“Disperati, pur di difendere Conte” sono disposti a ricorrere in Procura e bloccare i lavori. Bignami: M5S smetta di ostacolare la mia audizione

02 Luglio 2026 - 15:47
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“Disperati, pur di difendere Conte” sono disposti a ricorrere in Procura e bloccare i lavori. Bignami: M5S smetta di ostacolare la mia audizione

Commissione Covid, si entra nel vivo dei lavori e delle audizioni e scatta il panico a sinistra

Commissione Covid al lavoro: si entra nel merito ma la sinistra getta la maschera, ma non la spugna. Nella fase più calda dei lavori parlamentari, Pd e M5S vanno totalmente nel panico e di fronte alle verità che stanno emergendo, scatenano una guerriglia ostruzionistica pur di bloccare i lavori e, soprattutto, evitare l’audizione di Giuseppe Conte. E guarda caso, nelle scorse ore le audizioni degli scienziati Vespignani e Bassetti hanno puntato i fari sulla gestione della prima ondata e dei protocolli terapeutici, aumentando il nervosismo dell’asse giallo-rosso…

Commissione Covid, sinistra nel panico: ricorsi in Procura pur di blindare Conte

Di contro, FdI in prima linea nell’inchiesta e contro l’ostruzionismo dei maggiori azionisti dell’opposizione, non manca di farsi trovare pronto e di denunciare l’inquietante clima di tensione che crea e tenta di giustificare azioni e reazioni inconsulte. Come Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Covid, che smaschera e deplora frontalmente le manovre in corso. E che in una nota appena diramata assevera: «La commissione Covid continua a rappresentare una cartina di tornasole dell’ipocrisia della sinistra. Se pubblicamente, infatti, gli esponenti di Pd e M5s non perdono occasione per proclamarsi paladini delle istituzioni, concretamente esprimono l’esatto opposto».

Covid, Buonguerrieri: «Pd e M5S fanno di tutto per fermare gli accertamenti»

E prosegue: «Oggi hanno ostacolato i lavori in Ufficio di presidenza della commissione Covid attraverso un continuo esercizio di insulti e dileggio verso il presidente della commissione Marco Lisei. Verso Fratelli d’Italia. E verso la stampa libera. Non solo. La loro protervia è tale – aggiunge in calce Buonguerrieri – per cui si sono opposti alla possibilità che magistrati e ufficiali della Guardia di finanza facciano escussioni testimoniali, prerogativa delle attività istruttorie. Addirittura hanno annunciato ricorso in Procura. Si rivolgono dunque all’ausilio dei procuratori non per i fatti gravi che stanno emergendo dai lavori della commissione Covid. Bensì per impedire gli accertamenti. Una circostanza gravissima – ha quindi concluso la deputata – che noi di Fratelli d’Italia abbiamo il dovere di denunciare».

Covid, Bignami: «Il M5S smetta di ostacolare la mia audizione per difendere Conte»

Un timore che troverebbe riscontro in particolare nei parlamentari grillini, impegnati nella paradossale risoluzione che punta a erigere le barricate per impedire l’audizione del capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami (che si è appositamente dimesso dalla Commissione per poter essere ascoltato come testimone), pur di fare da scudo al loro leader. La replica di Bignami sul punto smonta il fango e cala la maschera dei pentastellati.

«Ringrazio sentitamente i rappresentanti del M5S in Commissione Covid che si stanno battendo come leoni perché io non venga sottoposto ad audizione in commissione Covid. Li rassicuro: non trovo nulla di sbagliato che io venga sentito dalla Commissione stessa. Ma capisco che il livello di disperazione dei grillini è tale per cui pur di evitare che Giuseppe Conte sia sentito sono pronti a difendere la maggioranza, sostenendo che io non debba essere audito», dichiara con ironia amara Bignami.

«Non ho nulla da nascondere e nulla da temere: voglio riferire in Commissione, è mio dovere farlo»

Aggiungendo poi a stretto giro: «Voglio rassicurare i colleghi dei Cinquestelle. Non avendo nulla da nascondere, e non avendo nulla di cui aver timore, sono pronto ad andare in Commissione Covid per riferire sulle attività di verifica e controllo svolte in quel periodo, affinché sia fatta verità e trasparenza su uno dei periodi più cupi della nostra storia repubblicana». E con tanto di esortazione finale, Bignami chiosa: «Smettano, quindi, di impegnarsi per evitare che sia chiamato in Commissione. Perché ritengo mio dovere farlo». E più chiaro di così…

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