Amazon è pronta a sfidare Starlink: ha in orbita già abbastanza satelliti per partire
Amazon ha raggiunto un primo traguardo importante nella corsa all’internet satellitare. Dopo l’ultimo lancio, la costellazione Amazon Leo conta 396 satelliti dispiegati in orbita bassa, un numero che secondo Chris Weber, responsabile business e prodotto di Amazon Leo, è sufficiente per garantire un servizio continuo nelle prime latitudini coperte.
Last few launches were big for @AmazonLeo - bringing us to 390+ satellites deployed, enough to support continuous service across initial latitudes.
— Chris Weber (@Weber44Chris) July 2, 2026
Still lots of work ahead – including raising all these new satellites to their assigned altitude – but we’ve completed enough… pic.twitter.com/UZb404fXRq
Questo non vuol dire che il servizio sia già paragonabile a Starlink, né che una copertura globale sia imminente. Amazon resta però in linea con l’obiettivo indicato per la disponibilità commerciale entro la metà del 2026. I primi utenti dovranno probabilmente aspettarsi una fase iniziale ancora limitata, con prestazioni destinate a migliorare solo con l’aumento del numero di satelliti in orbita.
Il confronto con Starlink aiuta a capire dove si trova oggi Amazon. SpaceX aveva avviato la sua prima beta pubblica nel 2020, quando disponeva già di quasi 900 satelliti in orbita bassa. Anche allora il servizio era partito in modo graduale, con copertura limitata ad alcune aree degli Stati Uniti e del Canada, interruzioni frequenti e sensibilità agli ostacoli. Le velocità indicate in quella fase erano comprese tra 50 e 150 Mbps, con latenze tra 20 e 40 millisecondi.
La situazione di Starlink è cambiata molto negli anni successivi. Oggi SpaceX ha oltre 10.000 satelliti operativi e offre connettività in più di 160 Paesi, con prestazioni che variano in base ad antenna, piano scelto, posizione e ora del giorno. Le velocità citate sono mediamente intorno ai 200 Mbps in download, con upload tra 10 e 40 Mbps e latenza vicina ai 25 millisecondi.
Amazon è ancora lontana da quei numeri. Il piano prevede una costellazione da 3.232 satelliti Leo, ma il programma ha accumulato ritardi anche per le difficoltà di Blue Origin nel portare il razzo riutilizzabile New Glenn a una cadenza regolare di lancio. I prossimi lanci serviranno quindi non solo ad ampliare la copertura, ma anche ad aumentare capacità e prestazioni.
Il dato nuovo è che Amazon non è più alla fase dei soli test preparatori. Con quasi 400 satelliti dispiegati, Leo può iniziare a sostenere un servizio continuo nelle prime aree previste. La sfida a Starlink parte da qui, ma serviranno anni e molti altri lanci prima che Amazon possa avvicinarsi alla scala raggiunta da SpaceX.
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