Alert Fao: dalla crisi climatica ai conflitti, aumenta il rischio di shock sistemici per l’agricoltura

Gli shock a cui sono sottoposti i mercati globali delle commodity agricole e del cibo, come gli eventi meteorologici estremi, disturbi economici e finanziari, tensioni e conflitti geopolitici, pandemie e fluttuazioni dei prezzi dell’energia, «sono destinati ad aumentare in futuro e possono diventare sistemici». Lo afferma un nuovo rapporto della Fao sullo stato dell’agricoltura mondiale ora consultabile online. «Tuttavia le soluzioni politiche esistono», si legge nelle 87 pagine di documento ricche di dati, grafici e tabelle. In particolare, sottolineano gli autori del teso, è necessario procedere con un rafforzamento della rete logistica e commerciale globale per migliorare la capacità dei sistemi alimentari di assorbire gli shock.
Nel dettaglio, nel rapporto si legge che il valore del commercio agroalimentare globale è quintuplicato dal 2000, arrivando a circa 2 trilioni di dollari, e con sempre più paesi integrati nelle reti commerciali. Per questo, sottolinea la Fao, «rafforzare la loro resilienza di fronte a shock distruttivi è una questione di sicurezza globale. Creare quadri politici di supporto, che richiedono cooperazione internazionale, ha effetti chiaramente positivi nel contenere le conseguenze di prezzi e fame derivanti dagli shock».
Il rapporto dell’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura cita, a esempio, restrizioni all’export meno numerose e di durata più breve durante la pandemia di Covid-19 che hanno portato a coinvolgere solo l’8% delle calorie scambiate a livello globale, rispetto al 16% del periodo 2007-08, quando una serie di shock ha causato un picco improvviso nei prezzi delle materie prime alimentari.
«Tutti i paesi possono trarre beneficio da una cooperazione internazionale più forte, da reti commerciali integrate e da una maggiore fiducia nel sistema commerciale multilaterale - scrive il direttore generale della Fao Qu Dongyu nella sua introduzione al rapporto - Al contrario, tutti i paesi rischiano di perdere a causa della frammentazione, dell’incertezza e del calo della cooperazione», aggiunge sottolineando come questo sia particolarmente vero per i paesi più poveri del mondo.
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