CCNL Funzioni Centrali, prosegue il negoziato ARAN sui servizi essenziali
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Anche se il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 è arrivato alla firma definitiva, il confronto tra ARAN e organizzazioni sindacali non si esaurisce con la conclusione del contratto. Resta infatti da definire l’accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero per il comparto delle Funzioni Centrali. Si tratta di un passaggio distinto dalla parte contrattuale già sottoscritta, che riguarda un ambito particolarmente delicato delle relazioni sindacali: garantire il diritto di sciopero senza compromettere le prestazioni necessarie alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
ARAN, la trattativa sull’accordo per i servizi essenziali
L’ARAN ha aperto formalmente la trattativa il 16 aprile 2026, convocando le parti per definire l’accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero nel comparto Funzioni Centrali. Il confronto è poi proseguito il 15 luglio 2026, quando l’Agenzia ha nuovamente convocato le organizzazioni sindacali sullo stesso tema. Il calendario ufficiale ARAN documenta quindi l’avvio e la prosecuzione del negoziato, separato rispetto alla trattativa per il rinnovo del CCNL.
La distinzione è rilevante anche dopo la firma del nuovo contratto collettivo. Il CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026, disciplina infatti all’articolo 7 anche la contrattazione integrativa relativa al protocollo per la determinazione dei contingenti di personale necessari ad assicurare le prestazioni previste dall’accordo sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione. In altre parole, la regolazione dello sciopero richiede un quadro specifico che si innesta sul sistema delle relazioni sindacali previsto dal nuovo contratto.
Cosa prevedono le regole sullo sciopero nei servizi essenziali
Il punto di riferimento resta la legge 12 giugno 1990, n. 146, che disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e istituisce la Commissione di garanzia. La normativa mira a conciliare l’esercizio del diritto di sciopero con la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, individuando le prestazioni indispensabili da assicurare anche durante l’astensione collettiva dal lavoro.
La legge stabilisce inoltre che, nell’ambito dei contratti o degli accordi collettivi relativi ai servizi pubblici essenziali, siano previste procedure di raffreddamento e conciliazione obbligatorie per entrambe le parti, da esperire prima della proclamazione dello sciopero. L’obiettivo è favorire la soluzione della controversia nella fase precedente all’astensione, riducendo il rischio che il conflitto sfoci direttamente nell’interruzione del servizio.
Per il comparto Funzioni Centrali, la definizione dell’accordo assume quindi un valore operativo: oltre a stabilire le regole generali applicabili in caso di conflitto, dovrà consentire alle singole amministrazioni di individuare concretamente le attività e il personale necessari a garantire le prestazioni indispensabili.
Il nuovo CCNL è già stato firmato
Il quadro contrattuale di riferimento è cambiato il 6 agosto 2026, quando ARAN e le organizzazioni sindacali rappresentative hanno sottoscritto in via definitiva il CCNL del comparto Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. La sottoscrizione è arrivata dopo l’ipotesi siglata il 9 giugno e il completamento dell’iter di controllo. Una comunicazione ufficiale del Ministero della Difesa conferma la firma definitiva del contratto in quella data.
Il nuovo contratto riguarda il personale delle amministrazioni comprese nel comparto, tra cui Ministeri, Agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Il testo sottoscritto prevede che le nuove disposizioni contrattuali decorrano dal giorno successivo alla firma, mentre gli istituti economici e normativi seguono i tempi di applicazione stabiliti dal contratto.
La conclusione del rinnovo economico e normativo non determina dunque la chiusura di ogni questione legata alle relazioni sindacali. Il negoziato sull’accordo per i servizi pubblici essenziali resta un tassello autonomo, destinato a definire le modalità con cui amministrazioni e sindacati dovranno gestire eventuali conflitti collettivi.
Raffreddamento e conciliazione prima dello sciopero
Le procedure di raffreddamento e conciliazione rappresentano uno degli strumenti attraverso cui il sistema delle relazioni sindacali cerca di prevenire l’escalation del conflitto. La logica è quella di introdurre una fase preventiva nella quale le parti siano chiamate a confrontarsi sulla controversia prima di arrivare alla proclamazione dello sciopero, secondo quanto previsto dalla legge e dall’accordo che sarà definito per il comparto.
Il tema è particolarmente significativo nelle amministrazioni centrali, dove l’eventuale interruzione di determinate attività può avere ricadute dirette sull’esercizio di diritti tutelati dall’ordinamento. La legge n. 146 del 1990 individua infatti tra i servizi pubblici essenziali quelli funzionali alla tutela di diritti fondamentali quali la vita, la salute, la libertà e sicurezza, la libertà di circolazione, l’assistenza e previdenza sociale, l’istruzione e la libertà di comunicazione.
La futura disciplina dovrà quindi tradurre questi principi generali in regole applicabili al comparto Funzioni Centrali, definendo il perimetro delle prestazioni da garantire e le procedure da seguire quando il confronto tra le parti non riesca a risolvere la controversia.
Il confronto ARAN entra nella fase successiva al rinnovo contrattuale
Con la firma del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 del 6 agosto, il principale capitolo del rinnovo contrattuale è stato chiuso, ma il sistema delle relazioni sindacali resta impegnato sulla disciplina dello sciopero e sulla garanzia dei servizi essenziali. Il calendario ARAN mostra che il negoziato specifico era stato avviato ad aprile e aveva avuto una successiva sessione il 15 luglio.
La prossima fase sarà quindi decisiva per arrivare alla definizione dell’accordo e rendere più puntuale il quadro delle regole applicabili in caso di conflitto. La questione non riguarda soltanto i rapporti tra amministrazioni e organizzazioni sindacali, ma anche la continuità delle prestazioni pubbliche che devono essere assicurate ai cittadini durante eventuali azioni di sciopero.
In questo scenario, il nuovo CCNL rappresenta la cornice contrattuale appena rinnovata, mentre l’accordo sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione costituisce il successivo passaggio necessario per completare la disciplina delle relazioni sindacali nel comparto Funzioni Centrali.
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