Il pareggio elettorale, e il sogno di disarticolare il bipopulismo in Parlamento

Maggio 16, 2026 - 05:32
0
Il pareggio elettorale, e il sogno di disarticolare il bipopulismo in Parlamento

Oggi il programma politico più sensato è quello di resistere, a sinistra a destra e al centro, battersi perché non passi nessuna riforma elettorale diversa da un sistema proporzionale purissimo, e sperare che le prossime elezioni finiscano in una specie di pareggio, cioè senza che nessuno dei due accrocchi elettorali chiamati poli abbia i numeri per formare un governo.

A quel punto, così come prevede la Costituzione e la forma di governo parlamentare, la maggioranza per formare un governo si troverà in Aula sulla base di un programma minimo condiviso tra forze politiche diverse ma capaci di costruire un progetto limitato su questioni importanti come sicurezza, sanità e istruzione, cosa che è già successa più volte negli ultimi anni al termine di ogni sbornia populista.

È dunque il Parlamento il luogo dove si può trovare il modo di scardinare i due poli incredibili che ci ritroviamo, e di disarticolare il bipopulismo perfetto italiano per costruire una nuova maggioranza coerente sulle questioni più urgenti, e anche una nuova opposizione, come avviene in tutto il resto del mondo civile, tranne che da noi.

Da una parte ci sarà chi vuole stare agganciato all’Europa, dall’altra gli utili idioti di Putin e Trump; da un lato quelli che vogliono rilanciare la produttività del paese e l’economia delle famiglie e delle imprese, dall’altro quelli del superbonus, delle mance e delle pensioni anticipate; da una parte quelli che puntano a una minore dipendenza energetica dall’estero, dall’altra quelli che dicono No a tutto.

L’obiettivo, quindi, non può che essere quello di eleggere nel prossimo Parlamento quanti più liberali e progressisti possibile, sia a sinistra sia a destra e, ovviamente, anche al centro, nella speranza che questo transpartito democratico ancora virtuale, che va da Forza Italia al Pd, passando per riformisti, azionisti e liberali, possa riprendere l’iniziativa parlamentare dopo il probabile pareggio elettorale e l’ennesimo fallimento della politica polarizzata.

Certo, c’è il rischio che i populisti di destra e di sinistra possano formare una maggioranza tutta loro, come è già capitato col governo Conte, ma è un rischio che si può correre, intanto perché l’eventuale governo non sarebbe diverso da un esecutivo Meloni-Salvini-Vannacci né da una maggioranza Schlein-Conte-Bonelli-Di Battista, ma soprattutto perché in questo modo i cosiddetti poli pre-elettorali sarebbero spazzati via, nascerebbe un’alternativa seria e finalmente potremo fare chiarezza sugli antieuropei illiberali da una parte e i filo europei liberali dall’altra.

Succede ovunque così, anche se con diverse gradazioni, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Germania alla Gran Bretagna, per non parlare dei paesi della nuova Europa che essendo fisicamente e storicamente più vicini alla dittatura russa si dividono innanzitutto tra antitotalitari pro Europa e nostalgici della dittatura.

I tempi sono grami, sognare un governo capace di affrontare seriamente i problemi reali del paese è illusorio, bisogna fare un passo indietro e accontentarsi di costruire un’offerta politica con liberali, progressisti e filo europei da una parte, e reazionari, populisti e anti europei dall’altra. Sembra poco, ma sarebbe uno straordinario passo avanti verso la normalità democratica.

L'articolo Il pareggio elettorale, e il sogno di disarticolare il bipopulismo in Parlamento proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User