Bollo auto e multe, rottamazione al via: come funziona e chi può aderire

16 Ottobre 2026 - 15:25
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Bollo auto e multe, rottamazione al via: come funziona e chi può aderire

Anche dopo diversi anni una multa dimenticata nel cassetto o un bollo auto rimasto indietro possono tornare a bussare alla porta. E il peggio deve ancora venire, se accompagnati da interessi e altre spese. A partire da oggi, 16 ottobre, è possibile sistemare i conti con il Fisco presentando le domande per la rottamazione-quinquies delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti territoriali.

La finestra, che coinvolge circa 1.500 amministrazioni aderenti all’iniziativa, resterà aperta fino al 15 dicembre. Tra i debiti interessati rientrano il bollo auto e le sanzioni stradali, oltre a tributi come Imu e Tari. Ma è il caso di non cantare vittoria troppo presto: soltanto alcuni potranno beneficiare della misura.

Quali cartelle si possono rottamare

Tanto per cominciare, bisogna capire chi ha emesso la cartella, perché la rottamazione riguarda soltanto i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti aderenti all’iniziativa. In altre parole, se il Comune o la Regione interessata è rimasta fuori, anche il contribuente dovrà rinunciare all’agevolazione.

È poi necessario fare una distinzione sulle multe stradali. La rottamazione non cancella la contravvenzione originaria: il vantaggio riguarda gli interessi e gli aggi accumulati nel tempo, perciò i conducenti che speravano di veder sparire completamente una sanzione dovranno ridimensionare le aspettative.

Restano esclusi da questa procedura anche i tributi riscossi direttamente dagli enti locali oppure affidati a concessionari privati. In tali situazioni, Comuni e Regioni possono introdurre agevolazioni autonome attraverso apposite delibere, seguendo regole proprie.

Come presentare la domanda online

Il prospetto informativo disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione permette di verificare quali cartelle rientrano nella rottamazione. Nell’area riservata si accede tramite SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, selezionando la sezione dedicata alla rottamazione-quinquies degli enti territoriali.

Entro 12 ore dalla richiesta arriva un’e-mail contenente il collegamento per scaricare il documento, disponibile per cinque giorni. In alternativa, si può utilizzare l’area pubblica, allegando un documento di riconoscimento ed evitando così l’accesso con le credenziali.

Dal 16 ottobre è possibile presentare direttamente la domanda di adesione attraverso l’area riservata, dove compaiono automaticamente i debiti ammessi, tra i quali scegliere quelli da inserire nella richiesta. Utilizzando il servizio pubblico occorre invece indicare i numeri delle cartelle e un indirizzo e-mail al quale ricevere la conferma. In entrambi i casi bisogna specificare la modalità di pagamento prescelta.

Fino a 54 rate, ma occhio alle scadenze

Presentare la domanda non comporta il versamento immediato delle somme, ma sarà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a comunicare l’importo dovuto entro il 28 febbraio 2027.

A quel punto si potrà saldare tutto entro il 31 marzo oppure scegliere la rateizzazione, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo e ognuno dovrà essere di almeno 100 euro: un piano che, nei casi più lunghi, può arrivare a nove anni.

La flessibilità ha però dei limiti: il mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive oppure dell’ultima prevista dal piano fa perdere i benefici della definizione agevolata.

Prima di tirare un sospiro di sollievo, vale la pena controllare le cartelle ammesse e fare bene i conti. La scadenza per chiedere l’adesione è il 15 dicembre 2026.

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