Esselunga apre il suo primo bistrot

27 Maggio 2026 - 09:04
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Esselunga apre il suo primo bistrot

Con il nuovo punto vendita di piazza Risorgimento a Milano, Esselunga compie un passaggio che va oltre l’apertura di un supermercato di prossimità. Per la prima volta, infatti, il format LaEsse incorpora un bistrot strutturato, con servizio al tavolo, cocktail bar, lounge ed enoteca. Un debutto che segna un’evoluzione precisa nel modo in cui la grande distribuzione prova a occupare il tempo e gli spazi urbani dei consumatori. 

Questa apertura in un luogo strategico della città, con grande densità abitativa di livello medio alto, non riguarda solo la ristorazione interna. Da anni supermercati e insegne della distribuzione cercano di allungare la permanenza del cliente attraverso caffetterie, aree ready to eat e gastronomia evoluta. Esselunga stessa aveva già iniziato questo percorso con Bar Atlantic, nato nel 2003. Il bistrot di piazza Risorgimento rappresenta però un cambio di scala e di linguaggio: non più un servizio accessorio alla spesa, ma un luogo autonomo, pensato per essere frequentato anche indipendentemente dal supermercato. Un ristorante a tutti gli effetti, con formula facile ma con cuochi, fornelli, sedute e servizio. 

La scelta di Milano non è casuale. Piazza Risorgimento è uno dei quartieri che meglio raccontano la trasformazione recente della città: residenziale, benestante, attraversato da una domanda crescente di luoghi ibridi, capaci di unire praticità e socialità. In questo contesto, il bistrot diventa un’estensione naturale dell’idea di supermercato contemporaneo, sempre meno deposito di merci e sempre più spazio relazionale.

Il progetto insiste molto sulla costruzione di un immaginario gastronomico identitario. Nel menu convivono piatti della tradizione milanese come mondeghili e cotoletta con preparazioni più contemporanee, dalle tartare all’insalata thai con mango: una carta milanesissima, per la sua inclusività e trasversalità. Anche la presenza dei sommelier e di una enoteca con oltre seicento referenze va nella direzione di un posizionamento più vicino alla ristorazione urbana che alla semplice area ristoro di un supermercato. 

Interessante anche il modo in cui Esselunga prova a mettere in scena la propria memoria. Il bistrot utilizza materiali grafici storici, vecchi volantini e fotografie d’archivio per trasformare la storia aziendale in elemento narrativo. Una strategia ormai frequente nel mondo alimentare, dove il racconto dell’autenticità passa anche attraverso il recupero estetico del passato. 

Resta da capire quanto questo modello possa essere replicabile. Il rischio, per la grande distribuzione, è muoversi in un territorio affollato, dove il confine con la ristorazione tradizionale si fa sempre più sottile. Allo stesso tempo, l’operazione racconta bene una tendenza ormai evidente: il supermercato non vuole più limitarsi a vendere prodotti, ma cerca di presidiare l’intera esperienza alimentare, dalla dispensa all’aperitivo. I tanti appassionati del brand non vedono l’ora di provare il format, e questa affezione e comunità rimane uno degli aspetti valoriali più forti del supermercato di Caprotti, che rimane un punto di riferimento assoluto anche nella creazione del sodalizio con i suoi clienti, trasformati nel tempo in fedelissimi ambassador. 

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