Barcellona, Raphinha: "Non mi va ancora giù la semifinale di Champions contro l'Inter"

25 Settembre 2026 - 13:45
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Parla l'attaccante brasiliano: "Pallone d'oro a Yamal, io devo tutto a Flick".

Raphinha si racconta fra passato, presente e futuro.


L'attaccante brasiliano del Barcellona campione di Spagna, capocannoniere della Liga con 12 goal segnati nelle prime 7 giornate di campionato, ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Devo tutto a Flick, l'allenatore mi ha cambiato la mentalità. Quando lui è arrivato io ero con la testa fuori dal club. Ero sicuro di andarmene, mi ha chiamato, mi ha detto di aspettare a decidere, che voleva parlarmi di persona. E la conversazione è stata fondamentale. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto vedere cose di me che io non avevo visto".


PALLONE D'ORO A YAMAL

"Lamine Yamal per me è il candidato numero 1 alla vittoria del Pallone d'oro. Crea magia nel campo, ha carisma e personalità. Oltre ovviamente ai goal, agli assist, ai titoli. È un giocatore spettacolare e lo dimostra nel Barça e in nazionale nella Spagna, due squadre nelle quali è uno dei giocatori più importanti. Per me non ci sono dubbi su chi debba vincere il Pallone d'Oro quest’anno. Lamine ha i titoli, la Liga col Barça, il Mondiale con la Spagna, e ha la qualità, straordinaria".

IL BRASILE DI ANCELOTTI

"Cos'è andato male ai Mondiali? A livello personale, l'infortunio. A livello di squadra abbiamo sbagliato quando non si poteva sbagliare, non siamo riusciti a giocare come volevamo. Ora però abbiamo 4 anni per preparare il prossimo".


"Carlo Ancelotti mi ha sorpreso tantissimo. L'avevo incontrato come rivale qui in Spagna e mi aveva lasciato una buona impressione, mi pareva una persona rispettosa. Ma quando ho iniziato a lavorare con lui in nazionale e ci siamo conosciuti sul serio ho scoperto un tipo eccezionale, ripeto, una magnifica sorpresa. Per questo guardo al Mondiale del 2030".

LA SEMIFINALE CON L'INTER

"La semifinale con l'Inter di due anni fa non mi va ancora giù. Eravamo lì a un passo, che dolore. È stata dura, però se guardiamo indietro è indubbio che avessimo una squadra decisamente giovane, oggi mentalmente siamo molto più maturi e preparati per affrontare i momenti difficili che ti offre la Champions League. Pronti a lottare per ogni obiettivo".


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