Banda della minicar: gli atti arrivano alla Procura dei Minori. Valditara: “c’è una totale indifferenza verso l’altro. Ripartire dalla scuola”

Sono attesi per oggi alla Procura dei minori di Roma gli atti dell’indagine relativa alle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone per mano di un 16enne e un 17enne a bordo di una minicar, al momento denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni. L’incartamento, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri, verrà trasmesso ai colleghi di via dei Bresciani. A quel punto la Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un’eventuale misura cautelare a loro carico. Non è esclusa, inoltre, una terza opzione, ossia la richiesta agli investigatori di ulteriori accertamenti.
Valditara: ‘c’è indifferenza verso l’altro’
Intanto il caso è diventato nazionale e sul tema è intervenuto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, secondo il quale il tutto dimostra che “c’è una totale indifferenza verso l’altro. Noi dobbiamo far riscoprire, partendo dalla scuola, l’importanza dell’altro”. Intervenendo dall’inaugurazione del ‘Salone dello Studente e del Prof’ promosso da Campus, l’esponente del governo Meloni ha spiegato che I ragazzi “devono capire che quando hai in mano un monopattino, una microcar, hai in mano uno strumento che può fare male e non bisogna mettersi alla guida dopo aver bevuto o essere stati tutta la notte a divertirsi perchè il rischio è di uccidere te e gli altri perché si rischia anche penalmente”. Del resto Valditara ha sottolineato che “Quei due ragazzi che facevano i bulli adesso sono lì che piangono, perché c’è un codice penale e se ammazzi qualcuno c’è l’omicidio stradale e questo va insegnato nelle scuole”.
Una Madre : mio figlio dovrà assumersi le responsabilità ma non è un mostro
E sull’applicazione della legge e in caso di riconoscimento della colpa è intervenuta la madre di uno dei due giovani che hanno confessato. In una intervista al quotidiano La Repubblica ha detto “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa” e mio figlio “piange in continuazione. Mi ha detto che ha sognato quel ragazzo, Iacopini, e sua madre”.
La donna ha spiegato che “Quella minicar non e’ nostra” perché noi “una minicar non possiamo permettercela” e ha poi raccontato di essere andata in caserma, di aver passato tutta “la notte con lui”, di avergli parlato e di aver cercato di “capire” cosa aveva spinto suo figlio a compiere il gesto. “Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo: spaventare i passanti”, ha proseguito, sottolineando che i due “non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano. In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos’era successo, si sono terrorizzati”.
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