Global Fund accelera la lotta alla tubercolosi: arriva il nuovo test molecolare per diagnosi rapide

17 Giugno 2026 - 13:18
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Global Fund accelera la lotta alla tubercolosi: arriva il nuovo test molecolare per diagnosi rapide

Ginevra, 16 giugno 2026 – La tubercolosi (TBC), la malattia infettiva che provoca il maggior numero di decessi al mondo, miete oltre un milione di vittime ogni anno nonostante sia prevenibile e curabile. Uno dei principali impedimenti all’eliminazione della TBC è che milioni di persone sono ancora prive di accesso a una diagnosi tempestiva e precisa. Per contribuire a colmare questa lacuna, tredici Paesi si stanno preparando a lanciare, in tutte le proprie strutture sanitarie, un nuovo test diagnostico molecolare per la TBC di tipo “near-point-of-care” (NPOC) – il primo nel suo genere – nell’ambito di un’iniziativa “Early Adopter” promossa dal Global Fund per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria (il Global Fund).

Grazie al sostegno della Children’s Investment Fund Foundation (CIFF) e all’adozione sul campo a cura dell’Aurum Institute, l’iniziativa fornirà quasi 3 milioni di precisi e rapidi test per la TBC a persone e luoghi che non vi hanno mai avuto accesso prima – in Bangladesh, Benin, Camerun, Etiopia, Filippine, Indonesia, Kenya, Nigeria, Perù, Sudafrica, Uganda, Vietnam e Zambia.

Secondo le stime, nel 2024 10,8 milioni di persone hanno contratto la TBC nel mondo, sebbene milioni di casi non siano stati diagnosticati o segnalati. Colmare questa lacuna diagnostica è fondamentale per individuare le persone affette in una fase precoce, iniziare tempestivamente il trattamento e ridurre la trasmissione. L’introduzione dei test molecolari “near-point-of-care” è pensata proprio per aiutare i Paesi a raggiungere tale obiettivo.

Questo lancio fa seguito a una recente raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di utilizzare i test molecolari NPOC come strumento diagnostico iniziale per adulti e adolescenti con sintomi di TBC polmonare, in sostituzione della microscopia, impiegata da oltre un secolo per la diagnosi della malattia. Tali test possono essere utilizzati nei centri di assistenza primaria – che rappresentano il primo punto di contatto per la maggior parte delle persone affette da TBC – contribuendo a colmare una delle principali lacune nella risposta alla TBC: la diagnosi tempestiva a livello di comunità

Questa nuova categoria di test NPOC fornisce risultati in meno di un’ora e garantisce una precisione degli esiti notevolmente superiore rispetto all’analisi microscopica dello striscio che, per molto tempo, ha rappresentato l’unica opzione diagnostica disponibile in molti contesti decentralizzati. Piccoli, leggeri, facili da usare e dotati di alimentazione a batteria, questi dispositivi possono essere utilizzati in cliniche prive di una rete elettrica affidabile – risultando ideali per le strutture sanitarie nelle zone più remote.

Questo cambiamento dovrebbe quindi ridurre i costi di individuazione dei casi, promuovere una maggiore equità e ampliare notevolmente l’accesso ai test diagnostici rapidi raccomandati dall’OMS. Sostituendo l’analisi microscopica dello striscio con un test molecolare molto più preciso, i Paesi saranno in grado di rilevare un numero molto maggiore di persone affette da TBC che altrimenti non verrebbero individuate.

Una diagnosi precoce consente di avviare prima il trattamento, migliorare i risultati per i pazienti e ridurre le opportunità di diffusione della TBC all’interno delle famiglie e delle comunità.

“Il Benin è orgoglioso di essere uno dei primi Paesi a introdurre questa nuova generazione di test per la TBC near-point-of-care – ha dichiarato il Ministro della salute Benjamin Hounkpatin – Ciò rappresenta un importante progresso negli sforzi volti a garantire servizi di qualità per la TBC a tutti, comprese le persone che vivono in comunità remote. Portando una diagnosi rapida e precisa più vicino ai luoghi in cui viene prestata l’assistenza sanitaria è possibile individuare le persone colpite in una fase più precoce, iniziare tempestivamente il trattamento e salvare molte vite”.

“Ciò che rende questo momento tanto significativo non è solo la tecnologia ma anche la capacità di raggiungere le persone affette da TBC dove si trovano, proprio nel primo punto di cura – ha affermato il prof. Dave Clark, CEO dell’Aurum Institute – Aiutando i Paesi a implementare questi strumenti su larga scala stiamo ottenendo un impatto significativo a livello di popolazione”.

“I test molecolari near-point-of-care possono rivoluzionare il modo in cui i Paesi rilevano e curano la TBC – ha commentato Peter Sands, Direttore esecutivo del Global Fund – Portando una diagnosi precisa più vicino alle comunità possiamo individuare i malati in una fase precoce, ridurre la trasmissione della malattia e colmare la lacuna diagnostica che troppo a lungo ha rallentato i progressi”.

“Questa innovazione nella diagnosi della TBC deve stimolare maggiori investimenti nella cura di questa malattia – ha espresso il Direttore esecutivo della CIFF, Miles Kemplay – Per troppo tempo, la lotta alla TBC ha sofferto di una carenza cronica di fondi, poiché solo pochi partner donatori la ritenevano prioritaria. È giunto il momento che finanziatori e filantropi sostengano i sistemi sanitari nazionali nel loro processo di espansione. Questi nuovi strumenti funzionano, sono economicamente convenienti e salveranno innumerevoli vite. Aiutare le persone più vulnerabili a ottenere una diagnosi rapida e a iniziare con tempestività il trattamento è uno dei migliori investimenti che possiamo fare”.

Ora disponibili a prezzi contenuti, i test rendono più accessibile la diagnostica molecolare decentralizzata, garantendo al tempo stesso prestazioni di elevata qualità. È importante sottolineare che i test NPOC integrano piattaforme di diagnostica molecolare più centralizzate come GeneXpert – che rimangono fondamentali per diagnosticare la TBC farmacoresistente e per eseguire ulteriori accertamenti sulle persone risultate positive al test NPOC. Con l’aumento del numero di persone sottoposte a test a livello di assistenza primaria, la domanda di test per la rilevazione della farmacoresistenza dovrebbe registrare un incremento.

La tubercolosi resta la malattia infettiva che provoca il maggior numero di decessi al mondo, dato che ogni anno causa oltre un milione di vittime. Nonostante i notevoli progressi compiuti nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento, milioni di persone continuano a incontrare barriere di accesso alle cure. Ampliare l’accesso a diagnosi rapide e precise costituisce uno dei modi più efficaci per colmare questa lacuna, garantire che le persone inizino precocemente il trattamento e ridurre la trasmissione nelle comunità.

Il Global Fund è il principale finanziatore esterno dei programmi per combattere la TBC a livello mondiale e sta lavorando a stretto contatto con i Paesi ad alto carico di morbilità per sostenere l’introduzione e l’intensificazione dei test molecolari NPOC, con una serie di prodotti innovativi che diventeranno disponibili nei prossimi 2-3 anni. Tramite investimenti catalitici, assistenza tecnica e sovvenzioni nazionali, il Global Fund, in collaborazione con la CIFF, sostiene l’introduzione programmatica dei test NPOC e la relativa intensificazione in questi tredici Paesi.

I tredici Paesi che stanno precocemente adottando i test NPOC contribuiscono a guidare una transizione globale verso un’assistenza per la TBC decentralizzata e incentrata sul paziente, garantendo una diagnosi precisa nelle comunità e accelerando i progressi verso l’eliminazione della TBC.

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