Come fa il Como a sostenere l'operazione Nico Paz: l'accordo con il Real Madrid, il Fair Play Finanziario Uefa, le possibili cessioni

26 Giugno 2026 - 18:44
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Il fantasista argentino resta a Como con un investimento senza precedenti per la società lariana: come è sostenibile l'operazione nonostante i paletti del Fair Play Finanziario? Analizziamo la situazione.

Alla fine è successo: il Como è riuscito a tenersi Nico Paz.


Convinto il Real Madrid e respinti i possibili inserimenti di altre squadre, a partire dall'Inter, in un'operazione senza precedenti per il club lariano che ha sfruttato la prelazione e trovato un nuovo accordo con le merengues.


Il Como si è ripreso Paz per 60 milioni di euro, una cifra che è anche una dichiarazione d'intenti perché evidenzia come la società della famiglia Hartono sia pronta a imporsi stabilmente nell'élite del calcio italiano ed europeo, confermando in rosa il suo giocatore più rappresentativo per presentarsi in Champions League.


Ma proprio la partecipazione alla massima competizione europea solleva un interrogativo: come può il Como sostenere l'operazione Nico Paz nonostante i paletti del Fair Play Finanziario UEFA? Analizziamo l'intera vicenda.

L'ACCORDO COMO-REAL MADRID

Innanzitutto partiamo dal nuovo accordo raggiunto tra il Como e il Real Madrid per Nico Paz.


Le merengues hanno esercitato l'opzione di riacquisto per 9 milioni di euro e in seguito hanno offerto ai lariani una prelazione, ovvero la possibilità di comprare nuovamente il cartellino del trequartista argentino per 60 milioni di euro, che sarebbero stati almeno 70 per le altre pretendenti.


Il Como ha colto l'occasione e acconsentito ai 60 milioni, pagabili in quattro anni, con il Real Madrid che tuttavia ha inserito una nuova recompra da 80 milioni di euro per il 2027.

GLI INVESTIMENTI DELLA FAMIGLIA HARTONO

Dal punto di vista puramente economico, non sorprende che il Como sia riuscito a effettuare un investimento simile.


Il club è riuscito a passare in pochi anni dalla Serie D alla Serie A e ora anche alla Champions League grazie agli ingenti investimenti che la famiglia Hartono (i fratelli Robert e Michael Hartono hanno un patrimonio stimato di oltre 50 miliardi di euro, il che li pone tra gli uomini più ricchi del mondo) ha fatto per la società del Lago: poco meno di 400 milioni di euro, basti considerare che solo nella stagione 2024/25 i soci della holding Sent Entertainment Ltd che controlla il club e le attività collaterali aveva messo sul piatto 134 milioni di euro.


Il Como non ha alcun debito nei confronti delle banche, tutto viene coperto con versamenti continui dei soci e questo è un punto che distingue i lariani da molti altri club. La società, guidata dal presidente Mirwan Suwarso, investe tanto tra calciatori, staff e anche infrastrutture rimandando i ricavi collaterali alla squadra. Non dipendendo da investitori esterni o banche, è possibile dunque ottenere anche grosse perdite anno dopo anno.

IL COMO E IL FAIR PLAY FINANZIARIO

Dall'aspetto puramente economico si passa a quello regolamentare e al Fair Play Finanziario, i cui paletti comunque non rappresentano un problema nell'immediato.


Con la qualificazione in Champions League, scattano i controlli automatici della UEFA, che da regolamento prevede perdite massime di 60 milioni di euro su un triennio. In più, il costo della rosa comprensivo di stipendi, ammortamenti e commissioni agli agenti deve essere inferiore o uguale al 70% dei ricavi totali.


Il Como ad oggi è fuori da queste soglie, ha accumulato perdite stimate di circa 170 milioni negli ultimi anni e ha violato il break-even negli ultimi tre esercizi, con costi rosa alti rispetto ai ricavi.


Considerate queste premesse e vedendo alcuni precedenti, tra cui recente quello dell'Aston Villa, durante l'anno dovrebbero svolgersi i controlli della UEFA e il Como potrebbe firmare un settlement agreement con l'organismo europeo che partirà dal 2027 (se il club si riqualificherà a a una competizione europea), con un piano di rientro nei paletti che può arrivare fino a quattro anni (esempio la Roma). E nel frattempo, certamente per il prossimo anno, nelle casse del Como potranno entrare diritti tv e premi della Champions che potranno dare una spinta al bilancio.


Di conseguenza, il Como ad oggi non avrebbe violato le regole UEFA ma dal 2027 dovrà allinearsi ai vari parametri.

POSSIBILI CESSIONI

A dare un'ulteriore spinta al bilancio nel breve termine poi comunque potrebbe essere il player trading, ovvero il perfezionamento di qualche cessione illustre nonostante il Como ad oggi non sia incline a privarsi dei propri gioielli.


La situazione relativa a Nico Paz si è inevitabilmente presa la scena, ma qualche interessamento d'altronde è già arrivato anche per altri talenti: Martin Baturina ha diversi estimatori in Premier League ad esempio, mentre Lucas Da Cunha è stato accostato all'Atletico Madrid nonostante il recente accordo per il rinnovo del contratto fino al 2031.


Menzione particolare la merita Jacobo Ramon, altro giocatore arrivato per 2,5 milioni di euro dal Real Madrid in un'operazione analoga a quella per Nico Paz, con percentuale sulla futura rivendita (50%) e recompra in favore degli spagnoli: il difensore centrale è finito nel mirino del Chelsea e bisognerà capire se questo si tradurrà in una trattativa concreta e come eventualmente i lariani e i blancos gestiranno la vicenda, che potrebbe portare nuovi introiti nell'immediato.

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