“Dopo Amt, Amiu?”, Usb lancia l’allarme: “In arrivo buco di bilancio”. E affila le armi contro lo spettro della privatizzazione

Genova. Un volantinaggio davanti al municipio per accendere un faro sulla situazione di Amiu, ad oggi in secondo piano rispetto alla tempesta che sta travolgendo l’altra municipalizzata – leggi Amt – ma le cui criticità potrebbero esplodere nei prossimi mesi. Con esiti potenzialmente catastrofici. Questo l’intendo del sindacato Usb che questo pomeriggio ha organizzato un volantinaggio davanti a Tursi per lanciare l’allarme sulla tenuta della azienda che si occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti e per lanciare un dibattito aperto e pubblico sul tema.
Ad essere distribuito, a cittadini e consiglieri comunali, però, non un semplice volantino, ma un fumetto realizzato per chiarire il più possibile quello che è successo e quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi, già in circolazione delle sedi aziendali. Il messaggio politico lanciato è molto chiaro: “Dopo Amt, Amiu?” è lo slogan mentre il titolo del fumetto recita “Futuro di Amiu: servizi per tutti, o profitti per qualcuno?“. Il parallelismo con le recenti traversie dell’azienda di trasporto locale esprime il timore che si stia delineando lo stesso percorso di crisi strutturale, anticamera di eventuali spinte alla privatizzazione. Secondo Usb Amiu, gli organici dell’azienda sono ridotti “all’osso”, a fronte di un blocco totale delle assunzioni e del ricorso agli straordinari, mentre i servizi essenziali riescono a reggersi soltanto grazie allo sforzo e ai sacrifici quotidiani dei lavoratori.
“Infrastrutture obsolete e scelte fallimentari”
Il sindacato di base mette sotto accusa una serie di decisioni gestionali e politiche ritenute fallimentari. Tra queste, spicca il riferimento al “flop dei cassonetti intelligenti“, che avrebbero causato ingenti sprechi a fronte di scarsi risultati pratici. Il parco impianti viene descritto come obsoleto e inefficiente, aggravato da una storica carenza di aree e spazi adeguati, attesa da anni. La mancata chiusura del ciclo dei rifiuti, inoltre, viene indicata come il principale vulnus che “rischia di aprire la strada all’ennesimo tentativo di privatizzazione del servizio”.
A subire le conseguenze dirette di questa paralisi organizzativa sarebbero sia i dipendenti sia l’utenza. L’Usb evidenzia un progressivo peggioramento delle condizioni lavorative in tutti i settori — dallo spazzamento alle officine, fino ai conducenti dei mezzi — con gli operatori sul territorio che si ritrovano a fare da ingiusto “parafulmine” di fronte alle legittime rimostranze dei cittadini, esasperati dai disservizi ambientali.
Nel fumetto, la drammaticità della situazione è in qualche modo sottolineata dal ritmo narrativo, attraverso il quale Usb lancia il suo messagio su un ipotetico e paventato “prossimo buco di bilancio di milioni”, mentre l’azienda già da mesi “ritarda i pagamenti ai fornitori”. I passaggi del fumetto tratteggiano una gestione che, secondo Usb, è costellata di sprechi: contratti segretati per il conferimento di rifiuti extra-regione a Scarpino, milioni di euro spesi in affitti e ristrutturazioni di immobili di dubbia utilità, l’acquisto di capannoni in aree allagabili e ben 800 mila euro destinati a grandi contenitori per l’umido ritenuti inefficienti. Sul fronte del lavoro, le vignette descrivono l’aumento dei carichi, lo stop al turn-over “nonostante gli oltre cento pensionamenti nel biennio 2025-2026” e l’esternalizzazione dei servizi a ditte esterne che pagano i lavoratori la cifra irrisoria di 8 euro l’ora.
Il volantino si conclude con una famosa citazione di Noam Chomsky sulle privatizzazioni, che di fatto è lo spettro che secondo Usb aleggia sul Amiu: “Togli i fondi; Ti assicuri che le cose non funzionino; La gente si arrabbia; Consegni il servizio ai privati“.
La richiesta di un dibattito pubblico
Il “silenzio delle istituzioni” non è più considerato quindi accettabile da parte della sigla sindacale. Per questa ragione, l’Usb ha formalizzato una richiesta esplicita al Consiglio comunale, annunciando che un analogo passo verrà compiuto a breve nei confronti del consiglio regionale: “è necessario rompere il muro di riservatezza e aprire immediatamente una discussione pubblica e trasparente sul futuro di Amiu”, commentano da Usb.
La mobilitazione di oggi rappresenta solo il primo passo di una stagione di proteste. Nel ribadire la piena solidarietà ai colleghi della Amt, i lavoratori della Usb Amiu hanno concluso la propria giornata di azione con una dichiarazione d’intenti che non lascia spazio a mediazioni al ribasso: da un lato viene riaffermato il valore di un servizio pubblico “che deve rimanere di tutti e per tutti”, dall’altro la difesa della dignità di chi lavora “contro la precarietà e lo sfruttamento”. “Noi abbiamo già scelto — conclude il sindacato — e siamo pronti a lottare”.
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