Auto, Jefferies: Byd, Saic e Chery più esposte a accordo Ue-Cina
Milano, 14 ott. (askanews) – Byd, Saic/MG e Chery sono i costruttori cinesi più esposti alle restrizioni sulle importazioni di auto ibride previste dall’accordo tra Unione europea e Cina del 9 ottobre. Secondo un’analisi di Jefferies, i tre gruppi concentrano oltre il 90% delle vendite di ibride dei marchi cinesi nell’Ue e potrebbero essere i più penalizzati dai nuovi limiti alle importazioni.
L’intesa raggiunta a Pechino dal commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic e dal ministro cinese Wang Wentao prevede, secondo fonti Ue, un tetto di 350mila auto ibride importate dalla Cina all’anno, con un incremento del 6% annuo per quattro anni. La misura riguarda le vetture prodotte in Cina, indipendentemente dal marchio, mentre i dettagli attuativi restano da definire.
L’obiettivo è frenare la rapida crescita delle importazioni di ibride tradizionali e plug-in, che quest’anno potrebbero raggiungere 800mila unità. Secondo la Commissione europea, l’accordo potrebbe ridurre di oltre il 50% le esportazioni dalla Cina rispetto allo scenario senza interventi nei prossimi quattro anni.
In base ai dati MarkLines elaborati da Jefferies, nei primi otto mesi del 2026 i marchi cinesi hanno venduto nell’Ue circa 290mila ibride, equivalenti a un ritmo annualizzato di 435mila vetture. Byd, Saic/MG e Chery rappresentano oltre il 90% di questi volumi. Le ibride pesano per il 63% sulle vendite europee di Saic/MG, per il 60% su quelle di Byd e per il 53% su quelle di Chery.
Secondo Jefferies, l’impatto delle restrizioni dipenderà soprattutto dalla ripartizione dei contingenti tra i costruttori, che potrebbero privilegiare modelli più costosi, aumentando la pressione sui marchi premium europei. Le nuove regole potrebbero accelerare anche la produzione locale.
L’accordo non modifica i dazi sulle auto completamente elettriche prodotte in Cina, introdotti nell’ottobre 2024, che arrivano fino al 35,3% e si aggiungono al dazio ordinario del 10%. Proseguono i negoziati su prezzi minimi all’importazione che potrebbero sostituire i dazi compensativi, come già avvenuto per la Cupra Tavascan prodotta in Cina da Volkswagen. Le ibride tradizionali e plug-in restano invece soggette al normale dazio del 10%, oltre ai nuovi limiti alle importazioni previsti dall’intesa.
L’accordo è stato accolto favorevolmente dall’Acea, l’associazione dei costruttori europei, mentre Pechino ha chiesto di ridurre le restrizioni commerciali. Anche l’associazione cinese dei costruttori Caam ha espresso apprezzamento per l’intesa. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha sottolineato, secondo quanto riportato da Reuters, che l’accordo rappresenta soltanto un primo passo verso il riequilibrio degli scambi con la Cina.
Il dossier sarà discusso al Consiglio europeo del 15-16 ottobre. I negoziati con Pechino proseguiranno con una videoconferenza ministeriale a gennaio e un nuovo incontro nel marzo 2027.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)