Adriana Poli Bortone denuncia gli haters scatenati dopo il furto subito: «Finora ho lasciato correre, adesso basta»

Attacchi, insulti, perfino body shaming legato all’età. Adriana Poli Bortone ci era passata sopra. Di fronte all’accusa di essere una ladra, che si sarebbe appropriata di denaro pubblico, però, il sindaco di Lecce ed ex ministro ha deciso di denunciare gli haters che si sono scatenati dopo il furto che ha subito in casa alcuni giorni fa.
Poli Bortone denuncia gli hater
«Posso capire le critiche politiche: sono legittime, per carità. O sulla vecchiaia, una malattia di cui soffriremo tutti quanti, prima o poi. Finora avevo lasciato perdere ma adesso basta. Quando si dice a una persona “sei un ladro”, bisogna chiarire. Così imparano ad accendere il cervello prima di parlare e soprattutto prima di scrivere», ha spiegato Poli Bortone, che ha dato mandato al suo legale, l’avvocato Francesca Conte, di procedere con le denunce.
Subisce il furto, ma sui social accusano lei di essere una «ladra»
Gli odiatori social che dovranno rispondere delle proprie parole saranno circa un centinaio. Gli hater hanno spesso messo in relazione il valore degli oggetti portati via dai ladri con l’attività politica del sindaco. E questo ha determinato la sua reazione decisa. Gli insulti e le offese sono stati lanciati talvolta da profili e identità reali, in altri casi nascondendosi dietro nomi di fantasia. «Adesso mi devono dimostrare le loro affermazioni», ha sottolineato Poli Bortone, parlando con l’agenzia di stampa Adnkronos. «Se fanno queste insinuazioni mi piacerebbe conoscere i loro elementi di valutazione. Lo faremo attraverso l’avvocato». Quanto alle possibili motivazioni, per il sindaco «c’è una cattiveria diffusa, una invidia sociale, un modo di approcciarsi alla persona politica in termini sempre negativi», ma «in fin dei conti i politici sono espressione di chi li elegge».
La decisione di difendere la propria immagine
«C’è una acrimonia continua ma anche una forma di protagonismo: evidentemente non contando nulla nella vita e non avendo nient’altro da fare, stanno lì attaccati alle chat e scrivono di tutto e di più e a quel punto si sentono forti e protagonisti di un pensiero. Questo pensiero va molto moderato. Bisogna capire se ha basi di conoscenza». Poli Bortone ha spiegato di aver pensato alla denuncia «già nei mesi scorsi. Poi ho visto che l’ha fatto anche la sindaca di Genova Salis ma avevo lasciato perdere perché pensavo che la critica si sarebbe mantenuta sul terreno politico». «Quella ci sta, non la pensiamo tutti alla stesso modo. Va bene anche la critica sull’età, ma quando poi si dà una immagine di una persona completamente diversa da quella reale, a quel punto non ci sto più e rivendico l’immagine che mi sono fatta negli anni». Sull’eventuale futuro risarcimento «ci pensiamo e verifichiamo come eventualmente finalizzarlo».
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