Il mercato delle auto elettriche in India è cresciuto di 14 volte rispetto al 2020, ma chip e burocrazia frenano l’autonomia

Il mercato dei veicoli elettrici in India ha tutti i caratteri di un vero e proprio boom: è cresciuto di quasi 14 volte dall’anno fiscale 2020 nel settore delle auto elettriche, in quello degli autobus e in quello dei mezzi a due ruote, e a tre ruote. Questa rapida crescita sta trasformando la catena del valore nel settore automobilistico indiano, con uno spostamento del valore dai tradizionali componenti metallici verso sofisticati sistemi elettronici e assemblaggi avanzati. Sebbene ciò rappresenti notevoli opportunità per il settore, comporta anche sfide significative che richiedono un adeguamento strategico. A tale questione è dedicato un nuovo report pubblicato da Ieefa (Institute for Energy Economics and Financial Analysis) intitolato "Beyond battery packs: Localisation in manufacturing EV components", incentrato proprio sul mercato indiano dei veicoli elettrici.
Il report analizza come la rapida crescita del mercato dei veicoli elettrici in India stia trasformando la catena del valore del settore automobilistico del Paese e presenta anche un focus che fa al di là dei componenti di base come le batterie: i sistemi specifici per le auto elettriche diversi dai pacchi batteria (come motori, elettronica di potenza, sistemi termici, caricabatterie e unità di controllo) rappresentano una quota enorme del valore del veicolo. Per questo motivo, sono diventati aree cruciali per la localizzazione della produzione domestica.
Grazie ai recenti investimenti concentrati nei propulsori, nell'elettronica di potenza e nei sistemi di ricarica, diversi di questi segmenti potrebbero raggiungere il 90–100% di produzione domestica in India entro il 2030, se le nuove capacità industriali verranno avviate come previsto.
Il report segnala però anche che ci sono diversi ostacoli nelle catene di fornitura: i colli di bottiglia più significativi per una localizzazione più profonda riguardano i chip automobilistici e i magneti a terre rare. La produzione globale di questi elementi è fortemente concentrata rispettivamente a Taiwan e in Cina, il che comporta rischi a lungo termine per la catena di approvvigionamento indiana.
Sebbene molte aziende abbiano annunciato investimenti sotto lo schema governativo Production-Linked Incentive (Pli Auto), all'inizio del 2026 era stato erogato meno del 10% dei fondi stanziati (pari a circa 2,98 miliardi di dollari). I progressi sono frenati da difficoltà esecutive e dalla complessità nel soddisfare i requisiti di valore aggiunto nazionale.
I ricercatori Ieefa sottolineano anche come la localizzazione in India sia attualmente disomogenea: è cioè alta nei componenti strutturali, nei telai e nei sistemi termici, ma bassa nei componenti ad alta precisione e nell'elettronica avanzata. Per garantire la sostenibilità del settore, sottolineano gli autori del report, l’India deve passare da una produzione basata sul semplice assemblaggio a una reale capacità interna di progettazione e ricerca e sviluppo sui materiali critici.
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