All’oratorio estivo gli “ado” animano con anima

Maggio 19, 2026 - 16:37
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All’oratorio estivo gli “ado” animano con anima
Attività all'oratorio estivo di Pogliano Milanese

A 15, 16 anni non è scontato aver voglia di dedicare tempo ai più piccoli. Eppure, negli ultimi anni cresce il numero degli adolescenti che si uniscono al gruppo-animatori. Lo riscontrano sempre di più i sacerdoti, che desiderano, dunque, offrire ai loro ragazzi l’opportunità di prepararsi al meglio in vista dell’oratorio estivo.

Nel gioco e nella preghiera

Tanto per favorire l’affiatamento tra i ragazzi, coinvolgendo anche chi si è unito al “gruppo-ado” solo negli ultimi mesi, quanto – sintetizza don Andrea Restelli, responsabile dell’oratorio di Lomagna, nel cuore della Brianza lecchese – per trasmettere loro l’idea che si possa vivere l’esperienza da animatori non solo come un qualsiasi altro impegno, ma con uno stile cristiano. Per esempio con l’attenzione a coinvolgere tutti i bambini, oppure pensando di poter essere protagonisti, proprio da adolescenti, oltre che nel gioco anche nella preghiera.

«Ai ragazzi ricordiamo sempre che l’oratorio “vive” perché ha al suo centro Gesù – sottolinea Matteo Fabris, responsabile della formazione degli adolescenti nella Fom – e che, nell’aiutare i più piccoli, realizzano quel passo del Vangelo in cui Gesù dice: “Quando farete questo ai più piccoli lo avete fatto a me”». Quest’anno, spiega ancora Fabris, come traccia per la preghiera degli animatori è stato scelto il Cantico delle creature, che diventa lo spunto per cogliere tutte quelle situazioni per cui possono ringraziare ed essere riconoscenti.

Giochi all’oratorio estivo di Lomagna

L’occasione per mettersi in gioco

In effetti, osserva anche don Simone Maggioni, che da diversi anni guida gli oratori di Vanzago e Pogliano Milanese, «anche quegli adolescenti che si avvicinano solo per l’oratorio estivo trovano in questa esperienza, evidentemente, un valore per la propria vita. Lo vedo nei colloqui che sto facendo con loro in questi giorni, quando parlo con qualche ragazzo che, ripresentandosi ora per fare l’animatore dopo essere venuto all’oratorio da bambino, mi spiega che in fondo ha un buon ricordo di quanto ha vissuto da piccolo, e che quindi vorrebbe cogliere quest’occasione per mettersi in gioco».

Anche la preparazione all’oratorio estivo diventa quindi «un’opportunità per riaccendere un desiderio di comunità, di impegno, e per fare un nuovo investimento di fiducia su questi ragazzi», evidenzia il sacerdote, sottolineando anche come siano diversi coloro che, proprio dopo questa esperienza, hanno iniziato, o ricominciato, il percorso in oratorio coi coetanei. La formazione per l’oratorio estivo è dunque un percorso in cui «iniziamo parlando “dell’animatore che anima”, per portare poi i ragazzi a cogliere che, loro stessi, sono animatori “con anima”», sintetizza Fabris con un gioco di parole.

Formazione di animatori a Castellanza

«Sono gli stessi ragazzi a rendersi conto che prendersi cura dei più piccoli è qualcosa di grande, e a sentire di avere in questo una certa responsabilità», nota don Jacopo Aprico, di Castellanza. Per questo, sottolinea, anche nel rapportarsi con gli animatori, come del resto con tutti i bambini, «è importante essere sempre attenti alla particolarità di ciascuno»: proprio il tempo lungo dell’oratorio estivo, evidenzia infatti don Jacopo, «consente ai ragazzi di sperimentarsi appieno, di esprimersi per come sono realmente, e di far emergere doti che, in altre occasioni, rischierebbero magari di restare nascoste».

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