Che fine ha fatto Milos Krasic, da nuovo Nedved a meteora Juve: quella reazione con Conte diventata un meme

16 Ottobre 2026 - 15:10
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Che fine ha fatto Milos Krasic, da nuovo Nedved a meteora Juve: quella reazione con Conte diventata un meme

Qualcuno l’aveva ribattezzato “furia serba“. Quel capello biondo al vento e quella velocità nel puntare l’uomo aveva illuso più di qualcuno che Milos Krasic potesse essere in un certo modo l’erede di Pavel Nedved alla Juventus. Al di là del ruolo leggermente diverso, era il carattere ad essere lontano anni luce del ceco. Eppure la sua esperienza in bianconero iniziò bene, benissimo, un girone di andata alla grande con Delneri tra gol pesanti e dribbling, poi un lento ma inesorabile declino, al pari della squadra, coinciso con un episodio di pubblico ludibrio dopo una simulazione col Bologna. L’oblio con Conte in panchina la stagione successiva prima dell’addio, con un tricolore sul petto per andare in giro per l’Europa prima del ritiro.

Krasic, gli inizi sotto i bombardamenti

Milos nasce il 1° novembre 1981 a Kosovska Mitrovica. Un’infanzia difficile, quella di Krasic che quattordicenne, finisce a Novi Sad, in una specie di collegio per calciatori della Vojvodina. Qui conosce la ragazza con cui si fidanzerà e Milan Jovanovic, che gli farà da fratello maggiore e che ha raccontato in un’intervista che un giorno di bombardamenti, mentre gli altri erano scappati nei rifugi, lui era rimasto nella stanza, a guardare gli aggiornamenti in tempo reale alla tv. Poi si è accorto di non essere solo: alle sue spalle c’era un biondino, il più piccolo del gruppo: Krasic. Jovanovic gli dà un solo consiglio: non ascoltare l’allenatore. Milo lo metterà in pratica spesso.

L’esplosione di Milos al CSKA Mosca

Nel gennaio del 2004 Krasic si trasferisce in Russia, al CSKA Mosca, dove si consacra e vince due campionati russi (2005 e 2006), altrettante Coppe di Russia (2005 e 2006), tre Supercoppe di Russia (2004, 2006, 2007) e il primo trofeo internazionale nella storia del club: la Coppa UEFA 2004-2005. Esordisce in Champions, segna anche 5 gol, si prende a furia di sgroppate sulla fascia la Nazionale serba con cui gioca gli Europei del 2008 e i Mondiali del 2010 dove pur venendo eliminato dopo la fase a gironi continua a mettersi in mostra coi suoi dribbling e le azioni in velocità sulla fascia che gli valgono il titolo di miglior giocatore serbo dell’anno. Insomma, Milos è pronto al grande salto e la Juve è il suo punto d’arrivo.

Krasic alla Juve, dalle stelle alle stalle e quella simulazione col Bologna

Krasic viene preso dalla Juventus nell’estate del 2010, per 15 milioni dal Cska Mosca. Sembrava l’esterno perfetto per il 4-4-2 offensivo di Delneri. La sua avventura a Torino iniziò come meglio non poteva. La folta chioma bionda, la velocità sulla fascia, il tiro al fulmicotone gli valsero presto l’etichetta di nuovo Nedved. In particolare un gol alla Lazio al 94’ che consentì alla Juve di vincere quella sfida per 2-1 e una tripletta col Cagliari lo fecero entrare di diritto nel cuore dei tifosi.

Ma nel momento decisivo della stagione, di pari passo con la Juve di quell’anno in corsa per lo scudetto fino a Natale e poi crollata al 7° posto fuori dall’Europa, Krasic si scioglie come neve al sole. La sua crisi comincia quando conquista le copertine per un episodio spiacevole. Autore di una simulazione clamorosa contro il Bologna, l’arbitro gli concede il rigore. Il Var non c’era ancora ma la prova tv sì e condanna il serbo, che verrà squalificato per 2 giornate e che, da quel momento in poi, non tornerà mai più ai livelli del girone d’andata

Un gol e uno scudetto da spettatore: Conte lo emargina, Krasic è solo un meme

La stagione successiva alla Juventus arriva in panchina il sergente di ferro Antonio Conte e la musica cambia, in meglio. Krasic in bilico fino alla fine del mercato, resta con la speranza di convincere il tecnico salentino a rilanciarlo nel suo proverbiale 4-2-4. Ed invece gioca poco. Alla quinta giornata (la quarta effettiva), Conte lo mette in campo dal 1′ titolare in una Juve ultra offensiva con due ali pure in campo, il serbo ed Elia, laterale olandese unico oggetto misterioso del mercato bianconero firmato Marotta.

Sarà una delle peggiori partite della Juventus contiana eppure Krasic segna il gol del pari ad inizio ripresa. Ma il suo rendimento non convince. Conte di lì a poco cambia modulo, passa al 3-5-2 e col susseguirsi delle settimane Milos passa dalla panchina alla tribuna senza soluzione di sosta. Giocherà solo 7 partite in campionato (2 in Coppa Italia), consolazione: alla fine si potrà fregiare dello scudetto. Di quella stagione però resta negli annali, soprattutto del web, l’espressione iconica, ripresa dalle telecamere tv, che uno stranito Krasic fece dopo le indicazioni ricevuto dallo stesso Conte prima di entrare in campo, a metà tra il meme e la gif vivente.

Cosa fa Milos Krasic dopo il ritiro dal calcio

La Juventus lo cede in Turchia al Fenerbahce dove gioca poco e incide ancora meno, la stagione successiva va in Francia, al Bastia, stessa sorte, resta fermo ai box di nuovo in Turchia per poi chiudere con gli ultimi sussulti in Polonia al Lechia Danzica dove gioca con regolarità e segna 7 gol in 86 partite. Al termine della stagione 2017/18 non trova squadra e il 1º dicembre 2018, rimasto svincolato, si ritira dal calcio giocato.

Krasic in azione con la maglia del Bastia, contro il PSG, nella stagione 2013/14

Una volta appesi gli scarpini al chiodo di Milos Krasic si sa davvero poco. Si è ritirato a vita privata, si occupa della famiglia e non ha ricoperto nessuna carica calcistica, come dirigente o allenatore; è lontanissimo anche dai social, un profilo Facebook con la spunta blu ma senza contenuti, completamente assente da Instagram. Lo si vede comunque di rado partecipare ad eventi di calcio amarcord, specie nel suo paese e sugli spalti di qualche partita sempre in Serbia, soprattutto laddove la sua carriera è cominciata, il FK Vojvodina o anche amichevoli celebrative del CSKA Mosca.

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