Voto all’estero, Nicola Carè (PD): “La destra cancella la rappresentanza territoriale degli italiani nel mondo”
Voto all’estero, Carè (PD): “La destra cancella la rappresentanza territoriale degli italiani nel mondo”
ROMA – «Quello presentato dalla maggioranza non è un semplice emendamento e non è una riforma: è un atto deliberato di ostilità verso gli italiani all’estero. Ridurre da quattro a due le ripartizioni per la Camera e trasformare, per il Senato, l’intera Circoscrizione Estero in un unico collegio significa cancellare la reale rappresentanza territoriale delle nostre comunità e ridurre il voto di milioni di cittadini a una finzione democratica».
Lo dichiara Nicola Carè, deputato del Partito Democratico eletto nella Circoscrizione Estero, commentando l’emendamento presentato dalla maggioranza sulla riforma del voto degli italiani all’estero.
«La rappresentanza all’estero ha senso soltanto se mantiene un legame concreto con i territori, con le comunità e con le loro specifiche necessità. Accorpare Paesi e continenti profondamente diversi significa spezzare definitivamente questo rapporto. Nessun parlamentare potrebbe rappresentare efficacemente territori tanto vasti, lontani ed eterogenei, né mantenere un confronto costante con gli elettori», afferma Carè.
Secondo il deputato dem, «la maggioranza vuole costruire collegi sterminati per svuotare il voto di preferenza e consegnare, di fatto, la scelta degli eletti alle segreterie dei partiti. Un candidato dovrebbe rivolgersi contemporaneamente a comunità distribuite su interi continenti, senza alcuna possibilità concreta di conoscerne i problemi e rendere conto del proprio mandato. Questa non è rappresentanza: è un vero e proprio esproprio democratico».
Carè evidenzia inoltre come «Africa, Asia, Oceania e Antartide verrebbero addirittura inglobate insieme a tutte le Americhe in un’unica gigantesca ripartizione. È evidente il disegno politico: condannare intere aree del mondo a scomparire dal Parlamento italiano e trasformare gli eletti all’estero in parlamentari senza territorio e senza una comunità di riferimento».
«Dopo aver colpito la cittadinanza, indebolito i servizi consolari e ignorato le esigenze dei nostri connazionali, il centrodestra prova ora a privarli anche di una reale voce in Parlamento. È la dimostrazione di un’ostilità politica sistematica verso gli italiani all’estero, considerati utili quando promuovono l’Italia e il Made in Italy, ma sacrificabili quando chiedono diritti, servizi e rappresentanza», prosegue il parlamentare.
«Ci opporremo in ogni sede e con ogni strumento parlamentare a questo scempio istituzionale. Gli italiani nel mondo non sono cittadini di serie B e non permetteremo alla destra di cancellarne la rappresentanza territoriale con un colpo di penna. Se la maggioranza approverà questo emendamento, si assumerà davanti a milioni di connazionali la responsabilità politica e storica di avere demolito il loro diritto a essere rappresentati», conclude Nicola Carè.
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