Borgo Conventi apre la stagione delle esperienze

Maggio 06, 2026 - 05:03
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Borgo Conventi apre la stagione delle esperienze

Oltre a essere un luogo di produzione, una cantina è anche uno spazio sociale, culturale, quasi domestico. È su questa idea che Borgo Conventi costruisce la sua primavera, aprendo la tenuta a un calendario di appuntamenti che usa il vino come punto di partenza, non come punto d’arrivo.

Nel cuore del Collio, tra filari che in questa stagione tornano a disegnare il paesaggio con la loro geometria più viva, la cantina propone un programma che mette insieme enoturismo, gastronomia, musica e attività per famiglie. Il primo tassello è quello di Vigneti Aperti, iniziativa del Movimento Turismo del Vino che invita a vivere il vigneto nel suo momento più espressivo. Nei fine settimana i visitatori possono camminare tra le vigne, entrare in barricaia e comprendere da vicino come il tempo modelli un vino, prima di passare alla degustazione guidata.

Il passaggio successivo arriva con Cantine Aperte, uno degli appuntamenti più consolidati dell’enoturismo italiano. Qui Borgo Conventi sceglie una strada precisa: legare il bicchiere al territorio attraverso la cucina. Il laboratorio dedicato agli Žlikrofi non è soltanto un momento didattico. È un esercizio di memoria gastronomica, un modo per ricordare che i sapori locali non si raccontano solo degustandoli, ma anche preparandoli con le mani. Patate, erba cipollina, lardo, la caratteristica chiusura “a cappello”, poi l’abbinamento con i vini della casa.

Il giorno successivo cambia il ritmo. La musica dal vivo di Gabry Sax accompagna le degustazioni, trasformando la cantina in uno spazio di convivialità contemporanea, dove il vino dialoga con il suono e con il tempo lento di una domenica di campagna.

Con giugno il calendario si sposta verso l’aperitivo musicale. Ogni giovedì, visite guidate, prodotti del territorio e calici diventano il pretesto per attraversare jazz, swing, bossa nova, flamenco, soul acustico. Una scelta che intercetta una tendenza ormai chiara nell’enoturismo evoluto: chi visita una cantina oggi non cerca soltanto una bottiglia, cerca un contesto.

Anche le famiglie trovano spazio, grazie ai laboratori creativi sviluppati con OPS!LAB. Attività legate al ritmo delle stagioni, albi illustrati, materiali naturali, momenti pensati per i più piccoli mentre gli adulti possono concedersi una degustazione. Un dettaglio che racconta bene come stia cambiando il concetto stesso di ospitalità in cantina: meno rituale, più inclusivo, più vicino alla vita reale.

Perché oggi il vino, da solo, non basta più. Deve saper costruire relazioni. E, quando ci riesce, un vigneto smette di essere soltanto un paesaggio. Diventa una destinazione. 

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