Canicattini, Sapori e Saperi degli Iblei”: sfida è fare rete tra produttori e territorio
Valorizzare i prodotti tipici, tutelare le tradizioni gastronomiche e costruire una rete capace di promuovere l’intero territorio ibleo. Sono questi i temi emersi durante la “Sapori e Saperi degli Iblei 2026”, iniziativa in programma questo weekend che mette al centro il patrimonio enogastronomico e le opportunità di sviluppo legate alla sua promozione.
Il progetto guarda oltre i confini di Canicattini Bagni e punta a coinvolgere produttori, associazioni e istituzioni in una strategia condivisa. La presenza in città del GAL NatIbla, che riunisce 17 Comuni, e dell’Agenzia di Sviluppo, composta da nove amministrazioni, rappresenta una base per favorire il coordinamento delle iniziative. A queste realtà si affianca il Living Lab, pensato per offrire supporto alle microimprese locali.
Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione comunale ieri rappresentata dal sindaco Paolo Amenta c’è anche la destagionalizzazione del turismo, attraverso una programmazione capace di andare oltre i mesi estivi e di proporre appuntamenti durante tutto l’anno. Degustazioni, masterclass e show cooking diventano così strumenti per far conoscere le produzioni locali e creare occasioni di incontro tra visitatori e aziende.
Tra i protagonisti del percorso figurano il miele canicattinese, l’olio extravergine d’oliva della cultivar Zaituna e l’anfigliulata, il pane tradizionale condito con la nepitella.
Nel contributo della Strada del Vino Val di Noto, come spiegato dal direttore Frankie Terranova, emerge soprattutto il valore della collaborazione tra le realtà produttive. La partnership con “Sapori e Saperi degli Iblei” si inserisce nella prospettiva di costruire una promozione coordinata, capace di mettere in relazione aziende e territori.
Dietro ogni vino e ogni prodotto tipico, infatti, ci sono storie di persone, imprese e tradizioni. Raccontarle significa dare valore non soltanto alle caratteristiche delle produzioni, ma anche al lavoro e alle competenze che le rendono espressione del territorio. La collaborazione tra soggetti diversi può quindi contribuire a offrire ai visitatori una visione più completa delle risorse degli Iblei.
La salvaguardia della biodiversità e delle tradizioni alimentari è al centro dell’intervento di Slow Food Siracusa, attraverso la presidente Sabina Zuccaro. La cultura del cibo, in questa prospettiva, non riguarda soltanto la qualità dei prodotti, ma anche l’educazione alimentare, la tutela del paesaggio e il sostegno alle comunità che custodiscono le produzioni tradizionali. Un approccio riassunto nel principio del cibo “buono, pulito e giusto”.
Un esempio è rappresentato dall’olio della cultivar Zaituna, tutelato da un Presidio Slow Food che comprende i territori di Canicattini Bagni, Solarino, Floridia e Siracusa. Dei quattro produttori attualmente riconosciuti nell’ambito del Presidio, tre operano a Canicattini Bagni, confermando il ruolo del centro ibleo in questo percorso di valorizzazione.
L’attenzione si concentra anche sull’anfigliulata, conosciuta localmente come “infigghiulata”. In collaborazione con l’amministrazione comunale, Slow Food Siracusa sta lavorando alla definizione di un disciplinare di produzione, con l’obiettivo di tutelare la ricetta, le materie prime e le caratteristiche che contraddistinguono questa specialità.
Il coinvolgimento dei produttori e della comunità è considerato essenziale per preservare questo patrimonio e trasmetterlo alle nuove generazioni.
Tradizione e sviluppo turistico
Dai prodotti agricoli alle ricette della tradizione, il filo conduttore degli interventi è la necessità di costruire una strategia condivisa. La promozione enogastronomica può diventare una leva per sostenere le imprese, rafforzare l’identità locale e ampliare l’offerta turistica durante tutto l’anno.
Per Canicattini Bagni, “Sapori e Saperi degli Iblei” si inserisce in una programmazione che guarda anche al bicentenario dell’autonomia comunale del 2027, con iniziative culturali e artistiche destinate ad accompagnare la comunità verso la ricorrenza.
La sfida è trasformare le eccellenze locali in un patrimonio riconoscibile, mettendo in rete chi produce, chi custodisce le tradizioni e chi lavora per promuovere il territorio.
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