Da Salvini altro rinvio a stop diesel Euro 5: «Per dare ossigeno alle persone». I medici Sima: «Dai trasporti il 31% delle emissioni»

Chissà se ci ha pensato a quello che stava dicendo. Se si è reso conto dell’espressione paradossale, «per dare ossigeno», mentre annunciava l’ennesimo rinvio allo stop per le auto inquinanti. Ha detto Matteo Salvini, ripreso dalle principali agenzia di stampa italiane: «Nel prossimo Consiglio dei ministri personalmente porto un decreto all’interno del quale c’è anche il rinvio di questo stop insensato», ovvero quello riguardante il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia. Il vicepremier e ministro dei Trasporti ha parlato a Mattino 5, specificando che la norma «è inserita nel decreto che abbiamo scritto per dare ossigeno a centinaia di migliaia di persone per tutto il 2027». Appunto, si lasciano circolare le auto per dare ossigeno. Lui intendeva dal punto di vista economico, chiaro, ma non gli è venuto in mente quanto fosse paradossale quell’espressione, in quel contesto? Per di più, ha condito l’annuncio con queste altre due frasi. La prima: «L’ideologia pseudo-green di Bruxelles sta facendo danni». La seconda: «Vorrei che a Bruxelles ci fosse gente più equilibrata».
Lasciando stare chi sta facendo danni, chi sarebbe la gente equilibrata e quella che tanto equilibrata non sembra, e pure se il contrasto all’inquinamento urbano e alla crisi climatica siano questioni ideologiche restano un po’ di dati da ricordare al ministro e vice di Meloni. Ad esempio, quelli messi in fila proprio oggi dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima): in Italia il settore dei trasporti è responsabile di circa il 31% delle emissioni nazionali di gas serra e oltre il 90% delle emissioni del comparto è riconducibile al trasporto stradale, secondo i più recenti dati Ispra riferiti al 2024. Un settore che, a differenza di molti altri comparti economici, non ha registrato una riduzione nel lungo periodo: le emissioni dei trasporti risultano infatti superiori di oltre il 10% rispetto ai livelli del 1990.
Commentando l’annuncio di Salvini circa il decreto che dovrebbe prevedere un ulteriore rinvio dello stop alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia, dice il presidente di Sima, Alessandro Miani: «Il traffico stradale rappresenta una fonte rilevante di emissioni climalteranti e di inquinanti atmosferici. I veicoli con motore a combustione interna alimentati da combustibili fossili contribuiscono alle emissioni di particolato, ossidi di azoto, anidride carbonica e altri inquinanti che incidono sulla qualità dell’aria e, conseguentemente, sulla salute della popolazione. Negli ultimi decenni l’introduzione di standard emissivi più severi, nuove tecnologie e combustibili più puliti ha consentito di ridurre significativamente le emissioni di numerosi inquinanti atmosferici, ma il settore dei trasporti continua a rappresentare una delle principali criticità sul fronte delle emissioni di gas serra».
Continua il presidente della Società italiana di medicina ambientale: «Sul piano sanitario, le evidenze epidemiologiche mostrano una chiara associazione tra esposizione prolungata al particolato fine, in particolare al PM2.5, e aumento del rischio di mortalità e di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici deve quindi rimanere una priorità di sanità pubblica. Tuttavia, limitare la circolazione solo per alcune categorie di veicoli e soltanto in alcune aree del Paese non può rappresentare, da sola, una soluzione strutturale al problema». La soluzione non può essere rinviare decisioni che contribuirebbero a ridurre emissioni e inquinamento. Conclude Miani: «Per contrastare efficacemente l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute dei cittadini occorre agire in maniera integrata sulle diverse sorgenti emissive e, sul fronte della mobilità, favorire i trasporti sostenibili, migliorare le infrastrutture, potenziare la rete ferroviaria e metropolitana e il trasporto pubblico locale, offrendo ai cittadini alternative efficienti e accessibili all’utilizzo dell’automobile privata».
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