I falsi miti sui vulcani: la scienza oltre la disinformazione

15 Settembre 2026 - 12:25
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I falsi miti sui vulcani: la scienza oltre la disinformazione

Quando un vulcano dà segni di attività, la disinformazione corre spesso più veloce dei comunicati ufficiali degli enti di ricerca. Troppo spesso la percezione pubblica viene tratteggiata da notizie distorte, che spaziano dall'errata interpretazione dei tracciati sismici fino all'uso improprio di concetti legati al clima.

È la denuncia che emerge dallo studio internazionale Getting the story straight: Common misconceptions around volcanoes and eruptions with case studies of recent events, pubblicato sul Journal of Applied Volcanology e condotto in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La ricerca, firmata da un team di vulcanologi con decenni di esperienza negli osservatori e nelle aree di crisi di tutto il pianeta, mappa ed esamina ben 18 convinzioni errate radicate nell'immaginario collettivo. Il lavoro organizza il materiale in sei macro-aree tematiche: sismologia, vulcani e clima, sistemi e strutture vulcaniche, pericolosità, tempi e periodicità, fino alla verifica dei contenuti multimediali.

Sotto la lente degli esperti finiscono termini sensazionalistici ampiamente abusati come “cintura di fuoco del Pacifico”, “supervulcani” o “megatsunami”, ma anche concetti tecnici mal interpretati, dalla previsione delle eruzioni alle dinamiche delle camere magmatiche, fino alla distinzione tra cenere vulcanica e semplice fumo.

«La ricerca – spiega Boris Behncke ricercatore dell’INGV – rappresenta una risorsa sviluppata per aiutare vulcanologi, giornalisti, decisori e pubblico a orientarsi correttamente quando un vulcano entra in eruzione, o anche quando non lo fa. Per ciascun concetto sbagliato, l’articolo presenta punti chiave e sintesi delle ricerche recenti, fornendo ai lettori le informazioni necessarie per affrontare e spiegare correttamente questi temi».

Un capitolo dello studio è dedicato al rapporto tra attività vulcanica e cambiamento climatico. Un'idea sbagliata ma particolarmente diffusa sostiene che i vulcani emettano ogni anno più anidride carbonica dell'intera umanità, quando in realtà l'insieme dell'attività vulcanica globale rilascia meno del 2% della  prodotta annualmente dalle attività antropiche.

Non mancano esempi di diffusione di falsi miti legate al contesto italiano. Spesso si legge ancora oggi che durante l’eruzione dell’Etna del 1669 sarebbero morte migliaia di persone, mentre in realtà non è morto nessuno poiché il lento avanzare della lava ha permesso alla popolazione di allontanarsi.

«Per non parlare delle immagini create con l’intelligenza artificiale, falsificate o di altri vulcani o eruzioni dopo la recentissima eruzione dell’Anak Krakatau in Indonesia – prosegue Behncke – Nonostante la disponibilità di video ed immagini autentiche, a diventare virali sono stati video chiaramente alterati dall’IA. Perfino le eruzioni di luglio-agosto 2026 dell’Etna sono state “vendute” come immagini dell’Anak Krakatau»

La divulgazione scientifica rigorosa si conferma dunque un presidio essenziale per la sicurezza pubblica: se le eruzioni vulcaniche rimangono uno spettacolo naturale di primaria importanza, la corretta comunicazione del rischio è l'unico strumento in grado di prevenire panico e decisioni errate nel momento dell'emergenza.

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