Centrodestra presenta e poi ritira mozione per “rivedere l’obbiettivo Nato sulle spese militari al 5%”. La Ue apre alla deroga per l’energia

Maggio 19, 2026 - 19:39
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Centrodestra presenta e poi ritira mozione per “rivedere l’obbiettivo Nato sulle spese militari al 5%”. La Ue apre alla deroga per l’energia
Nella riformulazione della mozione di maggioranza sull’energia presentata al Senato, sparisce l’ultimo impegno riguardante le spese della difesa. In sostanza è stato eliminato tutto il passaggio in cui si chiedeva al Governo di promuovere “una revisione degli obiettivi più ambizioni (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali”.  L’ultima versione della mozione firmata dai capigruppo di maggioranza – secondo quanto si legge nel nuovo testo – si ferma infatti all’impegno numero 7 e salta, dunque, l’ultimo, relativo alla revisione della spesa per la difesa.
Vista la situazione bollette, il clamoroso passo indietro sulle spese militari era stato deciso in una mozione di maggioranza sull’energia temendo probabilmente che si sarebbero persi consensi se si sarebbe proseguito sulla strada degli aumenti delle spese militari. Ora però si è deciso di eliminare il passaggio sperando che si arrivi in sede Ue all’approvazione di una clausola di salvaguardia già prevista per la difesa anche all’energia.
Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo ha spiegato che si trattava di “una mozione di tutti (gli alleati, ndr). Poi ci siamo accorti che non era il caso di discutere di questo tema, che è un tema delicato, dove ci sono sensibilità differenti, c’è Crosetto che è per la Difesa, Giorgetti che dice ‘prudenza nei conti’, Meloni che sta giocando una partita importante in Europa. Quindi invece di discuterne in Aula, abbiamo pensato fosse meglio discuterne in altre sedi e quando si troverà un equilibrio, a quel punto, andremo in Aula”. Romeo ha concluso: “Noi avevamo limato alcuni punti, c’erano già queste cose, la mozione era partita da Forza Italia”. La mozione era sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza con la prima firma di Stefania Craxi.

Conte: “La maggioranza si è rimangiata la mozione”

Dopo la decisione di riformulare la mozione è arrivato il commento del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: “In queste ore al Senato i gruppi di maggioranza hanno sottoscritto di rivedere l’impegno per le spese Nato al 5%. Un attimo dopo è arrivato il richiamo da Palazzo Chigi, hanno dovuto rimangiarsi questa mozione. Ma è la conferma che si trattava di spese folli, noi l’abbiamo detto dall’inizio, e sono insostenibili”. “Adesso – ha aggiunto Conte – la maggioranza di governo va in cortocircuito, come pure va in cortocircuito il governo dopo aver sottoscritto il patto di stabilità, e adesso ne sta chiedendo la revisione. Ma tutti questi impegni pesano sull’economia e sugli italiani che ci rimettono, famiglie e imprese. E soprattutto l’Italia così, grazie a questo governo goffo, a questo governo che si rimangia qualsiasi cosa, che sta perdendo credibilità anche a livello internazionale. Un disastro, devono andare a casa”, ha concluso.
Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovkis
Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovkis (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Dombrovkis: “Stiamo esaminando la richiesta di deroga dell’Italia”

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovkis, al termine del G7 Finanze a Parigi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla richiesta avanzata dall’Italia per allargare la clausola di salvaguardia già prevista per la difesa anche all’energia, ha mostrato segnali di apertura: “In Commissione Ue, continuiamo a seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà. Ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia. In generale il nostro orientamento politico è quello di adottare misure temporanee e mirate per sostenere l’economia, che non aumentino la domanda di combustibili fossili”.
Il  vicepresidente della Commissione ha proseguito: “Il problema che stiamo affrontando è uno shock sul versante dell’offerta. Se molti paesi sostengono il versante della domanda, finiamo per mantenere alti i prezzi dell’energia e spendere molto denaro con risultati limitati. Per questo motivo dobbiamo riflettere attentamente su come debba essere organizzata la risposta politica. Il nostro consiglio in merito a misure temporanee e mirate è pienamente in linea anche con quello del Fmi”.

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