canada, intanto, guarda sempre più verso l’Europa. Carney ha parlato di una «alleanza unica» con l’Unione e oggi è atteso al Parlamento europeo, dove interverrà davanti agli eurodeputati.
’Europa offre al Canada un mercato, ma anche una rete di partnership su difesa, tecnologia, energia e Artico. Il Canada offre all’Europa materie prime, risorse energetiche, capacità industriale e un altro grande partner occidentale in una fase in cui gli equilibri transatlantici sono diventati meno scontati.
È un rovesciamento delle intenzioni iniziali di Trump: «All’inizio del suo secondo mandato, Trump voleva che il Canada fosse così intrecciato agli Stati Uniti da farne persino il 51esimo Stato. Invece ha spinto il Canada tra le braccia dell’Unione europea», scrive il New York Times.
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