Come cambiano le previsioni meteo per l’autunno col super El Niño

17 Settembre 2026 - 12:05
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Come cambiano le previsioni meteo per l’autunno col super El Niño

Un El Niño eccezionalmente intenso – come il super El Niño in corso, il più potente mai previsto sinora – non produce ovunque gli stessi effetti. La sua forza aumenta la probabilità di grandi cambiamenti nelle temperature, nelle precipitazioni e nella circolazione atmosferica, ma non consente da sola di stabilire quanto saranno gravi le conseguenze in un singolo Paese o territorio.

È il messaggio che accompagna l’ultimo aggiornamento climatico stagionale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) per il periodo compreso tra settembre e novembre 2026. Le previsioni indicano temperature superiori alla norma su quasi tutte le terre emerse, mentre le piogge mostrano la risposta atmosferica tipica di un forte El Niño nel Pacifico: condizioni più umide in alcune regioni e un maggiore rischio di siccità in altre.

El Niño e La Niña sono tra i fenomeni naturali più potenti capaci di influenzare il sistema climatico globale. Il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico tropicale può modificare i venti e spostare le precipitazioni a migliaia di chilometri di distanza, ma gli impatti cambiano con la posizione geografica e la stagione.

A complicare ulteriormente le previsioni intervengono gli altri grandi motori della variabilità climatica. Per l’autunno è atteso lo sviluppo di una fase positiva del Dipolo dell’Oceano Indiano (Iod), con un valore medio stagionale previsto di 0,9 °C. Anche il bacino equatoriale dell’Atlantico dovrebbe restare generalmente caldo, con temperature superficiali del mare superiori alla norma sia nell’Atlantico tropicale settentrionale sia in quello meridionale.

Queste condizioni possono rafforzare, indebolire oppure modificare i consueti effetti di El Niño nelle diverse regioni. Un evento molto intenso nel Pacifico non si traduce quindi automaticamente in conseguenze altrettanto eccezionali ovunque: il risultato locale dipende dall’interazione tra più bacini oceanici e configurazioni atmosferiche.

Le previsioni stagionali servono proprio a tradurre questo quadro globale in indicazioni regionali progressivamente più affidabili. Governi, agenzie umanitarie, imprese e comunità possono così prepararsi con maggiore anticipo a possibili siccità, piogge intense o temperature anomale. La Wmo e i propri partner continueranno a monitorare l’evoluzione di El Niño e ad aggiornare regolarmente le stime sui suoi impatti territoriali.

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