Dietro l’ex Ilva c’è di più. A Taranto una cordata d’aziende cerca di salvare l’indotto

La crisi dell’ex Ilva di Taranto ha raggiunto il suo punto di non ritorno. Ieri la Corte d'Appello di Milano ha (ri)confermato il provvedimento con cui a luglio è stato disposto lo spegnimento degli altiforni da mettere in atto entro fine ottobre, a meno che l’udienza in programma in Cassazione il 20 ottobre ribalti la situazione.
Dopo i recenti pronunciamenti giudiziari sul fermo dell'area a caldo e il clima di profonda incertezza che avvolge lo stabilimento, l’indotto ionico ha deciso di non restare a guardare. Confapi Taranto ha risposto ai timori di un crollo sociale con una contromossa industriale concreta: una cordata di oltre 10 aziende associate che hanno già sottoscritto un impegno finanziario fino a 6 milioni di euro. L’obiettivo è farsi trovare pronti per costituire una società consortile capace di intercettare lo sviluppo alternativo del territorio, dalle bonifiche alla cantieristica navale. In questa intervista, il presidente Fabio Greco spiega come il tessuto imprenditoriale locale stia provando a prendere in mano il proprio destino.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)