Il petrolio del Venezuela fa gola non solo a Trump: Eni ha siglato un accordo per «un giacimento super gigante»

03 Settembre 2026 - 13:50
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Il petrolio del Venezuela fa gola non solo a Trump: Eni ha siglato un accordo per «un giacimento super gigante»

Come anticipato nei giorni scorsi dal nostro giornale, il «maxi accordo» (Trump dixit) portato a casa dagli Stati Uniti per assicurarsi una gran parte delle riserve petrolifere del Venezuela, ha fatto aumentare l’interesse per quei giacimenti anche al di qua dell’Atlantico, e se il Nobel per l’Economia Paul Krugman ha definito quell’intesa «una truffa vile e stupida», in questi giorni si stanno spingendo verso Caracas molte aziende del settore di diverse nazionalità, compresa l’italiana Eni. Ed è proprio con una nota diramata ieri sera che il Cane a sei zampe ufficializza l’operazione riguardante il paese sudamericano per «un giacimento petrolifero super gigante» (parole loro): «Alla presenza della Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, nell’ambito della visita in Venezuela del Segretario dell’Energia americano Chris Wright, e in presenza del Ministro degli Idrocarburi del Governo venezuelano, Paula Henao, dell’Amministratore Delegato della società di Stato PDVSA, Héctor Obregón, e dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, Eni e PDVSA hanno firmato il “Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos” (CPPH) relativo allo sviluppo del giacimento di importanti dimensioni (giant field)  a olio di Junín 5, situato onshore nella Faja dell’Orinoco».

Il timing scelto per la firma non deve essere casuale, anche se dall’Eni fanno sapere che la formalizzazione del contratto «rappresenta il completamento del percorso avviato con la sottoscrizione dell’Head of Terms del 28 aprile 2026 allo scopo di rilanciare la produzione petrolifera attraverso la transizione dall’attuale modello operativo della “empresa mixta” Petrojunín (Eni 40%, PDVSA 60%) al nuovo regime contrattuale del CPPH, introdotto dalla Legge Organica degli Idrocarburi, approvata dall’Assemblea venezuelana nel gennaio 2026».

Il contratto avrà la durata di 25 anni e, come spiegano sempre fonti del Cane a sei zampe, attribuisce a Eni «il ruolo di Operatore esclusivo dell’area Junín 5, con piena responsabilità della gestione tecnica, finanziaria e commerciale del progetto». Per dare un’idea della portata di quel che è stato firmato dall’azienda attiva nel settore del fossile, Junín 5 è un campo a olio pesante che contiene 35 miliardi di barili in posto certificati e attualmente produce circa 12 mila barili al giorno. Eni è presente in Venezuela dal 1998 e attualmente la società, che tra l’altro è impegnata anche nello sviluppo di progetti di gas naturale, detiene nel Paese sei licenze minerarie, situate offshore nel Golfo del Venezuela e nel Golfo di Paria, e onshore nella regione dell’Orinoco. Nel 2025, la quota di produzione di idrocarburi di Eni nel Paese è stata pari a 64 mila boe/giorno, principalmente provenienti dal giacimento di gas Perla, che rappresenta circa il 35% del totale del gas consumato nel Paese.

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