Colombia: Ecopetrol deve risarcire le vittime del conflitto armato

15 Ottobre 2026 - 15:20
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Colombia: Ecopetrol deve risarcire le vittime del conflitto armato

Nonostante la campagna di calunnie e la aperta ostilità del governo verso la  Jurisdicción Especial para la Paz de Colombia (Jep), questo organismo indipendente ha, con una decisione storica, riconosciuto la responsabilità di Ecopetrol nella guerra civile colombiana.

Una sentenza sulla responsabilità aziendale accolta con favore dagli esperti del  Working Group on Business and Human Rights dell’Onu Robert McCorquodale (Presidente relatore), Fernanda Hopenhaym (Vicepresidente), Lyra Jakulevičienė, Pichamon Yeophantong e Damilola Olawuyi e dal relatore speciale Onu su transitional justice Bernard Duhaime, perché «Riconosce la responsabilità di diversi agenti statali e di un funzionario della società statale Ecopetrol per la loro partecipazione a eventi legati a gravi violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi durante il conflitto armato a Barrancabermeja», dove Ecopetrol ha una grande raffineria.

Gli esperti della Nazioni Unite sottolineano che «La decisione della JEP rappresenta un significativo passo avanti per la verità, la giustizia e la responsabilità in merito all'impatto delle attività economiche nei contesti di conflitto. Inoltre, apre un'opportunità senza precedenti per porre le vittime al centro degli sforzi di riparazione e ricostruzione».

Gli esperti hanno sottolineato la collaborazione fornita da Ecopetrol durante il processo precedente al JEP e hanno incoraggiato l'impresa ad «Approfondire tale impegno attraverso un dialogo continuo e azioni concrete di riparazione e ripristino a favore delle persone e delle comunità colpite. Le Companies hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani e di partecipare alla riparazione degli impatti negativi che hanno causato o a cui hanno contribuito, in conformità con i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Esortiamo Ecopetrol a continuare a partecipare in buona fede a un dialogo costruttivo con le vittime e le loro organizzazioni rappresentative, adottando un approccio riparativo che consenta di identificare i danni subiti, le aspettative di risarcimento e le misure necessarie per contribuire al ripristino dei diritti violati. Le vittime non dovrebbero essere semplici osservatrici dei processi di riparazione; devono essere partecipanti attive nella loro progettazione e attuazione. Una riparazione efficace richiede una partecipazione significativa, il riconoscimento del danno subito e un impegno costante per il ripristino dei diritti e la ricostruzione della fiducia».

Ma c’è un problema. Soprattutto con il governo di estrema destra che ha vinto le ultime elezioni e che considera il processo di pacificazione e la Jep poco più di una farsa: lo Stato è l’azionista di maggioranza di Ecopetrol e gli esperti hanno ricordato che «Quando si tratta di imprese statali, le responsabilità aziendali in materia di rispetto dei diritti umani convergono con il dovere dello Stato di proteggere tali diritti. Le autorità colombiane devono garantire che la compagnia partecipi pienamente agli sforzi volti a promuovere la verità, la giustizia, le riparazioni e le garanzie di non ripetizione, e che questo processo contribuisca a rafforzare la fiducia del pubblico nelle istituzioni pubbliche».

Gli esperti hanno ribadito l'appello lanciato il 28 settembre dall'Alto Commissariato Onu per i diritti umani Volker Türk affinché il Sistema Integral de Paz, che comprende la JEP e Unidad de Búsqueda de Personas dadas por Desaparecidas, riceva finanziamenti sufficienti per adempiere pienamente al suo mandato fondamentale. Un’iniziativa che vede coinvolti ex combattenti delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC-EP) e alcuni dei massimi ex responsabili dell’Esercito che hanno riconosciuto la loro responsabilità nelle gravi violazioni e abusi dei diritti umani, nonché per gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse durante il conflitto armato.

Türk ha sottolineato che «Questo non può essere uno sforzo isolato. I meccanismi di giustizia transitoria, sia giudiziari che extragiudiziali, istituiti nell'ambito dell'Accordo di pace, sono essenziali per garantire i diritti delle vittime e rispondere alle loro richieste. E’ fondamentale che il sistema, in cui si è investito così tanto, continui ad essere attuato».

Gli esperti Onu concludono: «Siamo disposti e pronti a sostenere il governo colombiano e Ecopetrol in questo processo al fine di rafforzare la responsabilità aziendale nei contesti di conflitto e giustizia di transizione e per costruire una pace sostenibile».

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