In Israele rinasce un antico cammino percorso per secoli dai pellegrini

Maggio 16, 2026 - 11:02
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In Israele rinasce un antico cammino percorso per secoli dai pellegrini

Per secoli il pellegrinaggio verso Gerusalemme ha rappresentato uno dei grandi viaggi spirituali del Mediterraneo e del Medio Oriente: uomini e donne provenienti da culture e religioni diverse attraversavano città, villaggi e paesaggi della Terra Santa con l’obiettivo di raggiungere la Città Santa, seguendo itinerari che col tempo sono diventati parte della memoria storica e religiosa della regione. Oggi, dopo un lungo periodo in cui quei percorsi erano in gran parte scomparsi dalla memoria vivente, un nuovo progetto sta cercando di riportarli alla luce: si chiama W2J, acronimo di “The Way to Jerusalem”.

L’iniziativa punta a far rinascere l’antico cammino verso Gerusalemme recuperando non solo il tracciato fisico del pellegrinaggio, ma anche il suo significato culturale, spirituale e umano. Il percorso tocca gli stessi paesaggi e le stesse strade che hanno visto transitare pellegrini diretti verso Gerusalemme, tra luoghi storici, archeologici e sacri per le tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam.

L’idea alla base del progetto è quella di offrire un’esperienza di viaggio che unisca il cammino fisico a una dimensione interiore fatta di incontro e dialogo: W2J si presenta, infatti, come un ponte tra culture, fedi e persone, un percorso verso quella che gli organizzatori definiscono la “Gerusalemme Celeste” tramite il viaggio concreto verso la “Gerusalemme Terrena”.

Il progetto W2J e la rinascita del pellegrinaggio

The Way to Jerusalem” è un’iniziativa di carattere nazionale guidata dalla “The Way to Jerusalem Pilgrimage Association”, fondata da Golan Rice e Yael Tarasiuk per permettere a persone provenienti da Israele e dal resto del mondo di tornare a camminare verso Gerusalemme sulle orme dei pellegrini che hanno raggiunto la città nel corso di migliaia di anni.

Secondo l’impostazione dell’associazione, il valore del viaggio risiede anche nell’esperienza vissuta lungo il tragitto: l’incontro con le comunità locali, l’ascolto delle storie del territorio, l’ospitalità ricevuta e la possibilità di creare un dialogo multiculturale tra persone con percorsi di vita differenti.

Il cammino attraversa, infatti, aree profondamente legate alla storia religiosa e culturale della regione e il progetto recupera una delle dimensioni più antiche del pellegrinaggio, quella dell’incontro umano.

Da Jaffa a Gerusalemme: 111 chilometri in sei giorni

Gli otto pellegrini che hanno completato il percorso W2J, Israele
Crediti IMOT
Gli otto pellegrini che hanno completato il percorso W2J

La scorsa settimana, un gruppo internazionale di otto pellegrini ha completato il percorso W2J percorrendo 111 chilometri dal porto di Jaffa fino alla Porta di Jaffa della Città Vecchia di Gerusalemme.

Il viaggio si è svolto nell’arco di sei giorni e ha coinvolto partecipanti provenienti da Taiwan, Stati Uniti, Spagna e Israele, appartenenti a differenti tradizioni religiose, tra cui cristiani evangelici, cattolici ed ebrei, che hanno condiviso l’intero cammino come un unico gruppo.

Gli organizzatori li hanno definiti come il primo “Gruppo Pionieristico proveniente da tutto il mondo”, a sottolineare il carattere simbolico del viaggio.

L’incontro con le comunità locali lungo il cammino

Uno degli aspetti centrali dell’esperienza W2J riguarda il rapporto con le comunità attraversate durante il percorso: durante il viaggio, i pellegrini hanno soggiornato in diverse località, entrando in contatto con abitanti del posto e ascoltando le loro storie.

Secondo il racconto dell’associazione, il cammino ha favorito uno scambio continuo tra i partecipanti e le persone incontrate lungo la strada: i pellegrini hanno condiviso le proprie esperienze personali e spirituali, mentre le comunità locali hanno raccontato il legame del territorio con la storia e con il pellegrinaggio.

Nonostante le differenze religiose, culturali e linguistiche, ogni partecipante ha trovato nel viaggio un’esperienza personale significativa. Per alcuni il pellegrinaggio ha rappresentato un momento di riflessione spirituale, per altri un’occasione di incontro tra culture, per altri ancora un modo per riscoprire il significato del viaggio lento e della condivisione.

I timbri del pellegrino e il certificato “Jerushalma”

Come avviene in molte tradizioni di pellegrinaggio, anche per il percorso W2J i pellegrini ricevono un Tesserino del Pellegrino sul quale raccolgono timbri nelle varie stazioni lungo il tragitto.

Una volta arrivati alla Porta di Jaffa, nella Città Vecchia di Gerusalemme, i partecipanti che presentano il tesserino completato con tutti i timbri ricevono il timbro finale e il Certificato ufficiale di Pellegrinaggio “Jerushalma”, rilasciato da W2J insieme al Ministero del Turismo israeliano.

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