Il Made in Italy domina i mari, cantieristica navale da primato: 170mila occupati e miliardi di export

Il significato industriale e politico del settore è stato sottolineato con particolare forza da Giorgia Meloni, intervenuta all’inaugurazione la settimana scorsa del 66° Salone Nautico di Genova. La premier ha definito la nautica una delle principali eccellenze italiane e ha sottolineato come l’economia del mare rappresenti un pezzo fondamentale del Pil nazionale. Ha inoltre evidenziato il moltiplicatore economico e occupazionale del comparto e l’impegno del Governo a difendere e rafforzare questa eccellenza italiana. Anche in altre occasioni Giorgia Meloni ha indicato economia del mare e cantieristica come una delle nuove filiere strategiche del Made in Italy, accanto a settori come spazio, difesa, farmaceutica e industria culturale, sottolineando la necessità di puntare su semplificazione, innovazione e capitale umano.
Cantieristica nautica: tecnologia, qualità, design
In sintesi: tra yacht, superyacht e navi da crociera, la cantieristica italiana non compete tanto sui volumi quanto sulla tecnologia, qualità, design e valore aggiunto, trasformando l’eccellenza manifatturiera in una delle più importanti piattaforme industriali italiane rivolte al mondo. Il ruolo strategico della filiera è stato sottolineato anche dall’onorevole Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione Itre del Parlamento europeo e responsabile nazionale del Dipartimento Imprese, in occasione della visita all’Amerigo Vespucci a Venezia nel fine settimana. La cantieristica navale italiana si conferma uno dei comparti industriali più internazionalizzati e ad alto valore aggiunto del Paese.
Nel 2025 la nautica italiana ha raggiunto 8,72 miliardi di euro di fatturato, mentre la produzione della sola cantieristica da diporto è arrivata a circa 5,47 miliardi. L’export della cantieristica ha segnato il record di 4,4 miliardi di euro, con una propensione all’esportazione del 90%. L’Italia rappresenta inoltre circa il 21,3% del mercato mondiale della cantieristica nautica. Il contributo economico è rilevante: la nautica genera 7,51 miliardi di euro di Pil e coinvolge, considerando l’intera filiera, circa 170 mila lavoratori, con oltre 13 miliardi di valore aggiunto.
Yacht, superyacht e navi da crociera
Il punto di forza italiano è soprattutto l’alta gamma. Nel 2025 i cantieri italiani hanno conquistato il 52% degli ordini mondiali di superyacht, con 568 unità in costruzione. Accanto alla nautica da diporto, un ruolo fondamentale è svolto dalla cantieristica delle navi da crociera, dove l’Italia mantiene una posizione di assoluto rilievo internazionale grazie a Fincantieri.
Nel 2025 il gruppo ha realizzato 9,19 miliardi di euro di ricavi, di cui 6,59 miliardi nello Shipbuilding, con la crescita del comparto sostenuta anche dalle navi da crociera. Il portafoglio complessivo di ordini è imponente, garantendo lavoro ai cantieri per molti anni. L’impatto economico, tuttavia, è molto più ampio del valore della produzione direttamente realizzata nei cantieri.
L’impatto economico
Secondo Confindustria Nautica, l’intera filiera nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati; ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva complessivamente circa 5,2 euro di valore aggiunto nell’economia italiana. Un’analoga analisi di CDP sulla cantieristica evidenzia che ogni milione di euro investito nella costruzione di una nave genera circa 2,7 milioni di euro di valore economico complessivo, considerando gli effetti diretti e indiretti lungo la catena produttiva.
I mercati
Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di destinazione della produzione italiana, affiancati dai principali Paesi europei e dai grandi centri internazionali dello yachting. La forte dipendenza dall’estero rende però strategica la diversificazione dei mercati.
La cantieristica militare
Per quanto riguarda la cantieristica militare anch’essa rappresenta una filiera strategica per l’Italia. Nel 2025 Fincantieri nel comparto Difesa è cresciuta del 20,7%. Il gruppo conta in Italia 11.625 addetti diretti e circa 60.000 occupati considerando l’intera filiera. Il portafoglio ordini complessivo ha raggiunto il record storico di 63,2 miliardi di euro, con una visibilità produttiva fino al 2037. La cantieristica militare è quindi un asset strategico nazionale, con ricadute su occupazione, tecnologia, ricerca e sicurezza, oltre a un crescente peso nelle esportazioni della difesa.
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