Euro digitale, il Parlamento dice ‘sì’: negoziato inter-istituzionale al via il 13 luglio

09 Luglio 2026 - 14:00
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Bruxelles – Che il negoziato inter-istituzionale sull’euro digitale abbia inizio! L’Aula del Parlamento europeo ha dato il consenso ad entrare nella fase decisiva di un dossier considerato come fondamentale dalla Banca centrale europea, così come una parte dell’Emiciclo. Il voto di oggi (9 luglio) consente di partire subito, con il primo trilogo previsto già per lunedì 13 luglio. Si entrerà immediatamente nel vivo del processo di ricerca di accordo politico, visto che il confronto tra rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione UE riguarderà tre diverse legislazioni: euro digitale, gare d’appalto e fornitori extra-UE.

Riserve e opposizione di conservatori (ECR) e sovranisti (PfE) non sono servite a impedire che l’Aula desse il proprio benestare all’apertura del confronto politico con gli Stati membri dell’UE. I due gruppi in questione avevano contestato la decisione della commissione Affari economici di avviare i triloghi, ma il resto dell’emiciclo ha respinto le obiezioni. Sarà lo spagnolo Fernando Navarrete Rojas (PPE), relatore del provvedimento, a guidare il gruppo negoziale del Parlamento europeo.

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Euro digitale, la posizione del Parlamento

Sul tema, il mandato per Rojas è chiaro: a lui il compito di difendere la posizione del Parlamento che ruota attorno alla centralità della BCE. È l’Eurotower a dover emettere e gestire l’euro digitale, che deve poter essere utilizzato anche offline e nel rispetto della privcacy di chi lo usa. A tal proposito, l’Aula vuole che “la maggior parte delle imprese” sia tenuta ad accettare l’euro digitale. Farebbero eccezione i lavoratori autonomi e le piccole e micro-imprese che non accettano altri pagamenti digitali. Altro principio su cui insiste il Parlamento europeo è che i servizi di base, come l’apertura di un conto, la detenzione e la gestione di fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento, sarebbero gratuiti.

Previste poi misure di protezione del sistema finanziario e della stabilità finanziaria. Qui si intende  imporre un tetto massimo – tutto da negoziare e stabilire – alla quantità di euro digitale che ogni individuo potrebbe detenere. In secondo luogo, banche e prestatori di servizi di pagamento (PSP) dei paesi dell’UE non aderenti all’eurozona sarebbero autorizzati a distribuire l’euro digitale, al fine di garantire un sistema di pagamento tutto europeo per tutte le transazioni intra-UE, e ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE quali Visa o Mastercard.

È da questa posizione che il Parlamento parte nel confronto con il Consiglio, che la sua posizione negoziale l’ha già trovata e stabilita a dicembre 2025. Da lunedì si entra nel vivo.

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