Torino, assedio rosso nelle scuole occupate e devastate: una ventina di istituti in agitazione. Ma chi non si piega reclama il diritto a tornare in classe

15 Ottobre 2026 - 18:00
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Torino, assedio rosso nelle scuole occupate e devastate: una ventina di istituti in agitazione. Ma chi non si piega reclama il diritto a tornare in classe

Torino, scuole occupate e devastate: la mobilitazione si allarga a una ventina di istituti

Torino ancora epicentro della deriva violenta e antagonista che sta travolgendo gli istituti scolastici. Prosegue all’ombra della Mole e nella città metropolitana la mobilitazione degli studenti sulla scia delle proteste che stanno interessando anche la Francia. Come riferisce Adnkronos sarebbero circa una ventina ad oggi gli istituti in stato di agitazione, tra occupazione e autogestione.

All’elenco si sono aggiunti questa mattina il Bosso Monti, il Sella, il Curie-Vittorini, il Cavour e il Giordano Bruno. In alcuni casi, come al Bosso Monti e al Sella, si sono verificati danneggiamenti come già era accaduto nei giorni scorsi in due istituti torinesi dove sono intervenute le forze dell’ordine.

Torino, scuole sotto assedio: cresce la mobilitazione

Dunque, diversi istituti della città sono stati coinvolti nelle iniziative di occupazione, ma è soprattutto al liceo Peano, in Corso Venezia, che si sono verificati gli episodi più gravi. Qui la protesta, come mostrano i video, è degenerata in pesanti atti vandalici. Alcuni filmati circolati sui social mostrano infatti giovani intenti a rovesciare mobili, lavagne, frantumando vetrate nei laboratori e svuotando estintori a polvere. Ma anche muovendosi nel cortile a volto coperto. Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della polizia, che hanno riscontrato danni a computer e a spazi e arredi scolastici.

Il liceo Peano tra i più colpiti dalla vandalizzazione: identificati alcuni soggetti tra i 16 e i 20 anni

I danni, ripresi in video diventati virali sul web, hanno reso la scuola del tutto inagibile. Sull’episodio la Polizia è già intervenuta, identificando alcuni giovani tra i 16 e i 20 anni ritenuti responsabili dell’agitazione. Sì, perché secondo le prime ricostruzioni, tra le persone coinvolte ci sarebbero soprattutto giovani esterni all’istituto, entrati nei locali della scuola e rimasti all’interno. Pertanto, come riferisce tra gli altri il sito del Tgcom24, le attività didattiche al Peano sono state temporaneamente sospese, mentre la polizia di Torino prosegue il suo lavoro e rende noto di aver identificato alcuni soggetti ritenuti promotori o co-promotori delle agitazioni.

Scuole occupate a Torino, la denuncia di una preside: clima da “assedio”, tra petardi e cancelli sbarrati con le catene

Siamo alle solite insomma: una nuova ondata di occupazioni e devastazioni sta proseguendo al grido d’importazione d’oltralpe di «L’école est à nous», con l’esplicito obiettivo di scimmiottare i disordini in Francia e preparare il terreno alla manifestazione di venerdì, che si preannuncia infuocata (laddove il termine è indicativo e non a caso)… Non a caso, a Nichelino la preside dell’Erasmo da Rotterdam, ha denunciato un vero e proprio clima da “assedio”, tra petardi e cancelli sbarrati con le catene. Una situazione insostenibile per chi vorrebbe garantire il diritto allo studio di centinaia di ragazzi e il regolare lavoro del personale.

E tra i contrari alla mobilitazione si alza la voce di chi vuole tornare in classe

Una contrapposizione al cui interno rientrano le risposte dei giovani che non occupano e che non vogliono vedere presidiati e bloccati gli istituti che frequentano: difendere le scuole fisicamente, per non piegarsi alla prepotenza dei soliti professionisti del disordine. E, al contempo, restituire le scuole a chi vuole costruirsi un futuro libero e non spargere sale perché non cresca più niente sul terreno dell’istruzione…

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