Australia, Albanese vuole guidare la rivoluzione dell’AI: regole per data centre e tutela del copyright

15 Luglio 2026 - 12:50
0

Il governo prepara standard nazionali obbligatori sull’uso di energia e acqua. Scrittori, musicisti, artisti e giornalisti dovranno mantenere il controllo sulle proprie opere utilizzate per addestrare l’intelligenza artificiale

L’Australia vuole passare da semplice utilizzatrice dell’intelligenza artificiale a protagonista della sua regolamentazione e del suo sviluppo. Il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato una nuova strategia nazionale che prevede regole obbligatorie per i grandi data centre, maggiori tutele per il copyright e la creazione di un Office of AI all’interno del Department of the Prime Minister and Cabinet.

Durante un intervento alla University of Sydney, Albanese ha avvertito che il Paese dispone di una finestra temporale limitata per stabilire le condizioni sociali, economiche e ambientali nelle quali l’intelligenza artificiale potrà crescere.

Una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale

Secondo il premier, l’Australia non può limitarsi a ospitare infrastrutture costruite da grandi gruppi stranieri e diventare un semplice deposito di dati per prodotti sviluppati altrove.

Il governo vuole invece rafforzare la capacità tecnologica nazionale, sostenere la ricerca australiana e garantire che gli investimenti nell’AI producano benefici concreti per lavoratori, imprese e comunità.

Albanese ha definito l’intelligenza artificiale una questione di produttività, resilienza economica e sicurezza nazionale. L’obiettivo dichiarato è governare il cambiamento prima che le grandi infrastrutture vengano costruite e le decisioni diventino difficili da modificare.

Regole obbligatorie per i data centre

Uno degli elementi centrali riguarda i grandi data centre necessari per alimentare i sistemi di intelligenza artificiale.

Il governo chiederà agli Stati e ai Territori di approvare standard nazionali chiari, uniformi e obbligatori. Albanese porterà la proposta alla prossima riunione del National Cabinet, mentre la legislazione dovrebbe essere presentata al Parlamento all’inizio del prossimo anno.

Le nuove regole stabiliranno dove potranno essere realizzate le strutture, quanta energia potranno utilizzare e quali obblighi dovranno rispettare nei confronti delle comunità locali.

Le famiglie non dovranno pagare l’energia dell’AI

Le società che costruiranno nuovi data centre dovranno finanziare la produzione elettrica necessaria al loro funzionamento e sostenere integralmente i costi di collegamento alla rete.

Il governo vuole evitare che l’enorme consumo energetico delle infrastrutture digitali venga pagato indirettamente dalle famiglie e dalle altre imprese attraverso bollette più alte.

I gestori dovranno contribuire alla rete con una quantità di energia almeno equivalente a quella consumata, attraverso nuove fonti rinnovabili e sistemi capaci di garantire continuità quando sole e vento non sono disponibili.

Limiti anche all’utilizzo dell’acqua

I data centre consumano grandi quantità di acqua per raffreddare server e apparecchiature informatiche.

Le nuove strutture dovranno ridurre al minimo questo impiego e finanziare gli eventuali interventi necessari per ampliare acquedotti e altre infrastrutture idriche.

L’obiettivo è impedire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale entri in competizione con le esigenze delle famiglie, dell’agricoltura e delle comunità, soprattutto nelle aree australiane già esposte a siccità e scarsità d’acqua.

Stop all’approccio frammentato

Attualmente le regole dipendono in gran parte dalle decisioni dei singoli Stati, dei consigli locali e delle diverse autorità responsabili di energia, pianificazione e risorse idriche.

Il South Australia è finora l’unico Stato ad aver sviluppato un quadro specifico per i data centre, mentre altri governi regionali hanno espresso dubbi su proposte nazionali considerate ancora incomplete.

Albanese sostiene che un sistema uniforme offrirà maggiore certezza agli investitori e, allo stesso tempo, permetterà alle comunità di conoscere in anticipo le condizioni imposte ai nuovi progetti.

Albanese difende artisti e giornalisti

Il premier ha affrontato direttamente anche il tema del copyright, uno dei più controversi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa.

I sistemi di AI vengono addestrati attraverso enormi quantità di testi, immagini, musica, articoli, video e altre opere. Scrittori, editori, musicisti, giornalisti e artisti denunciano da tempo che molti dei loro lavori vengono utilizzati senza autorizzazione e senza un compenso adeguato.

