Enea stima risparmi fino a 1,2 miliardi di metri cubi di gas per il prossimo inverno

10 Settembre 2026 - 19:15
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Enea stima risparmi fino a 1,2 miliardi di metri cubi di gas per il prossimo inverno

Nel settore residenziale e dei servizi si prevede una riduzione delle forniture di gas pari a circa 1,2 miliardi di Smc (Standard metro cubo) per il prossimo inverno, un quantitativo idoneo a garantire il riscaldamento di un milione di abitazioni. Questo dato emerge dalle stime Enea presentate nel report periodico sui consumi di energia, che ha esaminato l’impatto delle attuali strategie di efficienza e le ripercussioni legate a un eventuale ripristino dei tetti ai consumi stabiliti dal Piano nazionale lanciato nel 2022 durante la crisi del gas causata dal conflitto in Ucraina.

«Le tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz hanno acceso una nuova emergenza energetica, evidenziando ancora una volta i rischi legati alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili», spiega Nicolandrea Calabrese, responsabile del laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. «In questo contesto - continua - è necessario tornare a riflettere su ulteriori strategie di risparmio energetico, a partire da quanto già previsto dal Piano di contenimento del 2022, che nel 2023 ha consentito, nel settore residenziale, una riduzione di circa 7 miliardi di Smc di gas rispetto ai consumi del 2021, grazie anche alle temperature miti e agli interventi di efficientamento energetico. Risparmi che però, tra il 2024 e il 2025, si sono ridotti, plausibilmente perché i benefici derivanti dall’aumento dell’efficienza energetica sono stati compensati dalla revoca di una parte delle misure di contenimento e dalla riduzione dei prezzi del gas».

La ricerca Enea analizza i risultati prodotti dal 2022 sia dalle norme di austerità sia dai programmi di efficienza varati di recente. La valutazione non si limita ai volumi finora risparmiati, ma ipotizza le minori forniture ottenibili prorogando il quadro normativo attuale e riattivando le limitazioni del Piano, combinando abitudini virtuose e opere strutturali a lungo termine.

Nel dettaglio delle abitazioni private, il rispetto delle indicazioni originarie del 2022 consentirebbe un calo di 0,9 miliardi di Smc: 0,8 miliardi ripristinando le soglie d'uso del 2022 e 0,1 miliardi grazie ai cantieri di riqualificazione edilizia promossi da Ecobonus e Bonus Casa.

Per il comparto dei servizi e delle imprese si ipotizza invece una contrazione dei consumi di 0,3 miliardi di Smc: 0,25 miliardi ascrivibili al contenimento diretto dei consumi e 0,06 miliardi alle tecnologie efficienti, come la transizione dalle caldaie a gas alle pompe di calore.

Gli esperti sottolineano che una ulteriore spinta all’ottimizzazione dei consumi potrà venire dall’ETS2, il sistema di scambio delle emissioni che dal 2027 integrerà anche l’edilizia abitativa, commerciale e pubblica. «L’ETS2, comporterà un incremento dei costi per chi continuerà a utilizzare combustibili fossili (fino a 230 euro annui a famiglia). Mentre chi trasformerà le proprie abitazioni in edifici a zero emissioni, azzerando l’uso di combustibili fossili, non risentirà dell’impatto economico del nuovo sistema», spiega Francesca Caffari, ricercatrice del laboratorio Enea Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.

Va sottolineato che se da un lato la gestione delle temperature interne garantisce risultati immediati e consistenti, lo studio ribadisce il ruolo cruciale delle opere strutturali. «Sostituire impianti obsoleti e isolare gli edifici garantisce infatti una riduzione stabile, progressiva e indipendente dalle abitudini quotidiane degli utenti, proteggendo il Paese dalle oscillazioni del mercato energetico», conclude Calabrese.

Il bilancio stilato da Enea suddivide i volumi salvati tra il 2021 e il 2025 tra interventi tecnici, anomalie climatiche positive e condotte dei cittadini. La quota legata all'efficienza tecnologica è stata calcolata sulle domande inviate ad Enea nel quadriennio 2022-2025 per beneficiare delle detrazioni fiscali. Nel complesso, tali opere hanno generato un risparmio cumulato di quasi 2,1 miliardi di Smc di metano, suddivisi in 1,2 miliardi legati al Superbonus, 0,6 miliardi all'Ecobonus e 0,3 miliardi al Bonus Casa.

Gli esperti sottolineano che nel settore terziario quantificare i reali benefici dei vincoli introdotti nel 2022 risulta complesso, in quanto mascherati dal riavvio delle attività economiche nel post-pandemia. Si conferma comunque un calo strutturale della domanda di combustibile rispetto al periodo antecedente al COVID-19, guidato dalle riqualificazioni degli impianti e in primis dall’adozione di sistemi di riscaldamento a pompa di calore elettrica.

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