AI, Microsoft sempre più lontana dall'obiettivo climatico: emissioni +25%

10 Luglio 2026 - 16:26
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Se da un lato l'intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei principali motori di crescita di Microsoft, c'è un rovescio della medaglia di cui si parla decisamente meno. Eppure il problema è sentito e non riguarda solo questa azienda in fin dei conti. Addestrare modelli sempre più evoluti e costruire infrastrutture capaci di sostenerli richiede enormi quantità di energia, e se già questo è un problema di per sé, c'è anche da considerare l'impatto ambientale.

Questo sta iniziando a diventare sempre più evidente, come dimostrano gli ultimi dati condivisi dall'azienda. Nel corso dell'anno fiscale 2025 le emissioni di carbonio sono aumentate del 25% rispetto all'anno precedente, ma questo risultato rende inevitabilmente più complicato raggiungere l'obiettivo annunciato nel 2020, ovvero diventare una realtà carbon negative entro il 2030. Spesso ne parliamo ma non spieghiamo mai bene che significhi: rientrare in questa categoria significa rimuovere dall'atmosfera più anidride carbonica di quanta ne venga prodotta.

Ma da cosa deriva questo incremento? Microsoft spiega che il motivo principale è legato alla rapidissima espansione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale. Più cresce la domanda di potenza di calcolo, maggiore diventa il fabbisogno di energia, acqua, terreni e materiali per costruire nuove infrastrutture. Il problema è che le tecnologie capaci di ridurre questo impatto non stanno avanzando con la stessa velocità.


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