Albanese ha assicurato che le opere prodotte in Australia non saranno considerate materiale liberamente disponibile per le società tecnologiche.

«Qualsiasi soluzione diversa è un furto»

Secondo il primo ministro, nessuna impresa dovrebbe poter utilizzare libri, musica, arte o notizie australiane per addestrare sistemi di intelligenza artificiale senza il controllo degli autori.

Questo controllo dovrà riguardare non soltanto l’autorizzazione, ma anche il valore economico delle opere.

Saranno quindi gli artisti e i titolari dei diritti a stabilire il prezzo al quale i propri contenuti potranno essere concessi alle aziende tecnologiche.

«Qualsiasi soluzione diversa è un furto», ha dichiarato Albanese, anticipando che la legislazione dovrà rendere questo principio esplicito.

Nessun Paese ha ancora trovato la soluzione

Il governo riconosce che nessun ordinamento ha finora costruito un sistema completamente soddisfacente per conciliare lo sviluppo dell’AI con la protezione del diritto d’autore.

Le aziende tecnologiche chiedono regole che permettano di utilizzare grandi quantità di contenuti per sviluppare modelli competitivi. I creativi sostengono invece che l’innovazione non possa essere finanziata appropriandosi gratuitamente del lavoro altrui.

Alcune società hanno proposto fondi collettivi destinati agli autori, ma Albanese ha indicato una direzione differente: mantenere il controllo nelle mani dei singoli artisti e dei titolari dei diritti.

Nasce l’Office of AI

Il governo istituirà un nuovo Office of AI all’interno del Department of the Prime Minister and Cabinet.

L’ufficio avrà il compito di coordinare le iniziative già avviate nei settori dell’istruzione, del lavoro, dell’energia, della difesa, della proprietà intellettuale e della sicurezza.

La scelta di collocarlo direttamente al centro del governo mostra la volontà di trattare l’intelligenza artificiale come una questione trasversale, non limitata al solo portafoglio dell’Industria o della Tecnologia.

Albanese: «Dobbiamo creare posti di lavoro»

Il primo ministro ha respinto l’idea che l’intelligenza artificiale debba essere considerata esclusivamente una minaccia per l’occupazione.

Secondo Albanese, la tecnologia deve essere utilizzata per aumentare la produttività e creare nuovi posti di lavoro qualificati, aiutando le imprese australiane a competere sui mercati internazionali.

Il governo dovrà però affrontare anche i rischi legati all’automazione, alla sostituzione di alcune professioni, alla protezione dei dati personali e all’utilizzo di sistemi algoritmici nelle decisioni che riguardano cittadini e lavoratori.

Le critiche dei Verdi

Il senatore dei Verdi David Shoebridge ha accusato Albanese di aver perso l’occasione per presentare misure legislative immediate e concrete.

Secondo Shoebridge, il discorso non ha fornito garanzie sufficienti sulla protezione dei dati, sul controllo pubblico delle infrastrutture e sui diritti dei cittadini davanti alle decisioni automatizzate.

La deputata indipendente Kate Chaney ha invece accolto positivamente l’idea di rendere obbligatori gli standard per i data centre, chiedendo però al governo di procedere rapidamente con norme precise.

L’impatto sull’ambiente

Il Climate Council ha avvertito che la crescita dei data centre potrebbe avere conseguenze profonde sul sistema energetico australiano e sull’ambiente.

L’Australia è una destinazione particolarmente interessante per gli investitori grazie alla disponibilità di territorio, energia rinnovabile e collegamenti con i mercati asiatici.

Senza regole rigorose, però, l’espansione potrebbe aumentare la domanda elettrica, mettere sotto pressione le risorse idriche e rallentare la riduzione delle emissioni.

«Dobbiamo plasmare il futuro»

Albanese ha ricordato che l’Australia ha già introdotto innovazioni sociali e normative successivamente adottate o studiate da altri Paesi, dal salario minimo al sistema pensionistico obbligatorio, fino alle nuove restrizioni sull’accesso dei minori ai social media.

Secondo il premier, i governi hanno reagito troppo lentamente ai danni prodotti dalle piattaforme digitali e non devono ripetere lo stesso errore con l’intelligenza artificiale.

L’Australia non può più decidere se l’AI trasformerà l’economia: quel processo è già cominciato. La scelta riguarda il modo in cui il Paese intende governarlo.

The post Australia, Albanese vuole guidare la rivoluzione dell’AI: regole per data centre e tutela del copyright first appeared on Allora! Italian Australian News.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User