Al Bambino Gesù di Roma un bimbo su 4 al Pronto soccorso per il caldo

26 Giugno 2026 - 21:27
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Al Bambino Gesù di Roma un bimbo su 4 al Pronto soccorso per il caldo

In questi ultimi giorni segnati dall’allerta per le alte temperature, circa il 25% degli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è riconducibile, direttamente o indirettamente, agli effetti del caldo. Lo sottolinea l’ospedale, precisando che nel 5% dei casi si tratta di problematiche strettamente legate alle alte temperature, come colpi di calore, sincopi e disidratazione.

Il restante 20% comprende invece bambini che arrivano in ospedale per patologie come vomito, diarrea o febbre, condizioni che, in presenza di temperature elevate, determinano una perdita di liquidi più rapida e grave, ma anche pazienti affetti da malattie croniche o particolarmente fragili – come cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici o con altre patologie complesse – nei quali il caldo intenso può aggravare il quadro clinico e aumentare il rischio di complicanze, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere. I bambini sono più vulnerabili degli adulti perché il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e una minore efficienza nella dispersione del calore.

Nei lattanti e nei più piccoli le riserve idriche si esauriscono inoltre più rapidamente, aumentando il rischio di disidratazione. “Nei bambini il caldo non va mai sottovalutato – ricorda Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù – Molte delle situazioni che osserviamo in Pronto Soccorso possono essere evitate con semplici accorgimenti: offrire spesso acqua ai bambini, limitare l’esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione ai primi segnali di disidratazione. Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un malessere si trasformi in un’emergenza”. Da qui dieci consigli di prevenzione degli esperti per proteggere i bambini dal caldo.

Nelle aree urbane il fenomeno delle isole di calore aumenta il rischio di disidratazione e aggrava molte patologie. D’estate infatti, rileva l’ospedale, in città si creano delle vere e proprie ‘isole di calore urbano’, dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili, oltre che alla scarsa presenza di alberi e aree verdi. Un fenomeno che assume un peso crescente anche perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l’esposizione alle alte temperature. Gli effetti delle isole di calore urbano si sommano a quelli del cambiamento climatico: l’aumento delle temperature globali rende infatti sempre più frequenti e intense le ondate di calore, accentuando il surriscaldamento delle città e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l’asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini.

Una bambina si bagna in una fontana
Foto Ansa

“I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali”, sottolinea Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell’Ospedale Bambino Gesù.

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