A Roma l’arte fuori dal museo: il Frontone del Tritone in mostra all’Hotel Sina Bernini Bristol

25 Giugno 2026 - 13:21
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A Roma l’arte fuori dal museo: il Frontone del Tritone in mostra all’Hotel Sina Bernini Bristol
foto da ufficio stampa
 Dalla Villa di Sette Bassi all’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma: un capolavoro di età imperiale entra nel progetto “Arte fuori dal Museo”

Dal silenzio della terra alle luci della città: il Frontone del Tritone torna a splendere. Come un frammento di mare scolpito nella pietra, riemerge dopo quasi duemila anni un raffinato frontone marmoreo con fregio di animali marini, databile tra la metà e la fine del II secolo d.C. e proveniente dalla Villa di Sette Bassi, nel Parco Archeologico dell’Appia Antica. Decorato con un tritone che doma un cavallo marino tra i flutti, il frontone rappresenta una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica delle grandi residenze romane di età imperiale. L’opera entra oggi a far parte di un nuovo capitolo di “Arte fuori dal Museo”, il progetto promosso da LoveItaly in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e Federalberghi Lazio, che porta opere dai depositi museali e da recenti scoperte archeologiche in luoghi accessibili e vivi della città.

Il frontone, riportato alla luce durante la scorsa campagna di scavo, è stato presentato all’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma, in Piazza Barberini, dove turisti e visitatori potranno ammirarlo e, al tempo stesso, venire a conoscenza del Parco Archeologico dell’Appia Antica, uno dei complessi più straordinari della città, non sempre incluso nei percorsi di visita più tradizionali.

«Sina Hotels è orgogliosa di aver contribuito al restauro di quest’opera, restituendo alla città di Roma un capolavoro di straordinario valore – ha detto Matilde Salvo, vicepresidente di Sina Hotels – ci fa particolare piacere il richiamo al Tritone, che rende ancora più significativa la scelta di esporla presso il Sina Bernini Bristol, che si trova a pochi passi dalla Fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini. Il manufatto proviene da un grande ninfeo che si apriva su uno degli ambienti di  rappresentanza della villa, uno spazio scenografico pensato per stupire, con fontane, nicchie e giochi d’acqua che si riversavano in una grande vasca. Secondo le ricostruzioni degli esperti, era uno degli ambienti più spettacolari del complesso, dove architettura e acqua si combinavano per creare un vero e proprio teatro visivo».

Il frontone aveva probabilmente un gemello simmetrico al centro dei quali c’era un mascherone con getto d’acqua. Nel corso dei secoli, la villa è stata pesantemente saccheggiata e quasi tutte le decorazioni sono andate perdute. Il frontone spezzato rappresenta oggi una rara eccezione: rinvenuto all’interno  della vasca, e forse l’occultato in attesa di un recupero poi mai avvenuto, si è conservato in condizioni straordinariamente integre, diventando una testimonianza preziosa di quello che doveva essere l’aspetto originario del sito.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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