A Servizi a Rete Tour la transizione idrica toscana ridisegna il futuro dell’acqua dopo 25 anni di concessioni

Il servizio idrico integrato in Toscana si trova davanti a un vero e proprio spartiacque storico. Dopo oltre un quarto di secolo, la stagione delle prime concessioni nate dalla riforma Galli è giunta al termine, aprendo una fase di profonda riorganizzazione in uno scenario globale radicalmente mutato, dove la risorsa acqua è la prima a subire gli impatti della crisi climatica.
È questo il fulcro del convegno “L’Acqua in Toscana: ieri, oggi e soprattutto domani”, svoltosi alla Stazione Leopolda di Firenze nell’ambito dell’undicesima edizione di Servizi a Rete Tour, organizzato in collaborazione con Confservizi Cispel Toscana e Publiacqua. Primo di due appuntamenti (il secondo si terrà domani), l’incontro di oggi è stato un’occasione per tracciare il bilancio di una metamorfosi industriale, ma soprattutto per definire la strategia del comparto di fronte alle sfide ecologiche dei prossimi anni.
«Siamo alla scadenza delle concessioni dopo oltre 25 anni – ha evidenziato Nicola Perini, presidente di Confservizi Cispel Toscana e Publiacqua – Una storia lunga e significativa, alla quale seguirà una nuova fase per la gestione dell’acqua. Oggi è stata un’occasione importante per riflettere su come strutturare i prossimi anni, che dovranno essere caratterizzati da una forte capacità di visione da parte di tutti gli attori di questo settore».
I dati presentati a Firenze testimoniano il superamento della frammentazione degli anni '90, quando la gestione della risorsa era polverizzata in oltre 200 micro-gestori locali. Oggi le 7 aziende del servizio idrico integrato toscano (Acque, Acquedotto del Fiora, Asa, Gaia, Nuove Acque, Publiacqua) gestiscono una rete acquedottistica che ha superato i 35.800 chilometri, estendendo la copertura all'97,5% della popolazione regionale, a fronte dell'87% registrato nel 1999. Il balzo in avanti più significativo riguarda però il presidio ambientale: gli impianti di depurazione attivi sono quasi raddoppiati, passando da 694 a 1.213, innalzando la quota di cittadini serviti dal trattamento dei reflui dal 30,8% a un picco dell'82,5%. Questa infrastrutturazione è stata sostenuta da una crescita esponenziale degli investimenti annuali, passati dai circa 130 milioni di fine anni '90 agli oltre 500 milioni attuali, per uno stanziamento complessivo che dall'inizio delle concessioni ha superato i 5 miliardi di euro.
«Quella dell’acqua in Toscana è oggi un’industria solida – prosegue Perini – le aziende hanno saputo fare gli investimenti utili per soddisfare le esigenze dei cittadini, ma hanno davanti ancora tante sfide da cogliere: dai processi di adattamento ai cambiamenti climatici alla modernizzazione delle reti, dal miglioramento ed ampliamento dei processi di depurazione passando per la valorizzazione del riuso dell’acqua e la digitalizzazione dei processi».
L'efficientamento industriale ha mostrato i primi frutti anche sul piano della sostenibilità e dell'impronta carbonica delle aziende stesse. Tra il 2018 e il 2023, a livello regionale, i consumi energetici dei gestori sono scesi di oltre il 5% (da 423 a 400 milioni di kWh), con un parallelo taglio del 5% delle emissioni di CO₂, calate da 152.000 a 145.000 tonnellate.
La vera partita per la resilienza dei territori nei confronti di siccità ed eventi meteo estremi si gioca però sulla modernizzazione infrastrutturale da completare entro l'anno. I gestori toscani sono infatti impegnati nella messa a terra di 300 milioni di euro di fondi europei derivanti dal Pnrr, a cui si aggiungeranno i 141 milioni di euro stanziati tramite il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pniissi).
Risorse vitali che dovranno servire non solo a limitare le perdite di rete, ma a cambiare radicalmente paradigma, spingendo sul riuso delle acque reflue depurate in ottica di economia circolare, riducendo così i prelievi dai corpi idrici superficiali e sotterranei.
L'obiettivo strategico della "seconda vita" dell'acqua in Toscana sarà quindi quello di coniugare la sostenibilità ecologica con l'equità sociale.
«In un mondo in profonda trasformazione, segnato dai cambiamenti climatici – ha concluso Roberto Renai, Coordinatore Acqua di Confservizi Cispel Toscana – solo insieme possiamo vincere le sfide della sostenibilità, delle nuove infrastrutture e della transizione idrica. Oggi diamo vita ad un forte coordinamento tra noi, anche per portare tutti i territori allo stesso livello industriale e ottenere maggiore equità tariffaria, contando sul ruolo delle istituzioni e con il pieno coinvolgimento della cittadinanza».
Qui è disponibile il programma completo della kermesse, mentre per partecipare (gratuitamente) basta registrarsi qui.
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