Un nuovo corso per la cucina di montagna

Nelle località di montagna il ristorante sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella costruzione dell’identità di un hotel. Se fino a pochi anni fa la cucina rappresentava uno dei servizi a disposizione degli ospiti, oggi è spesso il motivo stesso del viaggio. È in questo contesto che si inserisce la scelta di Chalet al Foss, struttura di lusso affacciata sulle montagne della Val di Sole, che inaugura la stagione estiva affidando la direzione gastronomica a Simone Tognetti e presentando un nuovo progetto ristorativo, Elementa.
L’arrivo di Tognetti segna un cambio di passo significativo. Classe 1990, lo chef ha costruito il proprio percorso professionale attraversando alcune delle realtà più prestigiose dell’ospitalità internazionale. Dalle esperienze formative tra Lombardia e Francia fino ai passaggi in Portogallo, Bermuda, Australia, Sardegna e Portofino, la sua carriera si è sviluppata soprattutto all’interno di hotel e resort di fascia alta, un ambito che richiede capacità gestionali oltre che competenze culinarie. Negli ultimi anni ha coordinato progetti complessi legati alla ristorazione di lusso, lavorando con gruppi alberghieri e consulenze internazionali.
Più che il curriculum, però, interessa ciò che il suo arrivo racconta del momento che sta vivendo la montagna italiana. La competizione tra destinazioni non si gioca più soltanto sul paesaggio o sui servizi wellness. Il cibo è diventato uno strumento di racconto territoriale e un elemento decisivo per attrarre una clientela internazionale sempre più esigente. Le strutture ricettive investono quindi in chef riconoscibili, in sale spettacolari e in format capaci di trasformare la cena in esperienza.
Elementa nasce esattamente con questa ambizione: il nuovo ristorante, aperto anche agli ospiti esterni, prende il posto del precedente spazio gastronomico completamente ripensato da Carlotta Menon e Alberto Pangrazzi. Al centro della sala troverà posto un tavolo scenografico ispirato a una colata lavica, concepito per permettere agli ospiti di assistere direttamente al lavoro della brigata. Un’impostazione che richiama la crescente diffusione delle cucine a vista e della dimensione performativa della ristorazione contemporanea.

Anche il nome racconta una direzione precisa: “Elementa” richiama gli elementi primordiali e il rapporto tra materia prima e trasformazione. Una scelta coerente con una proposta che dichiara di voler valorizzare ingredienti del territorio alpino, dalle carni di selvaggina ai pesci d’acqua dolce, attraverso tecniche contemporanee e contaminazioni maturate nelle esperienze internazionali dello chef.
Resta da capire come questa visione riuscirà a dialogare con il contesto locale, perché questa è una sfida che riguarda molte destinazioni turistiche italiane: trovare un equilibrio tra spettacolarizzazione dell’esperienza e autenticità del racconto gastronomico. La montagna, più di altri territori, possiede una forte identità culturale e produttiva, e il successo di progetti come Elementa dipenderà dalla capacità di tradurre quel patrimonio in una cucina contemporanea senza ridurlo a semplice scenografia.
L’apertura del nuovo ristorante è prevista per il 3 luglio e per Chalet al Foss rappresenta un investimento importante. Per il settore dell’ospitalità alpina, invece, è un ulteriore segnale di una trasformazione in atto: il ristorante non come complemento dell’hotel, ma come destinazione capace di generare valore, attrattività e racconto autonomo.
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