Trussardi spinge sul lifestyle. Turnover 2025 a 28,8 milioni (+67%) ma ebitda in calo
“Trussardi ha una grande storia, un grande heritage che riteniamo estremamente rilevante oggi. Questo heritage va reso fertile e comprensibile, contemporaneo e credibile. E questo è quello che abbiamo cercato di fare in questi anni”. Con queste parole Alberto Racca, AD di Trussardi e, dal 2020, a capo di Miroglio Group, introduce le strategie messe in atto per il rilancio del marchio acquisito dal player piemontese due anni fa. Il fatturato 2025 del brand è stato di 28,8 milioni di euro, in crescita del 67,4% rispetto ai 17,2 del precedente esercizio. Parallelamente, però, il margine operativo è passato da 1,2 milioni a un saldo negativo per un milione con ebit, già in calo per 2,3 milioni, in ulteriore calo per 5,1 milioni.
Cosa è successo in questi due anni dall’acquisizione e, nello specifico, nell’ultimo esercizio?
Abbiamo investito nel brand, in comunicazione, nel prodotto, per riportare Trussardi al centro della scena. Ciò comporta una serie di investimenti che facciamo e che continuiamo a fare. Il riferimento in questo contesto sono i clienti sia B2b che B2c che decidono di fare proprio il brand, che si tratti di partner franchising, department store o clienti finali. L’aumento di fatturato rappresenta per noi il kpi (key performance indicator, ndr) di riferimento. Abbiamo comprato il brand nel 2024 quando il canale wholesale non era neanche presente, abbiamo dovuto ricostruire tutto il team. Inoltre nel 2025 abbiamo avuto i costi di due stagioni ma i ricavi solo per una stagione. La collezione primavera/estate 2025 non era stata realizzata dalla precedente gestione. Abbiamo dovuto, di fatto, ricostruire l’azienda e dobbiamo continuare a investire. Come gruppo siamo molto attenti alla marginalità e ai profili di cassa, tuttavia il focus era ricostruire tutto e ripartire. Quindi secondo me è leggermente misleading confrontare il margine operativo con l’anno precedente in cui, di fatto, i canali principali non esistevano.
Attualmente qual è il posizionamento di Trussardi?
Trussardi è un marchio premium, ci rivolgiamo a clienti che cercano un prodotto curato, elegante ma con un prezzo accessibile alla upper middle class. Ad esempio l’entry price di una polo è 90 euro.
Quanto è importante il mercato interno per la label?
Un po’ più del 25% mentre all’estero Trussardi è molto presente nell’est Europa, nei Balcani, dalla Polonia alla Russia. In questo momento ci sono tre importanti aree di crescita: Turchia, India e Middle East.
Quanti sono attualmente i monomarca di Trussardi e i clienti wholesale?
Abbiamo 11 monomarca full price tra Italia ed estero e sono previste nove aperture entro la fine di quest’anno tra Turchia, Armenia, Russia, Uzbekistan, Montenegro e Italia. Per quanto riguarda i franchising mono brand, per noi molto importanti, abbiamo Rinascente e recentemente The White Crow in India. Per quanto concerne i partner wholesale, sono 250 di cui Italia 150 in Italia.
E sul fronte e-commerce?
Abbiamo rilanciato il nostro e-store da circa 10 mesi, in questo momento l’incidenza sul fatturato dello shopping online è appena sotto il 10 per cento. Siamo in fase di crescita, sta dando segnali assolutamente positivi e per noi la cosa importante è gestirlo in armonia con gli altri canali, come facciamo abitualmente nel mondo del retail.
Durante la Milano fashion week dello scorso settembre, Trussardi ha presentato il cortometraggio ‘Gentle Society’, tornerete in calendario?
Il nostro approccio essere per molti e non per pochi. Preferiamo creare eventi aperti alla città, alle persone. Proprio per questo che investiamo molto sulla design week, anche in partnership con Trussardi Casa che sviluppiamo in collaborazione con Club House/Luxury Living.
Trussardi Casa conferma l’anima lifestyle di Trussardi, storicamente presente in diverse categorie merceologiche. Sono in essere anche contratti di licenza con Morellato (jewels & watches), Areab (beachwear & underwear), Arav (kidswear), Mirabello (tessili), Give Back Beauty (profumi), Zengarini (calzature, dalla primavera/estate 2027), Go Eyewear (occhiali), Zambaiti (carta da parati) e Mira per il real estate negli Emirati. Quanto pesa il portafoglio licenze nel fatturato di Trussardi?
Un po’ più del 20 per cento. A brevissimo inaugureremo la prima torre di residence a Dubai, un concetto nuovo fully furnished, per noi molto importante. In alcuni mercati Trussardi è riconosciuto proprio come lifestyle brand perché è nato come un marchio a 360°, Nicola Trussardi è stato un precursore del concetto di lifestyle. L’intera proposta living, dagli arredi ai tessili alle carte da parati, è estremamente coerente e di qualità. Il progetto di Dubai non rappresenta un’etichetta apposta sul building, come talvolta capita, per noi è proprio un’immersione nel mondo Trussardi.

Tornando alla moda, quanto della collezione viene prodotti in Italia? Quanto pesa la collezione di accessori?
Gli accessori valgono circa un quarto del turnover, con un posizionamento assolutamente coerente rispetto al resto della collezione. Trussardi ha reso la pelle un materiale morbido ed è proprio da qui che siamo partiti, introducendo varie famiglie tra cui ‘Orbita’, che esprime appieno questo concetto e sta dando risultati interessanti.
Quali sono i programmi di Trussardi in termini di sostenibilità?
Ci inseriamo in un percorso che è quello di Miroglio Group. Ci sono più livelli di sostenibilità; c’è un livello di sostenibilità sociale ed è quello in cui il gruppo è impegnato da un po’ di tempo supportando il volontariato delle persone e, soprattutto, focalizzandosi su una serie di iniziative con partnership volte all’empowerment dei giovani. Lo facciamo con i nostri manager che vanno a insegnare in alcuni studi di formazione professionale. Per tutto quello che riguarda la sostenibilità ambientale noi svolgiamo audit dettagliati a tutti i nostri fornitori sia in Italia, dove produciamo circa il 15% delle collezioni, che all’estero, stiamo cercando di lavorare sempre sempre di più su un concetto di durability, essere sostenibili a livello di prodotto vuol dire realizzare un capo timeless.
Come si è chiuso il turnover 2025 del Gruppo Miroglio?
Abbiamo raggiunto i 602,3 milioni di euro, in crescita del 2,5% sull’anno precedente, sottolineo un aumento like for like dei negozi del sei per cento.
Quali sono le previsioni per il 2026 per quanto concerne Trussardi?
Finora è stato un anno con un forte fattore di imprevedibilità geopolitica che sfocia nell’economico, quindi su tutti noi. È importante continuare a lavorare per rendere Trussardi credibile e rimetterlo al posto che merita. Continuare ad avere clienti B2b e B2c che non solo acquistano Trussardi ma crescono con Trussardi.
Ha in serbo nuove collaborazioni?
Sì, una partnership con il Salone Nautico di Genova di cui Trussardi sarà lifestyle partner. Il mondo della nautica e è un settore che riteniamo interessante per i nostri clienti, molto sinergico, allineato con ciò che siamo.
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